[DOSSIER n.11] Diversamente EURO: perché loro sì??

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Marco_Coloni
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[DOSSIER n.11] Diversamente EURO: perché loro sì??

Messaggioda Marco_Coloni » 22 lug 2010, 22:33

Parigi, c' è la moneta da 25 euro e nei negozi nessuno si fida

Repubblica — 19 agosto 2009 pagina 18 sezione: CRONACA
PARIGI - Qualcuno le ha scambiate per le monetine di cioccolato. «Mi avete preso per una bambina?» ha risposto una signora in un ufficio postale del Val-d' Oise, vicino alla capitale. Una cassiera ha invece avvertito la polizia. «C' è un cliente che tenta di pagare con soldi falsi». Le nuove monete da 10 e 25 euro stanno seminando il panico nei negozi francesi. Pochi cittadini conoscono infatti questa edizione limitata, distribuita dagli uffici postali per gli amatori di numismatica. A giugno, la zecca di Parigi ha coniato due milioni di pezzi da 10 euro e 250mila pezzi da 25 euro. «Stiamo avendo molti problemi perché non è stata data abbastanza informazione ai commercianti» racconta Georges Sorel, rappresentante della Confcommercio nazionale. Ad aumentare la confusione, c' è il fatto che le monete sono fatte in una lega d' argento con bordo zigrinato che ricorda molto i vecchi franchi. Le monete, tra l' altro, sono più pesanti dei normali euro e quindi non è difficile accorgersi della differenza. «La prima cosa che viene in mente - continua Sorel - è uno stupido scherzo o a qualche malintenzionato». La serie limitata, che dovrebbe comprendere presto anche pezzi in oro da 250 e 500 euro, sarebbe dovuta rimanere nei negozi di numismatica o nelle mani dei collezionisti. Ma molti «curiosi» hanno visto i nuovi euro nelle vetrine degli uffici postali e hanno chiesto di averle come resto al momento di mandare una raccomandata o spedire un pacco. Per gli addetti agli sportelli non è stato possibile rifiutare, hanno aggiunto alla direzione generale della Posta, per giustificare l' improvviso pasticcio che si sta creando nelle tasche dei francesi. Così, in pochi giorni, i nuovi euro sono rapidamente passati di mano in mano, insieme alle altre monete. Si calcola che già 100mila di questi pezzi per amatori siano finiti in circolazione. Provocando sempre sorpresa, più spesso diffidenza. «I commercianti non sanno come comportarsi - continua Sorel - per loro è molto difficile capire se si tratta di soldi autentici». Secondo le regole dell' Ue, queste monete coniate dagli istituti nazionali in serie limitata non valgono fuori dal paese di provenienza ma devono invece essere accettate dai negozianti locali. Lo scopo delle nuove monete da collezione in lega di metalli preziosi, ha spiegato la Zecca di Parigi, è creare un mercato della numismatica in Francia simile a quello che esiste già in Germania. «Queste monete acquisteranno molto valore nel tempo» assicura Laurent Schmitt, esperto di numismatica a Parigi. Tanto vale, insomma, non usarle come mezzo di pagamento. - DAL NOSTRO INVIATO ANAIS GINORI

link al sito la Repubblica.it: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/19/parigi-la-moneta-da-25-euro.html
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Motivazione: spostato e cambiato titolo

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Re: Parigi, ci sono le monete da 10 e 25 euro

Messaggioda sandropascucci » 22 lug 2010, 23:13

mo' trinket se 'ncazza..
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Re: Parigi, ci sono le monete da 10 e 25 euro

Messaggioda Marco_Coloni » 23 lug 2010, 7:13

La storia del finanziamento illecito a Sarkozy potrebbe essere un segnale.
Comunque loro per uscire o almeno per provare ad uscire dalla crisi, emettono 26.500.000 di euro privi di debito, mentre in Italia si tolgono le pensioni ai nostri figli (voglio vedere chi riuscira' a mettere insieme nella vita lavorativa 40 anni di contributi) e si tagliano i fondi agli enti locali.
Stesso discorso per la Grecia dove i banchieri hanno banchettato come avvoltoi con le spoglie di una nazione ridotta allo stremo.
La strada dell'emissione di monete per fini numimastici credo sia l'unica sfuggita ai banchieri, non dovrebbe esserci un limite come per le monete in euro.
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Re: Parigi, ci sono le monete da 10 e 25 euro

Messaggioda Umiltao » 23 lug 2010, 7:33

Marco_Coloni ha scritto:emettono 26.500.000 di euro privi di debito,
Ancora non sappiamo con certezza se le monete metalliche e i biglietti di Stato vengono iscritte o meno come credito o come debito pubblico o se addirittura vengano contabilizzate fuori bilancio.
Lasciamo pure stare il fatto che 26 milioni di euro di emissione a fronte di un circolante in moneta metallica di alcuni miliardi (dopo 8 anni di emissioni in euro metallico) per un singolo Paese emittente come Italia o Francia è molto poco.

Marco_Coloni ha scritto:mentre in Italia si tolgono le pensioni ai nostri figli (voglio vedere chi riuscira' a mettere insieme nella vita lavorativa 40 anni di contributi) e si tagliano i fondi agli enti locali.
Stesso discorso per la Grecia dove i banchieri hanno banchettato come avvoltoi con le spoglie di una nazione ridotta allo stremo.
La strada dell'emissione di monete per fini numimastici credo sia l'unica sfuggita ai banchieri, non dovrebbe esserci un limite come per le monete in euro.
Hai fatto bene a mettere i condizionali, per ora. E se rientrano per forza anche le emissioni per fini numismatici all' interno del quantitativo massimo di emissione stabilito dalla BCE?
Considerato anche il fatto che hanno pieno corso legale almeno nel Paese che le ha emesse.

Occorrono verifiche.

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Re: Parigi, ci sono le monete da 10 e 25 euro

Messaggioda Marco_Coloni » 23 lug 2010, 14:15

A questo link:
http://www.french-property.com/news/money_france/new_euro_coins/
....Al di là del loro valore monetario di base, le monete sono anche lo sviluppo di un valore di mercato, con la moneta da € 100 rilasciato lo scorso anno già segnalato per essere un valore di € 180....

Sembrerebbe che gia' siano state emesse monete con fini numismatici.

Comunque emetterle come debito pubblico, servirebbe solo ad aggravare quello gia' presente.
Potremmo provare a contattare qualche "francese".

Per il momento il condizionale e' d'obbligo.

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Re: Parigi, ci sono le monete da 10 e 25 euro

Messaggioda Marco_Coloni » 23 lug 2010, 20:11

Anche ingdirect nell'articolo in cui fornisce un po' di numeri sulle monete riporta l'emissione di monete della Francia:
http://vocearancio.ingdirect.it/?p=49390&tc=email

Forse qualche antisignoraggista o politico francese potrebbe spiegarci meglio come avviene questa emissione di monete. Pensavo di chiedere ai radicali, visto che sono un partito transnazionale magari ci possono dare qualche informazione.

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Re: Parigi, ci sono le monete da 10 e 25 euro

Messaggioda Umiltao » 24 lug 2010, 13:48

Marco_Coloni ha scritto:Comunque emetterle come debito pubblico, servirebbe solo ad aggravare quello gia' presente.

Se sono emesse come titolo di debito irredimibile infruttifero il rispettivo debito non comporta nulla: sarebbe una semplice registrazione contabile.
Non impaurirti a ogni passivo che trovi in mezzo alla strada.

Marco_Coloni ha scritto:Forse qualche antisignoraggista o politico francese potrebbe spiegarci meglio come avviene questa emissione di monete. Pensavo di chiedere ai radicali, visto che sono un partito transnazionale magari ci possono dare qualche informazione.

Chiedere ai radicali in quanto politicanti oltre che transnazionali comporta verso gli stessi l' arcinota diffidenza oltre che presunzione di incompetenza, ma se proprio vuoi provare...
Meglio sarebbe passare per «canali istituzionali» come la documentazione ufficiosa o ufficiale già prodotta da IGB© e liberamente consultabile o come viewtopic.php?f=18&t=1132

Cos' è un «antisignoraggista»?

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Re: Parigi, ci sono le monete da 10 e 25 euro

Messaggioda Marco_Coloni » 24 lug 2010, 15:16

Cos' è un «antisignoraggista»?
"E' facile, dicesi anti signoraggista, tipico abitante di alberobello che quando bussano alla porta con molta violenza......","aaaah come è umano lei..."


<<Anti signoraggista>>

Essere umano di qualsiasi sesso, di qualsiasi religione, di qualsiasi luogo del globo terrestre (ma e' effettivamente un globo???), di qualsiasi fede politica che ha fatto suo l'ideale di una moneta che all'atto dell'emissione deve nascere di proprietà dei cittadini ed essere accreditata e non addebitata ai cittadini.

Un essere umano che ha fatto suo l'ideale che "chi emette moneta non puo' prestarla", non e' una sua proprieta'.

Un essere umano che non accetta i sotterfugi legislativi con cui avviene la creazione di denaro scritturale e contabile. La riserva deve essere del 100%. Si deve "lavorare" denaro posseduto non tirato fuori dal nulla.

Un essere umano che ha compreso che il sistema di tassazione e' ingiusto ed iniquo e serve solo ed unicamente a destinare risorse verso dei banchieri privati che si sono sostituiti con sotterfugi legislativi alle istituzioni dello Stato.

Un essere umano che ha compreso che la schiavitu' non e' finita, sono solo cambiati i padroni.

Un essere umano che non voglia trarre profitto dalla conoscenza della "grande truffa" sfruttandola per scrivere libri, tenere conferenze a pagamento o altro ma trasmetta la sua conoscenza agli altri con l'intenzione di voler solo ed unicamente portare consapevolezza (della grande truffa) nel prossimo.

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Re: Parigi, ci sono le monete da 10 e 25 euro

Messaggioda sandropascucci » 7 ott 2010, 10:09

::
FRANCIA - Le monete da 10 euro... regionali
23 settembre 2010 14:25

Sulla moneta unica ci sono l'effige della Marianna, del re Alberto del Belgio, o del celebre Dante di Raffaello. Ma ormai Bretoni, Picards, Auvergnats o Reunnionnais hanno i loro euro locali. Meno cosmopolitismo piu' territorio.
L'iniziativa e della Monnaie di Parigi, che ha stampato e messo in vendita, lo scorso lunedi' 20 settembre, 4 milioni di pezzi in argento di 10 euro con l'effige delle 22 regioni francesi e dei quattro dipartimenti d'oltremare: da una parte la divisa repubblicana "Liberté, Egalité, Fraternité", dall'altra l'ermellino della Bretagna, il fiore di lis dell'Ile-de-France o la testa di Moro della Corsica....
Il presidente della Monnaie di Parigi, Christophe Beaux, dice: "L'euro e' poco amato. Gestito da Francoforte, viene percepito come tecnocratico. La nostra idea e' di creare un legame tra questo euro e il patrimonio nazionale".
La Francia non e' la prima in Europa a questa sperimentazione. Dal 2002 la Germania ogni anno mette in circolazione 8 milioni di pezzi da 10 euro su cui sono riportati i simboli dei loro sedici lander.
In Francia ogni regione propone i propri euro -e solamente i propri- attraverso una rete di 3.000 uffici postali. Il numero di pezzi distribuiti varia in funzione delle differenze demografiche: ce ne sono meno alla Martinica che in Ile-de-France. La Monnaie di Parigi precisa che questi "euro regionali" hanno corso legale, soprattutto in Francia. Teoricamente, quindi, non sono riservati ai collezionisti.
Conviene quindi non spenderli troppo presto presso le panetterie, etc: come il buon vino, i pezzi in metallo prezioso e a tiratura limitata acquistano piu' valore col tempo. Si Internet alcuni esemplari valgono gia' dodici euro.
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Re: [DOSSIER n.11] Monete Francia e Germania: perché loro sì

Messaggioda mr.spyder » 7 ott 2010, 13:32

avranno guardato in cantina e si sarenno ricordati che De Gaulle aveva scambiato carta con riserve auree "americane"(per 1/7° della riserva).
accelerando di fatto la fine degli accordi del trattato di bretton wood.
( il 15 agosto del 1971 )
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: [DOSSIER n.11] Diversamente EURO: perché loro sì??

Messaggioda sandropascucci » 7 ott 2010, 13:59

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Re: [DOSSIER n.11] Diversamente EURO: perché loro sì??

Messaggioda sandropascucci » 11 ott 2010, 13:00

ho acquistato, a mie spese, un pezzo da 10 euro. averlo è un'altra cosa..

alle Fiere farà la sua porca figura..

FR10euroB.png
FR10euroB.png (120.42 KiB) Visto 4004 volte
FR10euroA.png
FR10euroA.png (118.95 KiB) Visto 4004 volte


già che c'ero ho acquistato una cosuccia che inseguivo da 6 anni.. forse per civitavecchia arriva o addirittura per il prossimo 9nel19 di ottobre..
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Re: [DOSSIER n.11] Diversamente EURO: perché loro sì??

Messaggioda sandropascucci » 23 lug 2013, 13:15

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Messaggioda sandropascucci » 14 nov 2014, 11:00

da: http://it.fashionmag.com

>
>
Un sistema di "pagamento mobile" inventato in Kenya alla conquista dell'Europa

Per lungo tempo, l'Africa è stata costretta a dipendere da tecnologie sviluppate all'estero. Ma un sistema keniano di trasferimento di denaro attraverso la telefonia mobile, che ha rivoluzionato la vita quotidiana di milioni di abitanti di questo Paese dell'Africa Orientale, parte ora alla conquista dell'Europa.

Foto: AFP

Il sistema M-Pesa ("M" sta per mobile, "Pesa" significa invece "denaro" in swahili), che permette, attraverso un semplice telefono mobile, di spedire e ricevere soldi e di pagare beni e servizi, adesso è arrivato in Romania.

Vodafone, il gigante britannico della telefonia è l'azionista principale (con il 40% delle quote) di Safaricom, primo operatore mobile keniano, e ha partecipato all'ideazione e al lancio di M-Pesa in Kenya nel 2007.

Sin dal suo lancio, il servizio ha ottenuto una crescita esponenziale e ha visto transitare somme per 30 miliardi di euro solo in Kenya, dove ormai è parte integrante della vita quotidiana di molte persone.

M-Pesa può contare su circa 18 milioni di clienti (su una popolazione di circa 25 milioni di abitanti di più di 15 anni) che non utilizzano il sistema bancario, in un Paese in cui una parte significativa della popolazione non dispone di un conto in banca. Otto milioni di transazioni vi sono effettuate ogni giorno.

L'applicazione, utilizzabile sui modelli di telefono cellulare più semplici, permette di regolare le bollette di acqua ed energia elettrica, di pagare il conto del ristorante, una consumazione al bar o una corsa in taxi, ma anche di spedire dei soldi a parenti e amici.

La somma minima è di soli 8 centesimi di euro, la massima di 600 euro. Un massimo di 1.200 euro di transazioni giornaliere è autorizzato da M-Pesa.

Il destinatario del denaro può conservare la somma nel suo conto M-Pesa e utilizzarla poi per pagare a sua volta un bene o un servizio, o ritirare l'importo in contanti presso uno dei tanti agenti sparsi in tutto il Paese, semplicemente mediante il suo telefono e presentando un documento d'identità.

Da questi agenti (negozietti o chioschi) si può anche depositare denaro per accreditare il proprio conto M-Pesa. Il loro grande numero in tutto il Paese è stata una delle chiavi del successo del sistema.

Alcuni commercianti o supermercati accettano anche di fornire liquidità contro l'invio della somma corrispondente da parte di M-Pesa.

E' stata anche lanciata una versione "risparmio", la quale permette ai keniani che non hanno accesso al sistema bancario di generare interessi sul loro conto M-Pesa.

Il sistema è stato poi esportato altrove in Africa (nella vicina Tanzania, ma anche in Sudafrica, in Egitto, in Lesotho, in Mozambico, nella Repubblica Democratica del Congo) oltre che in India e alle Isole Figi. Secondo Vodafone, più di 1,2 miliardi di dollari sono scambiati tramite M-Pesa ogni mese nel mondo.

Nel marzo scorso, M-Pesa è stato lanciato nella prima nazione europea, la Romania, dove sono già stati aperti circa mille punti di distribuzione, un numero che si pensa triplicherà entro la fine dell'anno.

Secondo Michael Joseph, che dirige il settore "denaro mobile" di Vodafone, la Romania è stata scelta come rampa di lancio europea di M-Pesa perché molti rumeni dipendono ancora molto dal denaro liquido. "La maggioranza degli abitanti della Romania possiede almeno un telefono mobile, ma più di un terzo di loro non ha accesso al sistema bancario", sottolinea Joseph.

Vodafone ha stimato a sette milioni il numero di potenziali clienti e spera di averne 300.000 entro la fine del 2014. I rumeni potranno effettuare fino a 9.000 dollari di transazioni quotidiane.

Comunque, Vodafone è ben cosciente del fatto che affrontare i mercati occidentali comporti la comparsa di nuove problematiche: le norme (soprattutto bancarie) sono diverse e i consumatori hanno già accesso a molti servizi finanziari, soprattutto on-line.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: AFP
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Messaggioda sandropascucci » 12 apr 2016, 16:03

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Messaggioda sandropascucci » 13 mag 2016, 9:11

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Messaggioda sandropascucci » 13 set 2016, 13:59

>
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Italiane e difficili da falsficare, ecco le nuove 5 sterline di plasticaItaliane e difficili da falsficare, ecco le nuove 5 sterline di plastica
(ansa)
Al via in Gran Bretagna la nuova banconota che non sarà di carta, ma di plastica: l'intento è di renderla difficile da falsificare e più resistente. Hanno un difetto: si appiccicano una all'altra

di ENRICO FRANCESCHINI
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13 settembre 2016
LONDRA – Vengono dall’Italia, durano più a lungo, sono più difficili da falsificare, ma hanno anche loro un difetto: tendono ad appiccicarsi una all’altra, se non state attenti, quando pagate alla cassa del bar o del supermercato, potreste consegnarne due invece di una. Sono le nuove banconote di plastica da 5 sterline che entrano in circolazione oggi in Gran Bretagna. Stampate nel nostro paese, negli stabilimenti delle Officine Meccaniche Cerruti di Casale Monferrato, hanno l’immagine della regina Elisabetta su un lato, sull’altro quella del primo ministro Winston Churchill, l’eroe britannico più popolare di tutti i tempi secondo un sondaggio, possono resistere all’usura per cinque anni e sono praticamente indistruttibili, o quasi: essendo plastica, polimeri per la precisione, brucia alla fiamma, quindi è consigliabile tenerle lontane dal fuoco. Ma del resto anche il denaro di carta può andare in fumo.

Anche se produrre queste sterline plastificate “made in Italy” è inizialmente più costoso rispetto a quelle di carta, il fatto che durano di più nel tempo le rende nel lungo termine meno costose per lo stato. Sono anche più piccole, del 15 per cento, rispetto a quelle cartacee. Il ministero del Tesoro britannico spera che siano un risparmio anche in un altro senso: contengono accorgimenti ad alta tecnologia per cui dovrebbe risultare più difficile contraffarle. E inoltre fanno bene agli alberi: se ne abbatteranno di meno per produrre carta da banconote. Mentre le banconote di plastica, quando diventeranno inservibili, possono essere riciclate. Tanti vantaggi, dunque, ma anche un piccolo problema: la plastica, specie con il caldo, rischia di appiccicarsi ad altra plastica. Così i consumatori vengono avvertiti a fare attenzione a non fare l’inverso degli slogan promozionali: compri uno, paghi due, ovvero paghi con due banconote da 5 sterline, credendo di avere pagato con una.

Le banconote di carta da 5 sterline resteranno in circolazione fino al maggio prossimo, dopodiché saranno valide soltanto quelle di plastica. Ed è solo l’inizio di una più ampia rivoluzione: nel 2017 saranno introdotte banconote di plastica da 10 sterline, con l’effige della scrittrice Jane Austen, nel 2020 banconote di plastica da 20 sterline, con il volto del pittore J.M. Turner. Più di trenta paesi nel mondo usano banconote di plastica, fra cui Nuova Zelanda, Messico, Canada, Singapore e Australia, il primo a introdurle, nel 1998. I giornali inglesi di oggi pubblicano guide su come “usarle”: compreso l’avvertimento che si possono piegare, naturalmente, proprio come le vecchie banconote di carta.


incrediiiiiiiiiiiiiiibile! una società privata straniera fa banconote per un paese sovrano.. e si fa pagare.. quanto? mhmm..
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