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roberta
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Messaggioda roberta » 4 mar 2012, 10:41

http://www.camera.it/561?appro=331&Sost ... +area+euro

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Il meccanismo permanente di stabilizzazione dell'Eurozona


L’istituzione di un meccanismo permanente di stabilità dell’area euro è stata inclusa, alla luce delle crisi greca, irlandese e portoghese, tra i pilastri del nuovo sistema di governance economica europea.

Il Consiglio europeo del 24-25 marzo 2011, accogliendo le proposte della Task force sulla governance economica presieduta dal Presidente dello stesso Consiglio europeo Van Rompuy, ha approvato una modifica dell’articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE) che consente espressamente agli Stati membri la cui moneta è l'euro di istituire un meccanismo di stabilità permanente per l’area euro, in sostituzione di quello transitorio.

Il Consiglio europeo ha chiesto il rapido avvio delle procedure nazionali di approvazione, affinché la modifica possa entrare in vigore il 1º gennaio 2013 (prima della scadenza dell’attuale meccanismo transitorio di stabilizzazione).[1]

Sulla base delle decisioni del Consiglio europeo, il 12 luglio 2011 gli Stati membri della zona euro hanno firmato il trattato istitutivo del meccanismo europeo di stabilità (MES), costituito quale organizzazione intergovernativa nel quadro del diritto pubblico internazionale con sede in Lussemburgo.

L'accesso all'assistenza finanziaria del MES sarà offerto sulla base di una rigorosa condizionalità politica nell'ambito di un programma di aggiustamento macroeconomico e di un'analisi scrupolosa della sostenibilità del debito pubblico effettuata dalla Commissione insieme al Fondo monetario internazionale (FMI) e di concerto con la Banca centrale europea (BCE). Lo Stato membro beneficiario sarà tenuto a realizzare una forma adeguata di partecipazione del settore privato in funzione delle circostanze specifiche e secondo modalità pienamente conformi alle prassi dell'FMI.

•il MES avrà una capacità effettiva di prestito pari a 500 miliardi di euro, soggetta a verifica periodica almeno ogni cinque anni. Si cercherà di integrare la capacità di prestito del MES attraverso la partecipazione del FMI alle operazioni di assistenza finanziaria, mentre gli Stati membri che non fanno parte della zona euro potranno anche partecipare su una base ad hoc;
•il MES avrà un capitale sottoscritto totale di 700 miliardi di euro. Di questo importo, 80 miliardi di euro saranno sotto forma di capitale versato fornito dagli Stati membri della zona euro e si aggiungeranno progressivamente a partire dal luglio 2013 in cinque rate annuali di uguale importo. Inoltre, il MES disporrà anche di una combinazione di capitale richiamabile impegnato e di garanzie degli Stati membri della zona euro per un importo totale di 620 miliardi di euro.
•la ripartizione dei contributi di ciascuno Stato membro al capitale sottoscritto totale del MES sarà basata sulla partecipazione al capitale versato della BCE. Gli Stati membri, ratificando il trattato istitutivo del MES, si impegnano giuridicamente a fornire un contributo al capitale sottoscritto totale.
Per migliorare l'efficacia del meccanismo transitorio di stabilizzazione e del Meccanismo europeo di stabilità, i Capi di Stato e di Governo dell'Eurozona, nella riunione straordinaria del 21 luglio 2011, hanno convenuto di accrescerne la flessibilità, legata a un'adeguata condizionalità, consentendo loro di:

•agire sulla base di un programma precauzionale;
•finanziare la ricapitalizzazione degli istituti finanziari mediante prestiti ai governi, anche nei Paesi che non partecipano al programma;
•intervenire sui mercati secondari in base a un'analisi della BCE che riconosca l'esistenza di circostanze eccezionali sui mercati finanziari e rischi per la stabilità finanziaria, e in base a una decisione adottata di comune accordo dagli Stati membri al fine di evitare il contagio.
Con la dichiarazione approvata il 9 dicembre 2011, i Capi di Stato e di Governo dell’area euro hanno assunto ulteriori decisioni relative ai meccanismi di stabilizzazione, prevedendo, in particolare.

•il potenziamento del Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF) mediante le due opzioni già approvate dall'Eurogruppo il 29 novembre 2011:
- il ricorso a certificati di protezione parziale che forniscono una protezione dal 20 al 30 per cento del valore capitale di una nuova obbligazione emessa dagli Stati membri beneficiari;
- la costituzione fondi di coinvestimento - con combinazione di finanziamenti pubblici e privati - per acquistare obbligazioni degli Stati membri beneficiari sui mercati primari e/o secondari.

In tale quadro, la dichiarazione accoglie con favore la disponibilità della BCE a fungere da agente per il FESF nelle sue operazioni di mercato (dato che, a causa dell’opposizione della Germania, il FESF non avrà licenza bancaria);

•l'accelerazione dell'entrata in vigore del trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità (MES). Il trattato entrerà in vigore non appena gli Stati membri che rappresentano il 90% degli impegni di capitale lo avranno ratificato (l'obiettivo è che entri in vigore nel luglio 2012 anziché il 1° gennaio 2013 come precedentemente concordato).
•il FESF (la cui scadenza era prevista al 31 dicembre 2011) resterà attivo per finanziare i programmi avviati (a beneficio di Grecia, Irlanda e Portogallo) fino a metà 2013;
•l'adeguatezza del massimale globale del FESF/MES verrà portata dagli attuali 440 miliardi a 500 miliardi di euro, e sarà riesaminata nel marzo 2012;
•nel corso del progressivo aumento del capitale versato, i Governi si impegnano ad accelerare i versamentidi capitale allo scopo di mantenere una proporzione minima del 15% tra il capitale versato e l'importo in essere delle emissioni del MES e a garantire una capacità di prestito effettiva congiunta di 500 miliardi di euro;
•la zona euro e gli altri Stati membri esamineranno, e confermeranno entro dieci giorni, la messa a disposizione di risorse supplementari per l'FMI fino a 200 miliardi di euro, sotto forma di prestiti bilaterali, allo scopo di dotare l'FMI di risorse adeguate per affrontare la crisi;
Per ciò che concerne il trattato istitutivo del MES:

•con riferimento al coinvolgimento del settore privato, verranno esplicitati nel preambolo le prassi e i principi del FMI. Pertanto, si intende ribadire che il coinvolgimento del settore privato previsto per la soluzione della crisi greca (mediante uno scambio di titoli su base volontaria con uno sconto nominale del 50% sul debito greco virtuale detenuto da investitori privati) è un'evenienza unica ed eccezionale; saranno inoltre incluse clausole di azione collettiva standardizzate e identiche tra le modalità e condizioni di emissione di tutte le nuove obbligazioni di Stato della zona euro, in modo da preservare la liquidità dei mercati;
•al fine di garantire efficacia al sistema decisionale del MES, la regola del comune accordo sarà sostituita da una maggioranza qualificata dell'85% qualora la Commissione e la BCE decidano che occorrono decisioni urgenti in materia di assistenza finanziaria in caso di minaccia per la stabilità finanziaria ed economica della zona euro[2].




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[2] Salvo conferma del Parlamento finlandese.


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[1] All'articolo 136 è stato aggiunto il seguente paragrafo: "Gli Stati membri la cui moneta è l'euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell'ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità." La modifica è stata approvata secondo la procedura semplificata di revisione dei trattati, di cui all’articolo 48, paragrafo 6 del TUE, che richiede, ai fini della entrata in vigore della decisione relativa decisione la previa approvazione da parte di tutti gli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali.
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Re: MES

Messaggioda roberta » 4 mar 2012, 10:46

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DUBLINO (Reuters) - L'Irlanda terrà un referendum sul nuovo trattato di bilancio europeo, ha detto il primo ministro Enda Kenny, preparando la scena per il primo voto popolare al piano a guida tedesca per una disciplina di bilancio più severa nell'area.

Dopo aver seguito la strada di altri 24 stati Ue il mese scorso concordando il patto di bilancio, Kenny ha chiesto un parere legale sulla necessità di un voto e ha detto al parlamento che, tutto sommato, sarebbe richiesto un referendum.

"Al popolo irlandese sarà richiesta l'autorizzazione in un referendum per ratificare il trattato di stabilità europeo", ha detto Kenny al parlamento.

Il supporto all'Unione europea si è andato raffreddando in Irlanda in tre anni di contrazione economica e tagli di bilancio in cambio di aiuti per sostenere il settore bancario in difficoltà.
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Re: MES

Messaggioda enricogrosso » 28 lug 2012, 14:46

Licenza bancaria al Mes? Prime aperture in seno alla Bce

Ewald Nowotny, Governatore della Banca centrale dell’Austria e membro del Consiglio della Bce, apre alla concessione della licenza bancaria al Mes

Si susseguono giorni di vera e propria passione sui mercati finanziari mondiali, con al centro la battaglia per la sopravvivenza (o lo sfaldamento) dell’euro. Lunedì l’agenzia di rating Moody’s aveva rivisto al ribasso, da “stabile” a “negativo”, l’outlook di tre Stati dell’Eurozona forti della “Tripla A”, Germania, Olanda e Lussemburgo. Oggi Moody’s ha fatto lo stesso con l’Efsf (European financial stability facility), l’attuale Fondo Salva Stati in vigore, la cui valutazione dipende strettamente da quella dei Paesi a “Tripla A” appena colpiti. Il fatto che nemmeno la Germania possa più dirsi completamente al sicuro dalla tempesta finanziaria in corso potrebbe, forse, contribuire a convincere il Cancelliere Merkel che o l’Europa si salva unita, o anche i più forti pagheranno un prezzo
elevato ad un’eventuale disarticolazione dell’area euro.
Qualcosa, comunque, sembra iniziare a muoversi all’interno della Banca centrale europea circa la possibilità di concedere la licenza bancaria al Mes, il Meccanismo europeo di stabilità permanente che prenderà il posto dell’Efsf non appena le ratifiche degli Stati membri raggiungeranno il 90% delle sue quote di capitale. Ad aprire ad una simile ipotesi è stato un esponente di primo piano del Consiglio direttivo della Bce, Ewald Nowotny, anche Governatore della Banca centrale austriaca.
L’eventuale concessione della licenza bancaria al nuovo Fondo Salva Stati sarebbe una misura di fondamentale importanza per riportare la stabilità nell’Eurozona, in quanto potenzierebbe grandemente la capacità di intervento del Mes nell’acquisto dei Titoli di Stato dei Paesi sotto attacco della speculazione e consentirebbe la creazione di uno scudo anti-spread molto più forte di quello su cui finora si è discusso. Con tale licenza, infatti, il Meccanismo potrebbe avere accesso ai prestiti da parte della Bce e, in questo modo, aggirare il problema costituito dalla limitata dotazione del Fondo stesso: si parla, infatti, di una sua “potenza di fuoco” che oscilla tra i 500 ed i 700 miliardi di euro, cifra importante ma comunque insufficiente a sostenere un (sempre meno) ipotetico salvataggio della Spagna e, soprattutto, dell’Italia.
Dopo essere intervenuto sul mercato per acquistare Titoli di Stato e calmierare così gli eccessivi differenziali di rendimento con i Bund tedeschi, con la licenza bancaria il Mes potrebbe riutilizzare questi bond sovrani quali garanzie per ottenere nuovi finanziamenti dalla Bce e, forte di questi “collaterali”, procedere a sempre nuovi interventi di sostegno ai Paesi in difficoltà che ne faranno richiesta.
Nowotny, nell’intervista rilasciata a Bloomberg, è stato comunque cauto nel merito, sottolineando di “non essere a conoscenza al momento di discussioni di questo tipo” nel board della Bce ma, anche, di ritenere “che vi siano degli argomenti a favore” della concessione della licenza bancaria al Mes. Rimane ad ogni modo un’apertura significativa su un questione che, solo fino a ieri, sembrava un altro dei tanti tabù imposti dalla linea della Germania all’Eurotower (che, non a caso, ha sede a Francoforte).
Quella di Nowotny non è stata la sola accelerazione (per ora, solo a parole) verso una maggiore integrazione economico-finanziaria europea. Oggi anche il Presidente francese, il socialista François Hollande, ha dichiarato – per mezzo di una sua portavoce – che, nell’attuale situazione di estrema incertezza finanziaria, “gli Stati devono avere una reattività equivalente a quella dei mercati”, utilizzando in modo flessibile tutti i mezzi a disposizione.
In questo contesto, la Bce è chiamata a svolgere un ruolo di coordinamento fondamentale. Il Presidente dell’Eurotower, Mario Draghi, nei giorni scorsi ha ricordato che “la conservazione dell’euro fa parte del mandato” dell’Istituto e che, a tal fine, per garantire la sopravvivenza della moneta unica (“irreversibile”, nelle sue parole) sarebbero possibili (e legittime) anche misure “non convenzionali”.
Urgono decisioni rapide. I mercati difficilmente lasceranno trascorrere un agosto tranquillo, in attesa che sullo scudo anti-spread e sulla sua compatibilità con la Costituzione della Germania si esprima la Suprema Corte tedesca, il 12 settembre prossimo…



http://www.leggioggi.it/2012/07/26/lice ... -alla-bce/
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