La firma di Klaus e il via libera al MAL-trattato

ivanopino
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La firma di Klaus e il via libera al MAL-trattato

Messaggioda ivanopino » 5 nov 2009, 17:44

il Trattato di Lisbona entrerà in vigore
Con la firma del presidente ceco, l’entrata in vigore del trattato di Lisbona a dicembre è ormai certa. Mancava solo la ratifica del 27° e ultimo stato della CE, la Repubblica Ceca per l'appunto.

Dopo mille ostacoli, senza cerimonie, senza giornalisti né fotografi, il 3 novembre il presidente ceco Václav Klaus ha firmato il trattato di Lisbona, poche ore dopo che la Corte costituzionale ceca aveva dato il suo via libera. “Non era d’accordo, ma ha firmato ugualmente” titola Mladá Fronta Dnes sopra la foto della firma tanto attesa dagli altri leader europei. Come ultima stoccata, Klaus ha dichiarato che con questo trattato “la Repubblica ceca smette di essere un Paese sovrano”.

Dopo otto anni di negoziati e di referendum, tuttavia, il trattato di Lisbona non ha certo risolto tutto: “L’Unione non era seducente prima di Lisbona e questo documento adesso non le spianerà le rughe, anzi” taglia corto Martin Komárek su Mladá Fronta Dnes. “Anche se democratizza e semplifica il funzionamento delle istituzioni, il dibattito su un trattato complesso e incomprensibile non ha dissipato la percezione dell’Unione come progetto elitario”, sostiene l’Irish Times. “Il trauma di Lisbona forse è ormai alle spalle, ma la disaffezione dei cittadini resterà una sfida cruciale per i leader europei”.

“L’elite politica europea ha mostrato il consueto sdegno nei confronti della volontà popolare”, sostiene il Times. Ma ora che il trattato di Lisbona è stato ratificato, è ora di passare ad altro. “Per quanto sia esasperante che in politica le cose cambino di continuo, dovete cambiare strategia” ammonisce il quotidiano londinese. Ed è esattamente quanto David Cameron ha reso noto di voler fare, abbandonando l’idea di un referendum sul trattato se nella primavera prossima sarà eletto premier.
La vicenda, tuttavia, non è ancora conclusa. Osservando che i conservatori britannici sperano sempre di approfittare dell’adesione della Croazia per ottenere qualche clausola di esenzione per il loro paese, la promessa che la sua entrata in vigore metta fine alle dispute costituzionali e istituzionali per una generazione ha tutta l’aria di essere una pia illusione: “Non proprio una prospettiva di cui rallegrarsi”.


http://www.presseurop.eu/it/content/art ... amo-pagina
Ivano Pino

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