Ciuccialatte a tradimento..

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sandropascucci
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Ciuccialatte a tradimento..

Messaggioda sandropascucci » 3 gen 2012, 12:00

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Ciuccialatte a tradimento.. ossia: IL rispetto secondo ME.

Per me il rispetto è rispondere, a una persona che mi chiede del latte, che «il latte lo fa la mucca».

Punto.

A questo punto (quello lì, sì, quel punto del rigo sopra) io mi chiamo fuori.

Non ho più doveri verso la faccenda.

Come dice Auriti (perché secondo me lo sta dicendo pure dove sta ora, rompendo le palle anche nell’aldilà – che mica l’hanno capita la storia del valore indotto i vari Kennedy, Marx, Lincoln.. forse Lincoln sì..) «in ogni frase c’è un significato esplicito e uno implicito».

Che vuol dire? Che si pone fine, con questa logicissima e goliardica frase del professore, alla secolare storia del bicchiere mezzo pieno/mezzo vuoto.

Non importa come lo vedi (se mezzo pieno o mezzo vuoto) ma importa com’è. Importa la REALTA’. E sarà SEMPRE, e soprattutto “per tutti”, SIA mezzo pieno SIA mezzo vuoto.

Se poi TU (e solo tu) avrai molta sete allora ne soffrirai perché insufficiente ma se avrai un po’ di sete sarai soddisfatto. E se non avrai per nulla sete te ne fregherai. Senza tante pippe mentali.

Dire che in una classe di 30 studenti ci sono 18 femmine è equivalente a dire che ci sono 12 maschi.

E Q U I V A L E N T E

Il rispetto, secondo me, è dare alla persona con cui parliamo UNA informazione, quella esplicita, sapendo che ha l’intelligenza di ricavare l’ALTRA, quella IMPLICITA.

Questo vale se entrambi (io e la persona) abbiamo/sappiamo delle altre informazioni DI BASE, ad esempio il numero degli studenti totali, oppure, possiamo accedere nella classe e vedere quante sedie ci sono, oppure sapere, nel caso del latte, come lo si tira fuori da una mucca.

Mi crea imbarazzo quando una persona mi chiede: «ok, 18 femmine.. ma quanti maschi?». Mi crea imbarazzo sia se non conosce il numero totale degli studenti sia se vedo che non prova a cercarlo (entrare in classe a contare le sedie, magari..).

Quando lavora il cervello di questa gente? Mai?! Solo ora, per stizza, perché starai pensando: «non è detto che siano tutti presenti, ossia uno per sedia». Bravo.. e gnegnegnè? Non lo dici?

Allora chiedimi espressamente TUTTO, facciamo prima.

Non chiedermi il latte se poi devo dirti da dove viene, dove sta la mucca, [devo dirti] che non si appende la mucca a testa in giù per farlo uscire, né si gira la coda a manovella e non si tagliano i capezzoloni delle mammelle gonfie (hai per caso visto il simbolino ---8<--- tu??).

Personalmente mi dà molto fastidio.. sai cosa? Che devo spiegarti come si munge!
Io [che] non sono allevatore.. l’ho imparato? PUOI/DEVI farlo pure tu!

Ma ok.. non hai Tempo.. non hai voglia.. va bene: TE-LO-SPIEGO-IO.

Ma ti spiego la mungitura, non ALTRO, ok? OK, mi rispondi. Dopo un po’ torni tutto inzuppato di latte, con una mano dietro la schiena, sul rene.. e cominci la piangina che ti ho spiegato male la mungitura, che non voglio condividere il sapere, che sono cattivo, che sono volgare, che insulto, ecc.. al che ti mando affanculo e tu dici che sono volgare e insulto. Io ti faccio notare che ORA ti ho insultato ma volgare e che insultavo me lo avevi detto PRIMA ma tu ti sei già girato di schiena, con le orecchie tappate e stai dicendo: «làllallalllaaaaà!! pascucci è un immaturo!! pèpepèpèpepè!!».

A questo punto entra LUI. Il messia. Era lì anche prima ma non era mai intervenuto. Ti prende per mano, e ti porta dalla MUCCA, ora che sa dove sta, perché lui non sapeva dov’era fino a che non te lo dicevo io, né sapeva a cosa servisse questa montagna di carne. Lui giocava coi capezzoloni, ma la sera tardi, quando in giro non c’era nessuno..

E ti mostra, ora che ha sentito come si munge – ossia come si tira fuori il latte dalle mammelle – come fare, guidando la tua manina, e nel mentre ti tocca il culo ma tu non te ne accorgi o forse ti piace o forse valuti equo lo scambio.

Ti mostra che OCCORRE UN SECCHIO e tu lo lecchi sotto il collo, per riconoscenza!

Ma cristo santissimo.. come sarebbe: «ah-AH! Tu non me lo hai mica detto, STO-STRONZO!» ??

SCUSAMI SE NON TI HO DETTO CHE OCCORRE UN SECCHIO DA METTERE SOTTO LE TETTONE!!

Ma:

1. non c’ho pensato, lo ritenevo IMPLICITO e
2. dopo i primi 25 litri che ti sei dato ‘nfaccia e sui piedi e dato che c’erano nella stalla 329 secchi con su scritto «usami! Sono da mettere SOTTO la mucca. PS: NON DIETRO! SOTTO!»

non ho voluto INSULTARTI SUL SERIO, ritenendo che potevi giungere alla soluzione-12-maschi-quando-ci-sono-18-femmine-in-una-classe-da-30.

E ora che fai? Costruisci una statua plasmando i tuoi unici due reni che ti sei auto espiantato con una falcetta arrugginita ? Dedichi la statua a chi ti ha detto che occorreva ANCHE uno sgabello?

Momamma!! Era per questo che ti tenevi la schiena? Mungevi da in piedi??

Come sarebbe: «lui è il vero maestro-mungitore» ?
E perché dovresti dargli il 95% del latte che tu hai munto ?

Perché: «senza di lui non avremmo il latte» ??
E io sarei “invidioso della sua grandezza”?

Ma lo vuoi capire che non sto pettinando il mio EGO ma sto difendendo la TUA DIGNITA’ ??

Non capisci che voglio GIUSTIZIA e voglio LA VERITA’ SUI FATTI?

Senza la mucca non avresti il latte, al limite. Lui si è adoperato DOPO aver sentito la spiegazione [MIA spiegazione – ma era gratis, non voglio nulla IO] e dopo aver visto che non riuscivi. Ti ha toccato il culo [per ora!] e tu non hai reclamato. Ora si godrà un PRIVILEGIO che non gli spetta.

TU HAI MUNTO, TUO E’ IL LATTE (ma cura la mucca, almeno, perché lei [sì] è l’unica che ha veramente dato qualcosa di valore).

Metti giù il forcone, aò! NO! Io non mungerò gratis per rifornire il tuo GURU di latte perché «lui è il DIO DEL LATTE e da oggi dobbiamo TUTTI osannarlo».

Che fai? Chiami altri IMBECILLI come te? oh-OH!! Ti ho offeso?! Ho offeso LUI?!

Che vuol dire «Prendetelo?!»

[continua..]

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