Trattato di Lisbona, oggi l'Irlanda vota

ivanopino
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Trattato di Lisbona, oggi l'Irlanda vota

Messaggioda ivanopino » 2 ott 2009, 12:18

Siamo alla resa dei conti, anche se i "sondaggisti" fanno pensare ad una resa...dell'Irlanda.

Il Popolo Irlandese nuovamente al voto
Tra l’angoscia della crisi economica e la rabbia contro un governo che non ha saputo farvi fronte, si sono aperti in Irlanda i seggi per il secondo referendum sul Trattato Ue. Dopo il ’nò che fece tremare l’Europa a giugno 2008, sulla carta è sicura la vittoria del "sì". L’ultimo sondaggio nel weekend del «Sunday Business Post» da infatti il tanto atteso via libera al Trattato di Lisbona al 55% contro un 27% di voti euroscettici. Da parte sua il premier Brian Cowen non ha fatto altro che cercare di abbassare, a colpi di campagne pubblicitarie e interventi pubblici, la guardia dei suoi concittadini [1].

Ma è soprattutto sul fronte fiscale che si concentrano i timori degli irlandesi che vantano uno dei più alti minimi salariali (8,65 euro l’ora) e le imposte societarie tra le più basse d’Europa. «È la decisione più importante della nostra storia più recente» ha affermato Cowen nel suo ultimo pressing prima dell’apertura delle urne. «Vogliamo muoverci insieme verso l’Europa, oppure continuare su un cammino sempre più incerto da soli?». Sullo sfondo una crisi economica che ha colpito molto duramente Dublino: per la fine dell’anno la previsione della contrazione del Pil si aggira intorno alla cifra record dell’8%, con un tasso di disoccupazione intorno al 15%, tre volte più alto dei livelli del giugno 2008. «Un "sì" - ha detto Cowen sfoderando la carta della crisi economica - segna un passo essenziale verso la ripresa. Solo con un "sì" possiamo assicurarci la fiducia degli investitori, garantirci la nostra influenza sulle decisioni economiche importanti e riformare l’Europa in modo che sia più dinamica ed efficace»[1].

A rischiare è poi soprattutto il piano di salvataggio delle banche da 54 miliardi di euro che il premier presenterà a dicembre e che prevede forti tagli alla spesa pubblica. Non è escluso per molti analisti politici che lo stesso Cowen potrebbe diventare il bersaglio di un nuovo colpo d’ascia all’Europa da parte dell’Irlanda. Declan Ganley, il milionario irlandese che lo scorso anno guidò la campagna del ’nò ha affermato in questi giorni che «l’unica cosa che salverà il Trattato di Lisbona sarà il posto del primo ministro». Il voto di oggi infatti potrebbe trasformarsi in un regolamento dei conti con il governo, un voto di protesta contro un esecutivo ritenuto incapace di far fronte alla crisi. Tutto si giocherà alla fine sul voto di quel circa 20% di indecisi che potrebbero rivelarsi fatali, ma che forse avranno paura[1].

In vista del voto intanto i vescovi, tutto il mondo è paese, si esprimono in maniera ambigua: "Un cattolico può in coscienza votare sì o no"[2].

A far discutere continuano ad essere alcune righe contenute in alcune note a piè di pagine all'articolo 2 del Trattato,: "La pena di morte è abolita, eccetto che in caso di guerra, di disordini, di insurrezione (war, riots, upheaval)". Passi per la guerra, ma chi decide quali sono i "disordini" e quali invece le "proteste popolari"? Secondo diversi studiosi, capitanati da quel professor Albrecht Schachtschneider che stilò un esposto contro il Trattato di Maastricht, la tanto vituperata pena di morte verrebbe dunque grazie al Trattato di Lisbona reintrodotta di nascosto. Che dicono i pacifisti di tutto il mondo? Che dicono coloro che firmano appelli per professione, più in Italia che in Irlanda? Che dicono i manifestanti di domani che dicono che in Italia si rischia il regime e non vi è libertà di stampa? Che dicono quei "burocrati idioti di Bruxelles", per usare le gentili parole del patron di Ryanair che oggi con questi idioti va a braccetto? Per ora silenzi e smentite, perchè la priorità è portare a casa un Sì, con le buone o con le cattive. E quando finalmente anche in Italia si potrà votare sui trattati internazionali, a partire dal possibile ingresso della Turchia in Europa, magari da Santoro invece che di escort si parlerà di latte, crocifisso e kebab. Per il momento affidiamoci a San Patrizio, patrono di quella Poblacht Na hEireann (Irlanda) che è riuscita almeno a far riconoscere la sua lingua madre, il gaelico irlandese, come 21esima lingua ufficiale dell'Unione[2].


Non per essere pessimista, ma il giochino di IGB è facile: aumentare la disoccupazione, diminuire il PIL, la Chiesa si tira fuori, fare leva sul controllo mediatico [3], e vedere di nascosto l'effetto che fa...in poche parole GENERARE PAURA

Fonti:

[1] http://www.lastampa.it/redazione/cmsSez ... girata.asp
[2] http://www.affaritaliani.it/rubriche/ar ... 21009.html
[3] http://infoliberaevera.blogspot.com/200 ... saggi.html
Ivano Pino

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Karlrex

Re: Trattato di Lisbona, oggi l'Irlanda vota

Messaggioda Karlrex » 3 ott 2009, 20:25

Ed ha vinto la crisi preparata appositamente e le false promesse che ogni colonia vede disattese da sempre.
Per i Grassi Banchieri n'altro punto assegnato e noi cominciamo a preparà vasellina, sputo o sabbia(a seconda) :cry:
http://www.repubblica.it/2009/10/sezion ... ltati.html

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enricogrosso
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Re: Trattato di Lisbona, oggi l'Irlanda vota

Messaggioda enricogrosso » 7 ott 2009, 18:20

Tranquilli !!! "La pena di morte non passa!" Parola di Luigi De Magistris

“Il mondo non ricompensa onestà e indipendenza,bensì obbedienza e servilismo”
Enrico Grosso


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