Stragi di Stato e Mediterraneo: il supermercato dell'esplosi

«Sentirò piacere infinito se da chi pensasse diversamente, e meglio, sarò con Ragioni e con Onestà oppugnato» [Ferdinando Galliani, "della moneta" - 1750]
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Stragi di Stato e Mediterraneo: il supermercato dell'esplosi

Messaggioda sandropascucci » 16 apr 2013, 10:02

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Stragi di Stato e Mediterraneo: il supermercato dell'esplosivo.
(di sandropascucci, 16.4.2013 - www.signoraggio.com)

- salve. sono un mafioso. i tuoi uomini, caro Stato, mi stanno sulle palle. li eliminiamo, sì?
- vorrei poterti aiutare ma ho paura di lasciare tracce sul nostro operare insieme..
- dai.. una mano.. mica chiedo tanto.. hai dell'esplosivo?
- ad averlo lo avrei.. potrei anche fare dei magheggi per dartelo dai miei depositi o altro.. ma ti ripeto.. è pericoloso..
- eddai, su! mica devi darmelo direttamente con una ricevuta!
- lo so, lo so.. ma come fare.. mhmmm
- mhmm..
- senti.. ci sono tante bombe in mare.. prendilo lì l'esplosivo..
- minkia! l'idea è bedda.. ma dove cazzo lo trovo? lu mari è granni assai..
- ti do delle coordinate.. sono più facili da passare..
- sì! cu lu pizzinu che poi abbrucio!
- ok
- ok

Falcone, individuato il commando
otto arresti per la strage di Capaci
Il pentito Gaspare Spatuzza svela i nomi degli esecutori che erano sfuggiti a tutte le inchieste. Il tritolo proveniva da alcuni residuati bellici trovati in mare. "L'esplosivo era solido, dopo averlo macinato lo setacciavamo con lo scolapasta" dal nostro inviato SALVO PALAZZOLO
da: http://palermo.repubblica.it/cronaca/20 ... ef=HRER1-1


Il dossier di Legambiente

Nel palazzo dove la convenzione fu firmata si parla invece di "grandi pulizie". Attualmente, riporta un dossier di Legambiente, ci sono oltre 30mila ordigni nel sud del mare Adriatico, di cui 10mila solo nel porto di Molfetta; 13mila i proiettili e 438 i barili contenenti pericolose sostanze tossiche nel golfo di Napoli; 4300 le bombe all’iprite e 84 tonnellate di testate all’arsenico nel mare antistante Pesaro. Ci sono poi i laboratori e i depositi di armi chimiche della Chemical City in provincia di Viterbo e l’industria bellica nella Valle del Sacco a Colleferro. Infine sono migliaia le bomblets, piccoli ordigni derivanti dall’apertura delle bombe a grappolo, sganciati dagli aerei Nato sui fondali marini del basso Adriatico durante la guerra in Kosovo. Questi arsenali, prodotti dall’industria bellica italiana dagli anni ‘20 fino alla seconda guerra mondiale e coperti per anni dal Segreto di Stato, continuano a rilasciare pericolose sostante tossiche che da più di ottant’anni causano gravi danni all’ecosistema della Penisola e alla salute delle popolazioni locali.

“La tecnologia c'è ed è economica”

Adrian van Riel è oggi Ceo della Riel explosive Advice & Services Europe ltd. Un passato da militare ai più alti livelli nell'esercito olandese, consigliere della Nato e dei principali organismi di difesa europea, da 18 anni si occupa di boniche. "La tecnologia c'è, oggi siamo in grado di pulire il mare da qualsiasi cosa, ordigni della prima, della seconda guerra mondiale e anche le nuovissime armi di ultima generazione. Anche i costi sono più ridotti come recenti operazioni nei Balcani e in Olanda hanno dimostrato. Se vuoi pulire un fiume inquinato - ci dice - dovrai spendere milioni di euro, ma se tu sai esattamente dove si trova l'ordigno e devi rimuoverlo allora spendi un terzo".

Il problema è il segreto di Stato

Il problema, ci spiega, è tutto lí, l'informazione: "Abbiamo due scenari : i paesi che utilizzano il segreto di Stato e quelli che sono trasparenti. Purtroppo l'Italia è nel primo gruppo. E se non sai cosa cercare, brancoli nel buio e le bonifiche non si faranno mai". Si è parlato proprio dell'Italia, in riferimento ai poligoni militari, e quindi alla Sardegna.

da: http://www.metronews.it/master.php?pagi ... izia=13078



Ci recammo quindi a Porticello, ove trovammo un certo Cosimo, ed assieme a lui ci recammo su un peschereccio attraccato al molo, da dove recuperammo dei cilindri delle dimensioni di 50 centimetri per un metro legati con delle funi sulle paratie della barca. Al loro interno vi erano delle bombe".

"L'esplosivo che macinavamo era solido, di colore tra giallo chiaro e panna. Lo macinavamo schiacciandolo con un mazzuolo, lo setacciavamo con lo scolapasta sino a portarlo allo stato di sabbia". Quell'esplosivo prelevato a Porticello non bastò: "Ci recammo a prelevare altri due bidoni alla Cala, sempre legati a un peschereccio", prosegue Spatuzza. Una parte di quella micidiale carica fu consegnata poi a Giuseppe Graviano per la strage di Capaci, una parte servì per la strage Borsellino.

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Re: Stragi di Stato e Mediterraneo: il supermercato dell'esp

Messaggioda sandropascucci » 23 nov 2013, 16:55

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Mina antinave scoperta al largo
manomessa per rubare tritolo
L'ordigno della Seconda Guerra Mondiale era depositata sul fondo a qualche centinaio di metri dal porto di Monopoli

Mina antinave scoperta al largo manomessa per rubare tritoloUn ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale è stato localizzato a 20 metri di profondità, a qualche centinaio di metri dal porto di Monopoli dai sommozzatori della Guardia di Finanza di Bari.

Si tratta di una mina antinave di forma sferica con urtanti, del diametro di circa 1,2 metri e della capacità potenziale di 300 chilogrammi di tritolo. Nella circostanza, i finanzieri hanno potuto constatare che subacquei senza scrupoli, tra l'altro mettendo in pericolo oltre la propria incolumità anche quella di ignari naviganti, avevano manomesso l'ordigno, spaccandone l'involucro in metallo per prelevare l'esplosivo contenuto.

Le immagini, riprese sott'acqua dalla guardia di finanza prima della distruzione della mina antinave, evidenziano che la stessa, di forma sferica, separata in due parti, presenta solchi netti nella massa interna di tritolo, nelle zone dove questo è stato sistematicamente asportato.

Immediatamente sono state avviate le procedure previste dal protocollo di sicurezza, interessando la Prefettura di Bari. La zona è stata quindi, interdetta con ordinanza della Capitaneria di Porto, alla navigazione per consentire l'intervento del nucleo Servizi Difesa Antimezzi Insidiosi, lo speciale reparto della Marina Militare Italiana, abilitato tra l'altro, alla bonifica di materiale esplodente o pericoloso.

Gli specialisti dello Sdai hanno provveduto al riconoscimento e, alla distruzione della mina, trasportandola al largo su fondali profondi e fangosi, facendola quindi brillare. Successivamente si è proceduto ad un ulteriore controllo dell'area circostante per consentirne la fruibilità alla collettività senza pericoli. Nel frattempo, la Guardia di Finanza ha avviato le indagini per individuare gli autori della sconsiderata manomissione dell'ordigno e del sistematico trafugamento del tritolo.

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TAG ordigno bellico, Guardia di Finanza(23 novembre 2013)
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Re: Stragi di Stato e Mediterraneo: il supermercato dell'esp

Messaggioda sandropascucci » 19 mag 2014, 10:27

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17 MAGGIO 2014
Jonio, relitto con tritolo: il deposito sottomarino della 'ndrangheta
L'esplosivo nella stiva del mercantile ''Laura C'', affondato da un sommergibile nel 1943 al largo della costa calabrese, davanti a Saline Ioniche. La nave trasportava stoffe, liquori e macchine utensili, ma una serie di sopralluoghi compiuti dai sub a metà degli anni '90 portarono alla scoperta del tritolo che le voci dell'epoca quantificarono in 700 tonnellate. Successivamente, per evitare prelievi, la nave fu piombata dai militari e resa inaccessibil.

Ieri sono state avviate le delicate operazioni di recupero del materiale eseguite dai sommozzatori della Marina militare, con il coordinamento del capo della Dda di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho
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