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..c'entra di brutto. Convinciti.
sandropascucci
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Messaggioda sandropascucci » 24 apr 2013, 10:31

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ANONYMOUS - MOVIMENTO 5 STELLE LEAK

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Attraverso questa azione vogliamo porre l'attenzione sul marcio che c'è al vertice del movimento 5 stelle.
Speriamo così di portare i membri del movimento e i cittadini a riflettere sul ruolo di Beppe Grillo e Giuseppe Casaleggio.

Questi ultimi manipolano dall'alto verso il basso un movimento, alla radice sincero, per il loro guadagno personale.
Grillo e Casaleggio si arricchiscono privatamente tramite la pubblicità del portale beppegrillo.it e tramite i prodotti venduti via e-commerce (sia grillorama che amazon), gestendo la comunicazione politica del partito da questo blog commerciale privato.
Sono stati in grado di trasformare questo gruppo di persone sinceramente animate nel fare politica nella loro armata personale di troll, che giorno dopo giorno gli fornisce potere economico e politico.

Nel momento in cui qualcuno decide di non stare in riga, fanno ben presto a liquidarlo.
Questo è accaduto in passato tramite la rimozione di commenti non graditi o l'espulsione di membri non disposti a recitare a memoria la pappardella preparata da Grillo/Casaleggio.
Sono arrivati adesso addirittura a richiedere l'espulsione di un senatore del movimento 5 stelle, Marino Mastrangeli, che ha esercitato il suo diritto alla libertà d'espressione in tv.

Per questo siamo entrati nelle casele di posta dei senatori, senatrici e deputat* del movimento 5 stelle.
Pubblicheremo una casella di posta alla settimana fino a che le nostre richieste non saranno soddisfatte.

Dalla pubblicazione delle email, di settimana in settimana, emergerà quanto i deputat* e senatori 5 stelle sono schiavi di Grillo e Casaleggio, in un rapporto non solo di sudditanza logistica e politica ma anche spesso psicologica.

Ci scusiamo sin d'ora con quegli eletti m5s per la violazione della loro privacy presente e futura, invitandoli a fare tutte le pressioni necessarie nei confronti di Grillo e Casaleggio affinchè questi soddisfino le nostre legittime richieste di trasparenza.

LE NOSTRE CONDIZIONI
* Ogni settimana pubblicheremo la casella di posta elettronica di un* deputat* o senatore del movimento 5 stelle, per i prossimi 6 mesi.
* Ci interromperemo soltanto quando le nostre richieste saranno soddisfatte.

LE NOSTRE RICHIESTE DI TRASPARENZA
La pubblicazione immediata di:
* Redditi e patrimoni di “Giuseppe Grillo” e “Gianroberto Casaleggio”
* Dettaglio dei ricavi derivanti dal sito “www.beppegrillo.it” e correlati.

Tali dati pubblicati dovranno essere completi, ampi ed articolati, ripercorrendo i guadagni e patrimoni accumulati dall'inizio dell'attività del movimento 5 stelle.

Dovranno essere pubblicati nel dettaglio anche i redditi e patrimoni di familiare diretti e fiduciari (inclusi i professionisti svizzeri del cantone Ticino).

Prima email rilasciata: Giulia Sarti - 1.2GB
Bayfiles (zip): http://bayfiles.net/file/OXX7/Z8FkRv/gi ... ail.it.zip
SkyDrive (7zip): https://skydrive.live.com/redir?resid=B ... _guz_2QObU

Video Messaggio: https://www.youtube.com/embed/i_W4lj1dm9w

Countdown rilascio della prossima email M5S: http://glihackerdelpd.bitbucket.org

Tutti i nostri rilasci seguiranno su Twitter @glihackerdelpd .

Gli Hacker del PD

We are Anonymous

We are Legion

EXPECT US!

da: http://glihackerdelpd.bitbucket.org/
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TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

sandropascucci
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Re: eeeCRACK!

Messaggioda sandropascucci » 24 apr 2013, 10:33

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Hacker pubblicano le mail dei parlamentari M5S
di Carola Frediani
Un gruppo di pirati informatici che si autodefiniscono "vicini al Pd" ha violato le caselle di posta elettronica degli eletti grillini e ha iniziato a pubblicarne i contenuti: «Continueremo finché il capo del Movimento e Casaleggio non diranno la verità sui guadagni realizzati attraverso la politica». Primo bersaglio: la giovane deputata Giulia Sarti(24 aprile 2013)Le caselle di posta di decine di parlamentari italiani sono state segretamente violate e spiate per mesi da un gruppo di hacker che ora improvvisamente escono allo scoperto. E da questa mattina iniziano a rilasciare on line parte di queste corrispondenze. A essere colpiti, fino ad oggi a loro insaputa, sono una trentina di deputati e senatori del Movimento 5 stelle.

Protagonista della violazione uno sconosciuto gruppo di persone che si autodefiniscono "hacker del Pd" (Glihackerdelpd.bitbucket.org), anche se non c'è nessuna prova che realmente abbiano qualcosa a che fare con il Partito democratico (che ovviamente non ne sa nulla). Questo gruppo mette sul tavolo una trentina di caselle di mail dei parlamentari grillini. E in un inquietante video di presentazione spiega cosa intende farne.

«Vi abbiamo osservato per lungo tempo», recita il video, mentre scorrono le immagini degli attivisti e politici del Movimento 5 stelle. «Abbiamo studiato ogni vostra mossa.... E siamo rimasti delusi. Un movimento che poteva portare una speranza è finito per arricchire pochi. Promuovete la trasparenza... ma non la praticate in casa. E' venuto il momento della resa dei conti. Abbiamo una copia di tutte le vostre email. Se non le volete vedere pubblicate dovete soddisfare alle nostre richieste. Le nostre richieste di trasparenza: la pubblicazione immediata di redditi e patrimoni di Giuseppe Grillo e Gianroberto Casaleggio e dettaglio dei ricavi derivanti dal sito www.beppegrillo.it e correlati».

Il video prosegue spiegando che ogni settimana verranno pubblicate le caselle di posta elettronica di un deputato o senatore del Movimento 5 stelle. E che la pubblicazione sarà interrotta solo quando le richieste formulate saranno soddisfatte.

Insomma un incredibile ricatto e un attacco frontale al M5S in nome di una presunta necessità di trasparenza. E vale la pena di sottolineare tutta l'ambiguità sia dell'autoattribuita etichetta politica («hacker del Pd») sia di quelle prime parole: «vi abbiamo osservato per lungo tempo...», perché dalla conversazione che 'l'Espresso ha avuto con questi hacker è evidente che si sta parlando di una enorme quantità di email, caselle di posta personale di attivisti e rappresentanti del M5S che sono state bucate e scaricate in massa.

Caselle a cui molto probabilmente gli hacker hanno avuto accesso per mesi, almeno dallo scorso novembre, e in cui hanno continuato ad entrare fino a pochi giorni fa.

E ovviamente l'impatto della violazione, trattandosi di mail, è sempre più ampia del singolo target. Perché lì si trovano anche messaggi ricevuti da altri esponenti politici o contatti dei titolari della casella.

Questa mattina è stato messo online un link contenente le mail della casella di posta di Giulia Sarti, deputata ventiseienne del M5S, capolista grillina per l'Emilia-Romagna. A essere colpito è stato il suo account personale di webmail.

Si sta parlando di migliaia di corrispondenze, per un totale di circa 1,2 Gigabyte di spazio, che vanno molto indietro nel tempo, e che sicuramente coprono tutto il 2012 per arrivare alle ultime settimane. E che contengono anche tutte le discussioni interne e i mal di pancia del Movimento 5 stelle, e in particolare del vivace gruppo emiliano, più volte alla ribalta della cronaca per i dissensi e le polemiche con le posizioni "ufficiali" del movimento. Ma anche numeri di telefono, dati sensibili e privati di decine di persone in contatto con la grillina o gli altri attivisti.

Se, come sostenuto dagli hacker con l'Espresso, oltre alla casella di Sarti ci sono altre decine di account mail bucati, ci troviamo di fronte a una violazione senza precedenti della privacy di rappresentanti italiani. Nonché a un leak dalle conseguenze politiche imprevedibili.

Ma soprattutto siamo di fronte a una Waterloo dal punto di vista della cybersicurezza del Movimento 5 stelle. Non è ancora chiaro come abbiano fatto gli hacker a violare così tante caselle di posta, in particolare account Gmail, Hotmail e via dicendo, usati dai politici per gestire la loro attività. Non è banale accedere a questo tipo di mail se protette con buone password. A meno che la violazione non sia avvenuta da qualche altra parte, magari proprio su un server che ospita gruppi di discussione e coordinamento del movimento, e da lì si siano ricavate le credenziali per altri accessi. Forse, come fanno intuire gli hacker nella nostra intervista, anche a causa della malsana abitudine di molti utenti di usare le stesse password per diversi account.

Hacker del Pd, si dicono gli autori del colpo. Cioè, come ci spiegano, simpatizzanti del Partito democratico delusi dal M5S e dalla sua promessa di cambiamento. E insieme cyberattivisti di area Anonymous. Se già ''hacker del Pd'' suona bizzarro- se non provocatorio - , come questa definizione possa andare d'accordo con un movimento di hacktivisti che da sempre si dichiara apartitico, e tendenzialmente ostile a tutto ciò che è istituzionale, resta un mistero.

Cionondimeno, il gruppo sfoggia anche un suo logo, che unisce il simbolo senza testa di Anonymous con quello del Pd, un accostamento che farà venire l'orticaria a gran parte degli "anonimi" italiani (con cui gli ''hacker del Pd'' dicono infatti di non avere nulla a che fare) ma che è di sicuro impatto mediatico. Altra cosa curiosa: il gruppo è nato da poco, non ha fatto altre azioni con questa sigla in precedenza, eppure ha mostrato finora di sapersi organizzare bene, gestendo l'operazione nei dettagli. Erano in possesso di questi materiali da tempo ma hanno scelto di muoversi adesso.

I suoi membri dicono di voler colpire Grillo e Casaleggio perché "loro sono scesi nel nostro territorio, il cyberspazio, e hanno provato a usare le masse per i loro fini sfruttando le caratteristiche della rete. Ora dovranno venire allo scoperto. Chi di trasparenza ferisce, di trasparenza perisce". Dicono di essere pronti a rilasciare online, ogni settimana, un blocco di mail di una nuova casella. E concludono promettendo fuochi d'artificio.
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Re: eeeCRACK!

Messaggioda sandropascucci » 25 apr 2013, 11:10

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Le mail violate dei parlamentari 5 stelle.
"Ma a me quell'attacco non convince"
Intervista a Michele Di Salvo, che si definisce consulente strategico di comunicazione ed esprime le sue perplessità sull'attacco che ha colpito il movimento di Grillo. "Operazione raffinata, ma è una cosa che non sta in piedi"
Lo leggo dopo

TAG movimento 5 stelle, Movimento Cinque Stelle, hacker ROMA - "Sì, ho letto la notizia. Ci sarebbe stato questo fantomatico attacco alle caselle di posta elettronica dei parlamentari a 5 stelle. L'operazione, in termini di comunicazione, è estremamente raffinata e già nella rivendicazione presenta alcuni elementi interessanti". Michele Di Salvo si definisce un consulente strategico di comunicazione. Ma conosce molto bene il web, le sue logiche e soprattutto il suo linguaggio. Da tempo si occupa anche del Movimento 5 stelle e delle sue attività legate al sito di Beppe Grillo e della Casaleggio associati.

A quali elementi si riferisce, dottor Di Salvo?
"La notizia, sin dall'inizio, da come la leggi e come viene indicata, presenta molti dubbi. Intanto, il primo a rilanciarla è stato il sito cadoinpiedi. it, gestito casualmente dalla Casaleggio".

Infatti sono stati proprio i grillini a denunciarla.
"Sì, gli "hacker del pd" sostengono di "tenere sotto controllo" queste situazioni da mesi, ma la loro presunta rivendicazione ricalca i contenuti di alcuni articoli apparsi sulla stampa pochi giorni fa. Sostengono poi di aver "bucato" le caselle di posta elettronica dei parlamentari a cinque stelle e di aver clonato tutte le loro mail".

Si tratta di una bugia?
"E' una cosa che non sta in piedi. Per almeno due motivi. Il primo è che ciascun parlamentare ha una sua mail diversa su un diverso server, ed appare quantomeno improbabile riuscire a penetrare tutti i server, differenti tra di loro, di tutte le mail di tanti diversi soggetti".

E la seconda anomalia?
"Il secondo aspetto che mi lascia perplesso riguarda la circostanza che ciascun parlamentare del M5S ha un proprio comportamento individuale nella gestione della propria posta elettronica: c'è chi la scarica spesso, e la ripulisce, c'è chi lascia tutto sul server, chi la scarica su un proprio computer. Quindi, appare molto difficile effettivamente avere traccia e copia di tutto, e di tutte le mail di tutte le caselle di posta, addirittura di un periodo molto lungo".

Ma una volta entrati in una mail box possono arrivare anche a quelle degli altri.
"No. Ma il paradosso è che invece di "bucare" le mail di Grillo e Casaleggio per ottenere qualcosa da loro si scelga di bucare centinaia di mail di altri soggetti, che nulla possono e nulla hanno a che vedere con quello che viene richiesto. Nella rivendicazione puntano a ricattare i due leader del MoVimento".

Chi pensa dunque ci possa essere dietro questo ricatto?
"Faccio delle considerazioni. Che tutto questo sia opera di qualcuno che senza bucare nulla detenga le id e le password, o che questa sia una "operazione a campione" che in assoluta casualità abbia consentito l'acceso a una o due caselle di posta".

Con quale scopo?
"Mi viene da pensare che il vero risultato (e le statistiche di traffico alexa.com lo dimostrano chiaramente) non sia un'impennata di accessi al blog di Grillo, che infatti registra dei picchi ogni volta che rilancia una notizia di presunti attacchi. Circostanza per altro perfettamente collegata alla questione Quirinarie, presentata come un grande evento di partecipazione popolare e di massa. A meno che questa operazione "hacker del pd" non sia un modo per far sentire il gruppo "sotto attacco", e in un momento in cui gran parte della base elettorale spinge per una qualche forma di alleanza o di avvicinamento al partito democratico".

La Rete usata come forma di pressione?
"Rendere pubblica la posta elettronica dei parlamentari è un modo per fare pressione sui parlamentari. Un ricatto: ti adegui alla linea, sappi che che abbiamo la tua posta...

Un brutto scenario, dottor Di Salvo.
"Una grande operazione di comunicazione non ha mai un solo obiettivo, ma ha la straordinaria efficacia di raggiungerne più di uno. E questo è il caso. Perché tutti questi obiettivi sono stati raggiunti con una semplice notizia, apparsa in rete, e non confermata, né smentita né commentata".

Gli effetti del web.
"Tutti usiamo la rete, ma pochissimi ne conoscono il funzionamento, e a differenza di quanto avviene per la carta stampata, far circolare una notizia è in sé una notizia, che pochi andranno a verificarla e si porranno certi dubbi, e quello che resta in rete è il risultato comunicativo".
(24 aprile 2013)


traduzione: n'andra cazzata, n'andro autoattacco per fare piangina.
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