[DOSSIER n.12] Per un mondo senza limiti..

raccolta delle menzogne del SistemaIGB
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Messaggioda sandropascucci » 23 ott 2010, 20:29

..basta spostare i limiti..

Immagine

http://www.signoraggio.com/signoraggio_senzalimiti.html


io ho "conosciuto" il debito pubblico americano che era, il 10 giugno 2006, di circa 8,4 MILIARDI DI DOLLARI
oggi, 10 febbraio 2014, è di: 17,2 MILIARDI DI DOLLARI
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Re: [DOSSIER n12] Per un mondo senza limiti..

Messaggioda sandropascucci » 23 ott 2010, 20:30

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21 ottobre 2010
DECISIONI ASSUNTE DAL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA BCE (IN AGGIUNTA A QUELLE CHE FISSANO I TASSI DI INTERESSE)
Ottobre 2010
Operazioni
Idoneità degli strumenti di debito emessi dal SESF come garanzia nelle operazioni di
finanziamento dell’Eurosistema
Il 17 settembre il Consiglio direttivo ha deciso di classificare lo Strumento europeo per la
stabilità finanziaria (SESF) fra le “agenzie diverse dagli enti creditizi”. Di conseguenza, gli
strumenti di debito emessi da quest’ultimo ricadranno nella categoria di liquidità II
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Re: [DOSSIER n. 12] Per un mondo senza limiti..

Messaggioda sandropascucci » 25 feb 2011, 10:42

CVD

fonte: viewtopic.php?p=27486#p27486

24 febbraio 2011 «Siamo alla bancarotta degli Stati Uniti. Non fra 30 anni, non fra 5 anni: oggi». Laurence Kotlikoff, economista dell'università di Boston ed esperto dell'agenzia Bloomberg, evoca lo scenario-catastrofe più estremo.

non pascucci-il-cattivo o il PRIMIT-che-si-sente-la-verità-in-tasca o quel fascista-de..
no: Kotlikoff, che lavora in una università e CONTEMPORANEAMENTE in una ditta privata [de serpenti]..
ergo: IL TOP DI CHI SA COME GIRA IL SIGNORAGGIO (AGGIO DEL SIGNORE CREATORE DI MONETA).

Per la prima volta dal 1946 il debito pubblico complessivo degli Stati Uniti supera la ricchezza nazionale prodotta in un anno. La fatidica soglia del 100% nel rapporto debito/Pil è stata già oltrepassata

ora la pianteranno di stra-fracassarci li coglioni* con il virtuosismo degli USA e con la CRIMINALE [PERCHE' PREZZOLATA] litania degli amici dei banchieri che l'Italia è cattiva blablabla..craxi..blablabla..berlusconi..blablabla..

Geithner in queste ore sta cercando di mediare con il Congresso per alzare la soglia del debito finanziabile attraverso nuove emissioni di titoli pubblici.

ooooopsssssssssssssssssssssss!!!

Il tetto del debito federale stabilito per legge (che non include i debiti dei singoli Stati Usa, né delle città, né della previdenza) è stato fissato a 14.300 miliardi. Quella quota sta per essere superata, e senza un voto del Congresso si blocca tutto. L'esercizio del bilancio provvisorio del 2011 non può prolungarsi oltre il 4 marzo.

ooooooooooooooooooooopsssssssssssssssssssssssssss!!

Dopo, avverte Geithner, la chiusura degli uffici federali può diventare inevitabile «e darebbe un colpo tremendo alla ripresa economica». Ma i repubblicani, che hanno la maggioranza alla Camera, vogliono imporre le loro condizioni: Barack Obama deve accettare immediatamente 60 miliardi di tagli di spesa, o il bilancio federale non avrà i loro voti. Dietro le diatribe sui numeri c'è una scelta di valori: Obama rifiuta di tagliare i fondi alla scuola, all'università, all'ambiente. «Sono gli investimenti sul nostro futuro, la chiave della nostra competitività, la condizione per un ripresa sana», dice il presidente.

questi invece di appendere IGB per le palle tolgono i libri ai bambini..

LO SCHIAVO DIFENDE IL PADRONE, MICA LO COMBATTE!

quindi torniamo a leggere: http://www.signoraggio.com/signoraggio_senzalimiti.html










*da ripetere ad alta voce alle Fiere dellE Verità
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Re: [DOSSIER n. 12] Per un mondo senza limiti..

Messaggioda sergioloy » 25 feb 2011, 12:34

un po' di debito è salutare, se no la banca cosa sottoscrive per emettere moneta?
ma così è troppo, è bancarotta!

anche volendo, anche sforzandomi, non capisco.

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sergioloy

Re: [DOSSIER n. 12] Per un mondo senza limiti..

Messaggioda sergioloy » 8 mar 2011, 14:05

::
Allarme Bankitalia sui prestiti

ROMA - Piu' prestiti bancari e meno soldi sul conto corrente. A gennaio sono aumentati del 5%, su base annua, i prestiti richiesti dalle famiglie, mentre sono calati dell'1,7%, sempre su base annua, i depositi dell'intero settore privati, che include anche le famiglie. Sono i dati contenuti nel supplemento ''Moneta e Banche'' della Banca d'Italia, diffuso oggi, che ricorda anche come a giugno le banche abbiano inserito nei prestiti alcune operazioni di cartolarizzazione.

BALZO TASSI PRESTITI FAMIGLIE,CALO IMPRESE - Mutui e prestiti piu' cari per le famiglie a gennaio, mentre gli interessi riconosciuti sui conti correnti registrano una lieve limatura dallo 0,36 allo 0,35%. E' quanto emerge dalle elaborazioni della Banca d'Italia contenute nel bollettino ''Moneta e Banche'', dal quale risulta invece che i prestiti oltre un milione di euro per le societa' non finanziare hanno segnato una riduzione (dal 2,56 al 2,36%). Per le famiglie, invece, i tassi sul credito al consumo sono saliti di quasi mezzo punto all'8,78% dall'8,33% di dicembre, e per i mutui dal 3,18% di fine 2010 al 3,36% di inizio 2011. Per i mutui e' il livello piu' alto almeno dal dicembre 2009.

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Re: [DOSSIER n. 12] Per un mondo senza limiti..

Messaggioda sandropascucci » 8 ago 2011, 11:52

«A CHI TOCCA NUN S'ENGRUGNA» [Il Grasso Bankiere, 2011]

::
La crisi .Gli Stati Uniti
Cade il mito del debito Usa . L' America declassata
Bocciatura di S&P, il dollaro perde la tripla A. Possibili altri tagli Obama all' attacco: ci sono errori. Ora impegno comune del Congresso

WASHINGTON - Con una decisione senza precedenti, che minaccia di destabilizzare ulteriormente i mercati, la Standard & Poor' s, la principale agenzia di rating americana, ha declassato da tripla A (AAA) a doppia A più (AA+) il credito a lungo termine degli Stati uniti, trasformando così la crisi del debito sovrano da crisi sinora solo europea in crisi globale. In un secco comunicato, l' agenzia ha affermato che a suo giudizio «il piano di consolidamento fiscale del Congresso non contiene ciò che è necessario per contenere il debito a medio termine», lamentando «l' inefficienza delle istituzioni» di fronte alla crisi. Standard & Poor' s ha anche ammonito che «l' outlook è negativo», cioè che le prospettive economico-finanziarie americane rimangono inquietanti, e non ha escluso un altro declassamento tra 12-18 mesi «in mancanza di correzioni solide». Una bomba e assieme un implicito invito all' America e all' Europa a evitare che il 2011 diventi un anno funesto come il 2008. L' amministrazione Obama ha dapprima cercato di bloccare la misura dell' agenzia, accusandola di un «grave errore di calcolo», cioè di avere «gonfiato» il debito di 2 mila miliardi di dollari, poi di diminuirne l' impatto tramite rassicuranti dichiarazioni del presidente. «L' accordo al Congresso è un importante passo avanti nella giusta direzione» ha detto Obama, impegnandosi «a incoraggiare repubblicani e democratici a porre ordine nei conti pubblici superando le divergenze politiche» nei prossimi mesi. La Casa Bianca ha anche sottolineato che le altre due grandi agenzie, Moody' s e Fitch, hanno mantenuto la tripla A, un segno di fiducia nella finanza e nell' economia americane. Ma le reazioni del G7 e della Cina hanno sottolineato la gravità della crisi. Il G7 ha subito indetto consultazioni di emergenza e la Cina ha invitato l' America, in quanto suo massimo Paese creditore, «a una rapida soluzione dei problemi di debito strutturali e alla assoluta garanzia degli assets cinesi in dollari». Dietro il «troppo poco troppo tardi» di Standard & Poor' s non c' è solo un profondo scetticismo per la classe politica ma anche la crescente paura che l' economia torni in recessione. L' agenzia di rating, che aveva chiesto tagli di 4 mila miliardi di dollari del debito in dieci anni a titolo di «acconto», ha visto il Congresso approvarne di poco più di 2 mila, senza peraltro individuarli con precisione. Un compromesso dell' ultimo minuto che ha consentito di rialzare il tetto del debito sovrano di 14.200 miliardi a 16.300 miliardi di dollari per il prossimo biennio, evitando il «default» il 2 scorso, ma che ha lasciato il campo aperto a una guerra tra i democratici, decisi ad aumentare le tasse, e i repubblicani, decisi a ridurre il welfare, nell' anno delle elezioni presidenziali, il 2012. La paura del «double dip», il doppio bagno recessivo, ha già colpito la Borsa, che ha perso il 10,8% in dieci giorni. La perdita di affidabilità dell' America agli occhi dei mercati è un pericolo per Obama, il primo presidente così castigato nella storia Usa. Potrebbe comportare il pagamento di interessi più alti da parte dello stato, rischi maggiori per gli investitori in borsa, un calo nell' afflusso dei capitali stranieri e un ulteriore deprezzamento del dollaro. Il mese scorso, Obama ha dichiarato, a ragione, che l' America «non è il Portogallo né la Grecia». Ma la sua condizione non è dissimile da quella dei Paesi europei più indebitati, un deficit di bilancio di oltre il 10% e un debito pubblico che si avvia al 100% del prodotto interno lordo. Ennio Caretto RIPRODUZIONE RISERVATA **** Per capire Il rating Il voto sull' affidabilità dei debitori Il rating è il giudizio che gli analisti delle agenzie specializzate in questo tipo di valutazione (come Standard& Poor' s, Moody' s e Fitch) danno sull' affidabilità dei debitori. Gli Stati, ma anche le aziende private. Più è elevato il voto (il massimo è la tripla A) più il debitore viene considerato affidabile e questo significa solitamente che pagherà interessi più bassi per ripagare i possessori delle sue obbligazioni. E' il caso della Germania che su titoli a due anni paga lo 0,8% Tripla A Dal giudizio più alto al default Nella classifica dei voti la tripla A (AAA) rappresenta la massima affidabilità. Per Standard & Poor' s, ad esempio, la Grecia che è alle prese con il salvataggio appena deciso dall' Europa, ha un giudizio «CC» (che vuole dire debito molto vulnerabile). L' ultimo gradino è la lettera «D», che vuol dire default, l' impossibilità da parte del debitore di onorare le proprie obbligazioni e di poter pagare gli interessi e rimborsare il capitale Gli analisti Le diecimila sentinelle dei conti Sono circa diecimila gli analisti che valutano l' affidabilità dei conti dei governi. Il punto di partenza sono i bilanci dei singoli Stati e delle amministrazioni pubbliche. Spesso gli analisti incontrano i tecnici dei ministeri economici dei singoli Paesi. In passato sono stati accusati di essersi accorti in ritardo delle situazioni di crisi dei vari paesi e anche delle società private (come Enron). I casi vanno dal crac argentino alla crisi coreana a quella della Russia nel ' 98.

Caretto Ennio


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(7 agosto 2011) - Corriere della Sera
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Re: [DOSSIER n. 12] Per un mondo senza limiti..

Messaggioda sandropascucci » 16 dic 2012, 9:38

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Debito Usa? Bastano due monetine di platino per estinguerlo
Pubblicato il 16 dicembre 2012 07.31 | Ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2012 17.10


TAG: debito, fiscal cliff, platino, stati uniti

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Usa, la recessione non è finita. E ora molti Stati rischiano il default


WASHINGTON – Possono due monetine di platino salvare la più grande economia mondiale? Sebbene l’idea sembri folle, alcuni economisti sostengono che questa idea sia una possibilità concreta. E sostengono che due monete di platino possono saldare il debito americano.
Il dibattito sul “fiscal cliff” si accompagna negli Stati Uniti ad un’altra discussione, quella sul tetto del debito. Gli Stati Uniti, come tutti i Paesi, devono chiedere soldi in prestito sul mercato per finanziare le loro attività. Il governo degli Stati Uniti può prendere in prestito solo una certa quantità di denaro, stabilita dalla legge – il «debt ceiling», il tetto del debito. Questa quantità è regolarmente superata, a causa dell’inflazione e dell’aumento delle spese, e per questo ogni governo deve negoziare regolarmente l’innalzamento del tetto del debito, negoziando con il Parlamento.
E’ successo 8 volte durante la presidenza Clinton e 7 volte durante gli anni di George W. Bush. L’anno scorso, la resistenza oltranzista dei Repubblicani di fronte all’innalzamento del tetto del debito aveva creato un’ondata di panico tra i mercati. I dissidi odierni tra i Repubblicani e i Democratici rischiano ancora una volta di avere pesanti ripercussioni.
A tutto questo c’è una soluzione, rapida e poco ingombrante: due piccole monetine di platino. Perché, come? Grazie ad una falla nella legge degli Stati Uniti, il Tesoro degli Stati Uniti è autorizzato a battere tante monete di platino quante vuole e perfino ad attribuirgli il valore che desidera. Si tratta di un privilegio che le altre valute non hanno. Difatti, secondo la legge statunitense, c’è un limite alla produzione di banconote ed a quella di monete di oro, argento e rame.
Grazie a questa “falla”¸ qualcuno propone che la zecca degli Stati Uniti produca un paio di monetine dal valore di mille miliardi di dollari. Il gioco è quasi fatto e la soluzione vicina. Basta depositare le due sfarzose monetine alla Federal Reserve e da lì nei conti del Tesoro. Improvvisamente, il Tesoro ha così due mila miliardi di dollari in più a sua disposizione per far fronte alle spese, senza dover emanare nemmeno un dollaro di nuovo debito. E non ci sarebbe più bisogno di nessun innalzamento del tetto, di nessuna faticosa mediazione tra partiti ostili.
Il sistema assomiglia ad un aumento dell’emissione di banconote, un esperimento tentato più volte dalle banche centrali in simili circostanze. Ma questa volta il governo utilizzerebbe semplicemente il denaro giù in circolazione, invece di stamparne di nuovo. In questo modo, l’inflazione, almeno in teoria, non dovrebbe aumentare.
Semplice? Forse troppo. Nonostante qualche voce che appoggia la misura, la maggior parte degli analisti considerano che la misura sia troppo rischiosa. Pare difficile che i Repubblicani e i Democratici possano mettersi d’accordo su una tale scappatoia politica. E’ certo però che se i due partiti americani non riusciranno ancora una volta a mettersi d’accordo sul tetto del debito, questi inusuali rimedi economici potrebbe catturare sempre più attenzione.
http://www.blitzquotidiano.it/economia/ ... o-1423689/

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Potrebbe due monete di platino risolvere il debito soffitto crisi?
Inviato da Brad Plumer il 7 dicembre 2012 alle 12:37

Se il presidente Obama vuole evitare un disastro economico del prossimo anno, potrebbe sempre presentarsi in una conferenza stampa che porta due monete di platino lucido, per un valore ... 1.000 miliardi dollari a testa.

Un semplice $ 100? Pshaw. Provare a $ 1 trilione. (Associated Press)

Okay, che suona del tutto folle. Ma da quando l'anno scorso, alcuni economisti e studiosi del diritto hanno suggerito che "l'opzione moneta di platino" è un modo per disinnescare una crisi se il Congresso non può o non vuole alzare il tetto del debito a breve. Almeno in teoria.
Il governo degli Stati Uniti è, dopo tutto, di fronte ad un problema reale. Il dipartimento del Tesoro si ha colpito il suo $ 16400000000000 limite di indebitamento entro il prossimo febbraio al più tardi. A meno che il Congresso raggiunge un accordo di aumentare tale limite di indebitamento, il governo non sarà più in grado di prendere in prestito denaro a sufficienza per pagare tutti i suoi conti.
L'anno scorso, i repubblicani al Congresso resistito sollevando il tetto del debito fino all'ultimo minuto - e solo in cambio di tagli di spesa. Panic ha seguito. Che cosa succede se c'è un'altra prova di forza di quest'anno?
Inserire le monete di platino. Grazie ad una scappatoia strano normativa vigente, il Tesoro degli Stati Uniti è tecnicamente consentito a coniare le monete di platino come vuole e può assegnare qualsiasi valore che vuole.
In questo scenario, la zecca degli Stati Uniti avrebbe prodotto (ad esempio) un paio di miliardi di dollari monete di platino. Gli ordini presidente le monete per essere depositati presso la Federal Reserve. La Fed si sposta poi questo denaro nei conti del Tesoro. E proprio così, Tesoro ha improvvisamente un extra di $ 2.000 miliardi per pagare i suoi obblighi per i prossimi due anni - senza bisogno di emettere nuovo debito. Il soffitto non è più un problema.
"Mi piace", dice Joseph Gagnon del Peterson Institute for International Economics. "Non c'è niente che è, ovviamente, economicamente problematico su di esso."
In teoria, questo è molto più come avere il centrale stampare moneta della banca. Ma, dice Gagnon, il governo degli Stati Uniti sarebbe semplicemente utilizzando il denaro per mantenere la spesa ai livelli attuali, in modo che non creerebbe alcuna inflazione in più. E se lo ha fatto può causare problemi, la Fed potrebbe sempre contrastare gli effetti avvolgendo giù alcuni dei suoi altri programmi per iniettare denaro nell'economia.

E 'l'opzione moneta di platino davvero legale? Pare proprio di sì. E ' stato discusso durante il debito-soffitto 2011 crisi di Jack Balkin, un professore di legge alla Yale Law School. Secondo la legge, ha osservato, c'è un limite alla quantità di carta moneta degli Stati Uniti può circolare in qualsiasi momento, e ci sono regole che limitano il numero di monete d'oro, argento e rame, il Tesoro può menta.
Ma non c'è tale limite quando si tratta di monete di platino. E 'proprio lì nel codice legale degli Stati Uniti : "La menta Segretario può e coniare monete in metalli preziosi di platino e monete platino prova in conformità a tali specifiche, disegni, specie, quantità, denominazioni e iscrizioni come Segretario, a discrezione del Segretario, può prescrivere di volta in volta. "
Problema risolto, giusto?
Beh, forse no. Questa strategia non è certo privo di rischio. Gli avversari potrebbe plausibilmente sostenere che la legge originale era destinato a impostare le regole circa le monete commemorative, non per finanziare le operazioni del governo. E, naturalmente, il contraccolpo politico sarebbe feroce.
In effetti, anche Balkin ora dice che pensa che la moneta di platino opzione è troppo rischioso. Se il Congresso non può o non vuole alzare il tetto del debito, è molto probabile che l'amministrazione Obama avrebbe dovuto iniziare a spegnere le parti del governo in modo che non fa default sul proprio debito. Questo, in teoria, avrebbe prod Congresso ad agire.
"Tutte quelle altre idee, come l'opzione [moneta] di platino sono molto incerti, e che potrebbe portare a contenziosi complicato", dice Balkin. "Un arresto governo è molto più semplice."
La moneta di platino è solo uno dei tanti out-of-the-box idee che sono state proposte per evitare una crisi del tetto del debito. Alcuni giuristi hanno suggerito che Obama potrebbe dichiarare incostituzionale il tetto del debito sotto il 14 ° Emendamento. L'anno scorso, Gagnon ha suggerito che il Dipartimento del Tesoro potrebbe iniziare a vendere al largo delle sue riserve d'oro per pagare i suoi conti fino a quando il Congresso ha sollevato il soffitto.
Ma il consenso sembra essere che tutte queste opzioni sono selvaggiamente improbabile. Un recente rapporto di Chris Krueger, un analista di politica a Guggenheim Partners, ha suggerito che le idee come una sfida 14 ° Emendamento o le monete di platino "sono le opzioni di probabilità molto bassa."
Ma non impossibile. E se, per qualsiasi motivo, il Congresso non aumentare il tetto del debito, nell'ambito dei negoziati scogliera fiscali, quindi alcune di queste idee stravaganti possono ottenere più attenzione.
* Aggiornamento : Cullen Roche sembra essere stata una delle prime persone a discutere l'idea della moneta di platino nel 2011 - è venuto da uno dei suoi lettori. Vedi anche qui .
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Messaggioda sandropascucci » 16 dic 2012, 9:39

ovviamente c'è da dire che:

Sudafrica, nuove proteste in miniera platino dopo uccisione 10 persone
Tags: Sudafrica , miniera , Marikana

Marikana (Sudafrica), 15 ago. (LaPresse/AP) - Proseguono le proteste dei dipendenti della miniera di platino situata nei pressi della città sudafricana di Marikana, a circa 70 chilometri a nordovest di Johannesburg. Nei giorni scorsi dieci persone, tra cui due poliziotti, sono state uccise in scontri tra sostenitori di due diversi sindacati. I disordini erano iniziati venerdì, quando i lavoratori avevano incrociato le braccia nell'ambito di una disputa sui salari. Lo sciopero è poi degenerato in un conflitto aperto tra i membri dei due sindacati che si fanno concorrenza. Oggi centinaia di minatori si sono radunati nuovamente nei pressi della miniera. Molti di loro erano armati di machete, bastoni e altre armi, e hanno ballato e cantato, osservati da agenti di sicurezza. La polizia ha permesso ai minatori di manifestare, mentre sono in corso negoziati volti a porre fine alla protesta. La miniera è gestita dalla società Lonmin, il terzo più grande produttore di platino del mondo.
Pubblicato il 15 agosto 2012© Copyright LaPresse - Riproduzione riservata
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Messaggioda sandropascucci » 16 dic 2012, 9:43

BELLISSIMO!!


sandropascucci ha scritto:Debito Usa? Bastano due monetine di platino per estinguerlo
Pubblicato il 16 dicembre 2012 07.31 | Ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2012 17.10

A tutto questo c’è una soluzione, rapida e poco ingombrante: due piccole monetine di platino. Perché, come? Grazie ad una falla nella legge degli Stati Uniti, il Tesoro degli Stati Uniti è autorizzato a battere tante monete di platino quante vuole e perfino ad attribuirgli il valore che desidera. Si tratta di un privilegio che le altre valute non hanno. Difatti, secondo la legge statunitense, c’è un limite alla produzione di banconote ed a quella di monete di oro, argento e rame.
Grazie a questa “falla”¸ qualcuno propone che la zecca degli Stati Uniti produca un paio di monetine dal valore di mille miliardi di dollari. Il gioco è quasi fatto e la soluzione vicina. Basta depositare le due sfarzose monetine alla Federal Reserve e da lì nei conti del Tesoro. Improvvisamente, il Tesoro ha così due mila miliardi di dollari in più a sua disposizione per far fronte alle spese, senza dover emanare nemmeno un dollaro di nuovo debito. E non ci sarebbe più bisogno di nessun innalzamento del tetto, di nessuna faticosa mediazione tra partiti ostili.


FALLATO E' CHI IL FALLATO FA (e dice FALLONERIE)

INDIMENTICABILE QUESTO ARTICOLO!!

IGB: DORMI TRANQUILLO!!
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Messaggioda sandropascucci » 16 dic 2012, 9:44

mi autoquoto:

..le due sfarzose monetine..

mabbaffanquloba!
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Messaggioda sandropascucci » 16 dic 2012, 9:48

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Re: [DOSSIER n. 12] Per un mondo senza limiti..

Messaggioda Huro Chan » 20 dic 2012, 23:08

letto ora, scusa..cerco di tradurlo il prima possibile..
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Re: [DOSSIER n. 12] Per un mondo senza limiti..

Messaggioda Huro Chan » 21 dic 2012, 20:47

Ecco la traduzione di http://www.washingtonpost.com/blogs/won ... s/?hpid=z2 :

::
Potrebbero due monete di platino risolvere la crisi del tetto del debito?
Pubblicato da Brad Plumer il 7 dicembre 2012 alle 12:37

Se il presidente Obama l'anno prossimo vuole evitare un disastro economico, potrebbe sempre presentarsi ad una conferenza stampa con due lucide monete di platino, per un valore di.. 1.000 miliardi dollari l'una.

Okay, il tutto suona estremamente folle. Ma dall'anno scorso alcuni economisti e studiosi di diritto hanno suggerito che "l'opzione moneta di platino" sarebbe un modo per disinnescare la crisi, se il Congresso non potrà o non vorrà alzare il tetto del debito a breve. Almeno in teoria.

Il governo degli Stati Uniti è, dopo tutto, di fronte ad un problema reale. Il dipartimento del Tesoro raggiungerà il suo limite d'indebitamento di $16.400 miliardi entro il prossimo febbraio. A meno che il Congresso raggiunga un accordo per aumentare tale limite di indebitamento, il governo non sarà più in grado di prendere in prestito denaro a sufficienza per pagare tutti i suoi conti.

L'anno scorso, i Repubblicani al Congresso si opposero al rialzo del tetto del debito fino all'ultimo minuto - e solo in cambio di tagli di spesa. In seguito fu il panico. Quindi che cosa succede se c'è un'altra prova di forza quest'anno?

Entrano in scena le monete di platino. Grazie ad una strana scappatoia nella normativa vigente, al Tesoro degli Stati Uniti è tecnicamente consentito coniare tante monete di platino quante ne vuole e può assegnare loro qualsiasi valore.

In questo scenario, la zecca degli Stati Uniti produrrebbe (ad esempio) un paio di monete di platino del valore di un miliardo di dollari l'una. Il Presidente ordinerebbe che le monete siano depositate presso la Federal Reserve. La Fed poi sposterebbe questo denaro nei conti del Tesoro. E proprio così semplicemente, il Tesoro avrebbe improvvisamente un extra di 2 miliardi di dollari per pagare le sue obbligazioni per i prossimi due anni - senza bisogno di emettere nuovo debito. Il tetto non sarebbe più un problema.

"Mi piace", dice Joseph Gagnon del Peterson Institute for International Economics. "Non c'è niente di economicamente problematico riguardo ciò."

In teoria, questo è molto simile al modo in cui la banca centrale stampa moneta. Ma, dice Gagnon, il governo degli Stati Uniti utilizzerebbe semplicemente il denaro per mantenere la spesa ai livelli attuali, in modo che non creerebbe alcuna inflazione in più. E se ció dovesse causare problemi, la Fed potrebbe sempre contrastare gli effetti usando alcuni dei suoi programmi per iniettare denaro nell'economia.

L'opzione moneta di platino è davvero legale? Apparentemente sì. È stato discusso durante la crisi del tetto del debito del 2011 da Jack Balkin, un professore di legge alla Yale Law School. Secondo la legge, ha osservato, c'è un limite alla quantità di banconote che gli Stati Uniti possono mettere in circolo in qualsiasi momento, e ci sono regole che limitano il numero di monete d'oro, d'argento e di rame che il Tesoro può coniare.

Ma non c'è tale limite quando si tratta di monete di platino. È proprio lì, nel codice legale degli Stati Uniti: "Il Segretario [al Tesoro] può coniare monete in metalli preziosi di platino in conformità a specifiche, disegni, specie, quantità, denominazioni e iscrizioni che il Segretario, a discrezione della Segreteria stessa, può prescrivere di volta in volta."

Problema risolto, giusto?

Beh, forse no. Questa strategia non è certo priva di rischi. Gli oppositori potrebbero plausibilmente sostenere che la legge originale era destinata a regolare il conio di monete commemorative, non a finanziare le operazioni del governo. E, naturalmente, il contraccolpo politico sarebbe feroce.

In effetti, anche Balkin ora dice che pensa che l'opzione della moneta di platino sia troppo rischiosa. Se il Congresso non potrà o non vorrà alzare il tetto del debito, è molto probabile che l'amministrazione Obama dovrà iniziare ad arrestare parti di governo in modo che il debito non vada in default. Questa, in teoria, sarebbe la procedura di azione del Congresso.

"Tutte quelle altre idee [come l'opzione moneta di platino] sono molto incerte, e potrebbero portare a contenziosi complicati", dice Balkin. "Un arresto del governo è molto più semplice."

La moneta di platino è solo una delle tante idee saltate “fuori dal cappello” che sono state proposte per evitare una crisi del tetto del debito. Alcuni giuristi hanno suggerito che Obama potrebbe dichiarare incostituzionale il tetto del debito in conformità con il 14° Emendamento. L'anno scorso, Gagnon ha suggerito che il Dipartimento del Tesoro potrebbe iniziare a vendere le sue riserve d'oro per pagare i suoi conti fino a quando il Congresso non avrà sollevato il tetto.

Ma sembra idea comune che tutte queste opzioni siano selvaggiamente improbabili. Un recente rapporto di Chris Krueger, un analista di politica presso la Guggenheim Partners, ha suggerito che idee come la sfida con il 14° Emendamento o le monete di platino "siano opzioni dalla probabilità MOLTO bassa."

Ma non impossibile. E se, per qualsiasi motivo, il Congresso non aumentasse il tetto del debito come parte dei negoziati fiscali, alcune di queste idee stravaganti potrebbero ottenere più attenzione.

* Aggiornamento : Cullen Roche sembra sia stata una delle prime persone a discutere l'idea della moneta di platino nel 2011 – segnalazione venuta da uno dei suoi lettori. Vedi anche qui.
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Re: [DOSSIER n. 12] Per un mondo senza limiti..

Messaggioda sandropascucci » 14 ago 2013, 11:44

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#mintthecoin : Come gli USA potrebbero ridurre il debito pubblico coniando una moneta da un trilione di $
Pubblicato da keynesblog il 14 gennaio 2013 in Economia
keep-calm-and-mint-the-coin-3di Andrea Terzi(*) per Keynesblog.com

La moneta di platino che Obama non conierà

La petizione sul sito della Casa Bianca ha raccolto ottomila firme in dieci giorni. Si chiede al Presidente Obama di metter fine all’estenuante braccio di ferro tra l’amministrazione e il partito repubblicano facendo ricorso ad una soluzione di carattere straordinario: coniare una moneta da mille miliardi di dollari che renderebbe superflua l’approvazione da parte del Congresso del nuovo tetto del debito (il “debt ceiling“) neutralizzando così l’assedio repubblicano al bilancio federale. Il portavoce del Presidente in conferenza stampa non l’aveva categoricamente esclusa dal tavolo della trattativa. Ma sabato, un portavoce del Tesoro si è affrettato ad affermare che l’ipotesi non è percorribile: “Neither the Treasury Department nor the Federal Reserve believes that the law can or should be used to facilitate the production of platinum coins for the purpose of avoiding an increase in the debt limit.”


Il debt ceiling negli Stati Uniti

Per chi non avesse seguito i passaggi di questa lunga battaglia dei repubblicani al Congresso la storia del “debt ceiling” in sintesi è questa. Il debt ceiling è parte della legislazione americana dal 1917 e, nella forma attuale, dal 1939. Dal 1962 ad oggi, il tetto del debito è stato emendato 74 volte, senza fare notizia. Il voto è normalmente inteso come una formalità: il Congresso approva l’emissione dei titoli associata alle decisioni di spesa già prese dal Congresso stesso. In altre parole, con il voto sul debt ceiling il Congresso non si pronuncia sulla politica fiscale già deliberata.

Oggi, come già peraltro nel 2011, i repubblicani intendono sfruttare questa prerogativa del Congresso per obbligare l’amministrazione ad importanti concessioni sui capitoli di spesa del bilancio federale. A differenza di due anni fa, Obama sembra intenzionato a non cercare compromessi sulla politica fiscale già approvata lasciando al Congresso la responsabilità di innescare, non approvando il nuovo debt ceiling, una crisi fiscale di proporzioni enormi. Accadrebbe, in sostanza, che i pagamenti del settore pubblico sarebbero congelati perchè manca l’autorizzazione ad effettuarli.

Ma i repubblicani non sembrano preoccupati dello scenario che scaturirebbe da un rifiuto a votare il nuovo tetto. Da qui la ricerca di un escamotage in grado di contrastare l’espediente dei repubblicani che intendono utilizzare di nuovo il debt ceiling per costringere il governo a modificare la politica della spesa federale.

Una moneta jumbo da un trilione di dollari

L’idea della moneta di platino aveva fatto la sua prima comparsa in un commento sul blog moslereconomics.com nel maggio 2010. Ripresa di recente da vari osservatori è stata caldeggiata da Paul Krugman ed è finita sui media internazionali, materializzandosi nella petizione, tuttora presente sul sito della Casa Bianca (che raggiungendo quota venticinquemila impegnerebbe il Presidente a fornire una risposta formale).

L’idea è quella di dare scacco al blocco repubblicano in tre mosse:

1. Il Tesoro americano conia una moneta da un trilione di dollari. Lo può fare? Sì. Lo prevede una legge fino ad oggi riservata all’emissione di monete per collezionisti. Nulla impedisce di emetterne una con un valore facciale così straordinario. L’unica condizione è che sia una moneta di platino (ma naturalmente non del valore intrinseco di un trilione di dollari: di platino ne basterebbe meno di un’oncia).

2. Il Tesoro versa la moneta sul proprio conto corrente presso la Fed. La Fed può accettare questo inusuale versamento? Non solo può. Deve. Le monete legalmente emesse dal Tesoro sono moneta di stato, che la Fed non può rifiutarsi di accettare.

3. La Fed accredita dunque un trilione di dollari sul conto del Tesoro americano. Si tratta più o meno del 6% del valore complessivo dei titoli pubblici in circolazione e l’amministrazione non ha più bisogno del voto repubblicano per emendare il debt ceiling.

Semplice? Non proprio. È scontato che il carattere senza precedenti del provvedimento scatenerebbe battaglie legali dall’esito incerto, compresa la possibilità di un braccio di ferro tra Tesoro e Fed (quest’ultima godendo di un certo grado di indipendenza, pur essendo alla fine una creatura del Congresso). E sarebbe in fondo grottesco se la maggiore potenza industriale dovesse ricorrere ad una moneta di platino estratta dalla manica del Presidente per poter continuare a pagare gli interessi sui titoli ed effettuare tutti i pagamenti relativi alla gestione della cosa pubblica.

Resta il fatto che l’espediente della moneta di platino, politicamente problematico, è tecnicamente ineccepibile. Ed è interessante notare che la motivazione addotta dal Tesoro nella dichiarazione citata sopra, contraria al provvedimento, non fa alcun riferimento a problemi di inflazione o integrità del dollaro (come lamentato da alcuni) ma esprime esclusivamente perplessità di opportunità politica.

La meccanica della moneta di platino offre comunque un’occasione per qualche riflessione più generale sulla natura del debito pubblico, con qualche implicazione per la casa europea.

Quali conseguenze monetarie avrebbe?

La conseguenza politica della moneta di platino è rimuovere la necessità del voto del Congresso e consentire all’amministrazione di poter continuare ad amministrare le spese già deliberate. Ma quali sarebbero le conseguenze economiche di un provvedimento del genere? Pressoché nulle. Vediamo perché.

Nessuna delle tre mosse descritte sopra modifica le decisioni di spesa o di imposizione fiscale già approvate dal Congresso. Dunque, non si avrebbe alcuna conseguenza su reddito, occupazione o inflazione dell’economia americana. Chi grida al pericolo dell’integrità del dollaro non conosce le operazioni di politica monetaria.

Più semplicemente, le attività finanziarie create dalla spesa netta del governo federale al netto delle tasse, che si sarebbero altrimenti materializzate in un maggiore stock di titoli di stato, si manifesterebbero nella forma di riserve bancarie presso la Fed.

Una volta stabilito il fatto che spesa e tasse federali non sarebbero modificate di una virgola, si danno alcune opzioni, con differenze poco rilevanti per l’economia reale. In ogni caso, il Tesoro spenderà il suo nuovo trilione di dollari man mano che la spesa (già prevista e approvata!) si materializza, e potrà emettere nuovi titoli solo per sostituire quelli in scadenza (in modo da non sforare il debt ceiling). In questo modo, ogni spesa pubblica maggiore di quanto il Tesoro riceve in tasse, creerà nuove riserve bancarie (e non titoli). La Fed, dal canto suo, potrà decidere se consentire la crescita delle riserve oppure assorbirle con operazioni di politica monetaria commutandole in altri titoli con durate e rendimenti differenti.

In altre parole, il “debito” non si chiama più “titoli di stato”, si chiama “riserve” e siccome la Fed non è soggetta a tetti sulle riserve, tutto può continuare come prima.

Ma il Tesoro potrebbe anche scegliere di non emettere altri titoli alla scadenza dei vecchi e quindi ridurre quel numero che si chiama “debito pubblico”. Le differenze sono esclusivamente nominali e riguardano chi paga gli interessi: lo stato sui titoli o la Fed sulle riserve.

L’uso della moneta di platino non potrebbe in alcun caso modificare il tetto della spesa e sganciarlo dall’approvazione del Congresso. Impedirebbe una crisi fiscale irragionevole, questo sì, ma non sarebbe in grado di incidere su domanda e occupazione. E il medesimo esito si otterrebbe abolendo il debt ceiling, una legge che non ha praticamente eguali nel resto del mondo.

La lezione di tecnica monetaria, utile soprattutto all’Europa, è che da un punto di vista operativo riserve bancarie e titoli di stato sono, per le banche, impieghi monetari liquidi così prossimi da poter essere considerati sostituti. Con l’eccezione dell’area euro, il debitore ultimo è lo stato sovrano [1].

Ma se la distinzione tra riserve e titoli di stato è retorica e ingannevole, allora c’è qualche ragione importante per ripensare profondamente l’impostazione dell’austerità nostrana basata sulla necessità che la spesa pubblica si debba finanziare sul mercato. Il rischio di insolvenza di uno stato sui propri titoli per mancanza di fondi lo ha inventato l’Europa [2].

(*) Franklin College Switzerland e Mosler Economic Policy Center mecpoc.org; docente di Economia monetaria, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

______
Note

[1] E non si tratta qui di essere monetaristi o keynesiani: la sostituibilità tra titoli di stato e riserve è spiegata tecnicamente, ad esempio, da Borio and Disyatat a pagina 16 di un paper della Banca per i Regolamenti Internazionali: Unconventional monetary policies: an appraisal. Monetary and Economic Department , November 2009, BIS Working Papers, No 292.

[2] E se pensate che si possa proporre lo stesso escamotage in uno qualunque degli stati dell’area euro, scordatevelo. Secondo la lettera del Trattato i singoli stati sono autorizzati a coniare monete, ma il volume di ogni emissione deve essere approvato dalla BCE.

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Re: [DOSSIER n. 12] Per un mondo senza limiti..

Messaggioda sandropascucci » 10 feb 2014, 10:27

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Stati Uniti: sfondato tetto debito pubblico. Verso un nuovo default?

9 febbraio 2014 | Filed under: Economia, Notizie and tagged with: debito pubblico, default, Jacob Lew, Obama, Stati Uniti

barack_obama_debito_pubblico_Stati_Uniti

In base all’accordo di bilancio approvata dal Congresso nel mese di ottobre 2013, il limite del debito pubblico americano è stato sospeso fino al 7 febbraio 2014. A partire da tale data, il limite del debito torna al suo livello attuale di 17.200 miliardi dollari.

Nel caso in cui il Congresso non riesca a concordare tale importo entro il 27 febbraio, il governo americano sarà costretto a default sul proprio debito, una mossa che avrebbe non poco impatto sui mercati globali.

Fonte: http://rt.com/usa/us-debt-lew-treasury-173/

Stati Uniti. Lew, Congresso intervenga subito su innalzamento limite del debito

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Jacob Lew ha dichiarato che “nell’arco di pochi giorni terminera’ la sospensione temporanea del limite del debito”. Percio’, a meno che il Congresso non intervenga subito ad alzarlo, “il dipartimento del Tesoro sara’ costretto a mettere in atto misure straordinarie”, per superare il tetto del debito Usa che al momento ammonta a circa 17,3 miliardi di dollari.

“A differenza di altre volte – ha poi aggiunto – in cui abbiamo dovuto far ricorso a misure urgenti per continuare a finanziare il governo, questa volta serviranno solo a guadagnare un po’ di tempo”.

Lew si e’ dunque appellato al Congresso affinche’ “agisca immediatamente per estendere la possibilita’ di sforare il debito”. (fonte AFP). ASCA 3 febbraio 2014


la frase del secolo:

"Nel caso in cui il Congresso non riesca a concordare tale importo entro il 27 febbraio, il governo americano sarà costretto a default sul proprio debito, una mossa che avrebbe non poco impatto sui mercati globali."

non poco impatto il default degli Stati Uniti?? :D :D :D :D :D :D 8-) 8-) 8-) 8-) 8-) 8-) 8-)
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Re: [DOSSIER n. 12] Per un mondo senza limiti..

Messaggioda Francesco Fata » 11 feb 2014, 11:42

Minchia! Ancora co' 'sta rottura di palle del debito troppo alto degli Usa, del rischio default e poi...alle 23.55 del giorno prima del limite...l'approvazione di un nuovo tetto!

Ma non l'ha capito ancora nessuno che sotto le spoglie della maggioranza dei membri del congresso si celano nientepopodimenoche...I SEGUACI DELLA MMT (altro che rettiliani!) con a capo Mosler, che a volte porta in assemblea anche il suo fido cagnolino! A volte gli scappa e abbaia girovagando per l'aula del congresso, per cui tra un voto e l'altro gli tocca anche richiamarlo per farlo stare buono: "Barny, Barny...vieni cuccioletto, vieni da papà tuo...basta abbaiare...abbiamo votato! stai buono!"
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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