Grillo è il niente

..c'entra di brutto. Convinciti.
sandropascucci
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Grillo è il niente

Messaggioda sandropascucci » 1 mar 2013, 11:30

da: http://www.ilpost.it/filippofacci/2013/ ... il-niente/

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Grillo è il niente
Filippo Facci

28 febbraio 2013

E ora, poveretti? Ci sono 162 poveretti che contavano niente e contano zero, ora. Non hanno ufficialmente idee loro, non hanno luoghi di discussione, non hanno elettori o collegi a cui riferirsi, non hanno neppure una sede fisica: decide tutto un comico che esce dal cancello e parla coi giornalisti – se va bene – e si mette a smadonnare prima di far apprendere chi è morto e chi è vivo, che cosa fare, con chi allearsi, che cosa pensare. Non c’è un referente, non c’è una gerarchia, una sezione, un organismo, un ufficio, non c’è niente: e praticamente non c’è neanche Grillo, quello che non l’hanno eletto ma parlerà con Napolitano, non c’è perché non vi risponde al telefono e spesso i neo parlamentari non l’hanno neanche mai conosciuto. Sono 162 parlamentari magari di buon aspetto e buona volontà, ma non hanno una voce, non sanno come veicolarla, sanno solo che due sessantenni gli decurteranno lo stipendio e gli diranno se potranno andare in televisione (dove i più non dicono mai niente di serio, perché poveretti, non lo sanno) e forse gli diranno anche che cosa mangiare, come vestirsi, a che ora fare le abluzioni. Però ecco, possono andare sul blog dove decine di migliaia di indirizzi anonimi ed elettronici (ma democratici) anche in queste ore sparano ognuno una cosa diversa: «Alleiamoci», «sì», «no», «boh», «il Tav», «l’eolico», «Dario Fo», «Crocetta», «il signoraggio bancario».
Se l’obiettivo di Grillo era il casino, l’obiettivo è pienamente raggiunto. L’ingovernabilità è sostanziale. Trovare dei presidenti per Camera e Senato sarà da pazzi, mentre trovare un neo Presidente della Repubblica sarà addirittura un’impresa: Grillo, a meno che rinsavisca, accetterebbe candidature tipo da Dario Fo in giù, una come Emma Bonino è giudicata troppo compromessa. L’ex comico non pare personaggio da «atti di responsabilità» (non ne ha convenienza) anche perché non è abituato a interloquire con nessuno. Collaborare con altri partiti per cambiare la legge elettorale? Agli occhi del suo elettorato sarebbe una contaminazione. Tornare a votare? È quanto è accaduto in Grecia, laddove il voto di protesta tuttavia non è riuscito a bissare il risultato delle prime elezioni. Non è detto, cioè, che Grillo da nuove elezioni abbia da guadagnare.
Il voto a Grillo era di protesta e di protesta rimane, o se si preferisce «antipolitico». Loro dicono di no, ma sono patetici. Una prima e spannometrica analisi dei flussi fa già intuire che i Cinque Stelle hanno preso voti soprattutto a sinistra – contro ogni pronostico – ed è semplicemente impensabile che merito ne sia il «programma» del Movimento, dai più giudicato abborracciato e inesistente. Nonostante Grillo sia in pista ormai da sette anni (il primo a scrivere che avrebbe fatto un vero e proprio partito fui casualmente io nel luglio 2007) i suoi temi elettorali mandati ripetutamente in onda dai talkshow – azzeramento della casta, destrutturazione istituzionale e burocratica, no tasse, no banche, no Europa – restano dei temi anti-sistema e appaiono protési non tanto al «fare» ma al suo «arrendetevi» e al suo Parlamento da «aprire come una scatoletta di tonno».
Il sostegno di Pd e Pdl al governo Monti ha lasciato il segno. Se la manifestazione di San Giovanni ha evidenziato qualcosa, inoltre, è quanto vi pullulassero le bandiere dell’antimilitarismo, dei No tav, dei radicalismi da centri sociali, insomma un patrimonio che fu della sinistra (estrema, ma sinistra) e che pare essere confluito assai più nei Cinque Stelle che nella mancata Rivoluzione di Ingroia.
Gli astenuti sono comunque aumentati e in buona parte sono voti specificamente persi (o non guadagnati) proprio da Grillo, che li ha sempre avuti come obiettivo: sin dalle politiche scorse (2008) Grillo invitò pubblicamente all’astensione quando invece ci fu una delle affluenze più alte degli ultimi anni. Ora il ciclo ha ricominciato a invertirsi: in un ciclo elettorale e mezzo il Paese ha perso l’8 per cento dei votanti (3 milioni di voti sulla massa complessiva) e la soglia si è abbassata notevolmente per tutti i partiti al di là delle percentuali. Ecco perché il vero dato impressionante di alcune regioni – a proposito di protesta e disaffezione al voto – è quello di regioni come la Sicilia in cui al successo di Grillo va sommata un’astensione da paura.
Ora c’è da sperare che la classe giornalistica la smetta di pubblicizzare il «segretario» come non è mai accaduto per nessuno in tutta la storia d’Italia. In tal senso, lo «stratega di comunicazione» non è mai stato Grillo bensì i giornalisti che ne hanno mandato in onda i comizi per ore e ore. Senza questa rendita di posizione, peraltro spacciata per autonomia internettiana, il voto dato a Cinque Stelle – soprattutto quello confluito da altri partiti – sarebbe stato sensibilmente inferiore, questo penso. Hanno fatto tutti i giornalisti, peraltro insultati di continuo o respinti coi Carabinieri. Ci sono milioni di persone, neo grilline, che il blog di Grillo probabilmente non l’hanno neppure mai visitato. Hanno guardato la tv.
Ora però è difficilissimo che Grillo non si dia una regolata e una forma. I suoi eletti sono dilettanti allo sbaraglio in perenne subbuglio da assemblea studentesca, protagonisti di un movimento che non è neppure un movimento: è un magma, una colata che ha terrore di solidificarsi. Non è un partito carismatico: i partiti, o movimenti, hanno idee, strutture, gerarchie minime, un’organizzazione del consenso. Qui abbiamo un capo di Stato maggiore (col suo improbabile e riccioluto consigliere) e sotto, infinitamente sotto, una truppa proletaria con la quale lui non parla neanche, e che, in assenza di cultura politica, formicola eccitata come scolari che hanno occupato la scuola. Anche Berlusconi creò un partito in tre mesi: ma sul proscenio c’erano, perlomeno, personaggi più che navigati per buona selezione o per abile riciclo: per un po’ bastò. Nel caso di Grillo invece non c’è ancora un vero disegno, un’idea precisa, una vera «intelligence» dietro ogni mossa o frase pronunciata: è tutto un po’ così, estemporaneo. L’antipolitica, di questi tempi, può rendere da morire: ma ora Grillo è in Parlamento e certi giochini sono finiti. Berlusconi, appena giunto a Palazzo Chigi, disse che non trovava il volante. Grillo, per aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, deve perlomeno inventarsi un apriscatole.

Dopodiché parliamo del niente, ma dovremo abituarci. Per ora Grillo e i suoi restano questo: il niente politico, benché muniti di voti e parlamentari. Come detto, in Grecia il niente – cioè i partiti di protesta – ha funestato le elezioni e ha costretto a rifarle: dopodiché la gente capì, e alla seconda tornata elettorale la protesta si riassorbì o quasi.
Negli ultimi giorni abbiamo visto e rivisto dei filmati con Grillo che dialoga al telefono con Piero Ricca (una cosa politicamente dirompente) e poi il suo «discorso dei Ray-Ban» dove c’è lui che esce dal cancello e si concede finalmente ai giornalisti: un evento a scopo dimostrativo in cui peraltro il comico ha accettato di rispondere ad alcune domande, anche se – ha detto – erano domande «sbagliate». In sostanza Grillo ha detto che i suoi futuri interlocutori parlamentari faranno un governissimo e che sono «malati mentali», qualcuno, cioè, dovrebbe prenderli sottobraccio dicendo loro che «è finita». Poi ha detto che il prossimo Capo dello Stato potrebbe essere il «ragazzino» Dario Fo (86 anni, che sarebbero 93 a fine mandato) e le solite sue cose: che «faremo tutto quello che abbiamo promesso… Vedremo riforma per riforma, legge su legge, se ci sono proposte le valuteremo».
Da dove? Come? Nei confronti di quale governo? E i presidenti della Camera e del Senato? Boh. Parole.
A ben guardare, Grillo non ha detto niente: ma è tutto quello che ha detto, e allora giù discussioni.
La cronaca di parte grillina è tutta qui, e a simili e penosi approcci è appeso il dibattito politico: con gli analisti impegnatissimi nella decrittazione del niente, arrovellati nel tentar di comprendere se i «no» di Grillo siano strategici o significhino «no» e basta. No a governissimi, a larghe o strette intese, a qualsivoglia dialogo, no a «inciucetti e inciucini», in pratica no a fermare la sua lunga marcia attraverso le istituzioni che denota il palese obiettivo di scassarle. Riempire i granai al prossimo raccolto elettorale, roba che potrebbe esserci tra pochi mesi, un anno al massimo: il messaggio di Grillo, per ora, sembra solo questo.
Non c’è ragione di pensare altrimenti, la chiusura di Grillo pare totale e sufficientemente motivata: ma stratosferica è comunque l’attenzione alle «aperture» di parte piddina, da quelle di Pier Luigi Bersani («Grillo dica cosa vuole fare») a quelle evocative e non sintetizzabili di Nichi Vendola, che straparla di «alleanzismo». La sinistra «vanity» (neologismo per indicare la parte più bassa dei radical chic) in compenso è tutta eccitata all’idea di un’alleanza Pd-Grillo, roba che ricorda l’attenzione di certa borghesia milanese per gli artisti e gli studenti demoproletari.
Chissà se a Grillo e ai suoi adepti sarà chiaro che sono rappresentanti del popolo italiano, ora: in teoria di tutto. Il tempo della propaganda e dell’irresponsabilità è finito, o c’è da sperarlo: il Cinque Stelle non potrà reggere all’infinito senza democrazia minima e strutture e gerarchie e un’organizzazione del consenso. Giuseppe Piero Grillo è ancora e soltanto una sorta di capo di Stato maggiore con sotto di lui, infinitamente sotto, una truppa con la quale lui non parla neanche. I grillini. A ben guardare e a ben ascoltare, per non sbagliare non dicono mai nulla che non sia «contro»: perché una vera idea non c’è, un vero programma non c’è, una dinamica democratica non c’è, non c’è praticamente niente se non in termini molto generici. Non è possibile che una forza autenticamente democratica trovi origine e sede soltanto nel blog di Beppe Grillo, anzi neanche, in una sottosezione del blog di Beppe Grillo: laddove l’unico titolare del movimento è lui, e per contattarlo c’è un solo indirizzo email. Nel suo movimento non ci sono «fedelissimi», non ci sono «dissidenti», non ci sono «ribelli», non esistono vere «polemiche», non c’è niente nei fuorionda perché c’è pochissimo persino in onda: non c’è niente, ci sono le banali dinamiche che si studiano in sociologia a proposito dei gruppi, c’è un ribollire che si teme – lo teme Grillo – possa solidificarsi in qualcosa che deluda. L’ebollizione perciò continuerà. E discutere con loro, con il Cinque Stelle, non servirà a niente.
(Pubblicato su Libero)

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Re: Grillo è il niente

Messaggioda sandropascucci » 1 mar 2013, 11:33

"":
COSA PENSA LA MENTE ECONOMICA DI GRILLO
Postato il Venerdì, 01 marzo @ 01:13:51 CST di davide

DI GIOVANNI ZIBORDI
cobraf.com

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Passate le elezioni l'economista di Grillo è venuto oggi allo scoperto (1) e ha spiegato in un intervista che si rimane nell'euro secondo lui e anche Grillo e ha fatto anzi l'immancabile riferimento all'Argentina: («Uscire dall’euro vuol dire impoverire la nazione di almeno il 30 per cento, da un giorno all’altro. L’Economist ha smesso di pubblicare i dati sull’Argentina. Si sono accorti che sono taroccati. L’inflazione è molto più alta (2) di quello che dicono, l’attivo della bilancia dei pagamenti è inesistente se non negativo. Svalutare non è una cosa semplice»)

Come si vedrà, se leggete il resto, Mauro Gallegati (3) (nella foto) è quindi un economista "ortodosso" e "americano" per quanto riguarda debito, moneta, Euro e deficit.

Anche se non lo dice esplicitamente, (come noto non solo io ma anche ad esempio Mario Seminerio oggi) punta ad un bel ripudio del debito pubblico, cioè un default su base domestica, rimanendo nell'Euro. Per quanto riguarda invece la crescita economica pensa che non abbia più senso e occorre ripensare tutto. Quindi è un misto di economista "ortodosso-americano" per la moneta e debito e "rivoluzionario-ecologista" per la crescita economica, lavoro, PIL e il resto.

Si tratta di uno molto intelligente e molto serio e che dice molte cose sensate. Purtroppo non vuole fare niente per la moneta, debito ed euro e non gli interessa la crescita economica (dice letteralmente "non ha più senso...")

Ripeto che Gallegati è uno competente ed è un sollievo che dietro Grillo ci sia qualcuno del genere. Molto francamente dice che nel M5S "..fa tenerezza leggere quello che scrivono [su temi economici]...... per questo con alcuni colleghi della Columbia e della Cattolica stiamo preparando dei seminari per i parlamentari del Movimento. Stiamo facendo un salto nel buio, ma non abbiamo alternative» (anche se ha un modo di parlare in pubblico terribile, sembra soffra di qualche forma di dislessia o non so cosa, ma è inascoltabile, anche Grillo lo ha invitato sul palco anni fa alcune volte e poi ha smesso forse per quello)

Si è finalmente imparato oggi quindi che dietro le proposte economiche di Grillo (reddito di cittadinanza, abolizione IMU, tagli di spesa pubblica vari, rimanere nell'euro, rinegoziare il debito pubblico cioè default parziale) c'è un noto prof. di economia, Mauro Gallegati di Ancona che lavora anche a Columbia a NY e dato che ha firmato due o tre paper con Stiglitz quando Grillo diceva "il nostro programma lo hanno fatto economisti della rete,... il premio Nobel Stiglitz.." intendeva che le idee vengono da Mauro Gallegati che è un prof. amico di Stiglitz .

Qui hai un intervista a Gallegati in cui il titolo è "Grillo non ha mai pensato di uscire dall'Euro" (4), comprensibilmente, perchè la ventilata uscita dall'Euro era la parte più radicale delle cose che diceva Grillo in campagna elettorale e Galllegati lo esclude. leggi anche questo sul blog di Grillo del 2002 "La logica di Mr. Spock - Stiglitz e Gallegati" (5)

Leggere un ottima discussione dell'intervista di Gallegati da parte di Seminerio (6) che condivido.

Mauro Gallegati è sicuramente uno molto competente come prof. di economia, ma uno che studia cose astruse di economia finanziaria matematica (7) e non è noto per proposte e previsioni economiche. Come opinione mia sintetica è uno un poco fuori dal mondo economico pratico, non sai se capisca l'economia perchè scrive paper su cose tecniche particolari e non ha mai ad esempio previsto delle crisi o altro, che è di solito il criterio con cui giudici se uno capisce come funziona l'economia (prevedendo come va...!)

Nell'intervista purtroppo, come nota Seminerio, Gallegati indica una posizione che non quadra molto: dice di spendere per il reddito di cittadinanza come in Germania (dove sono 850 euro al mese), ma di rimanere nell'euro perchè "uscire dall'Euro vuole dire impoverire la nazione del -30%)...". E vede il debito pubblico come un peso schiacciante, quindi non capisce la moneta e il debito, diciamo che deve ancora studiare Mosler ad esempio. E' un economista tradizionale per cui si rimane nell'Euro e il debito pubblico è un peso che schiaccia l'economia e devi rinegoziarlo.

Da quello che ho letto (e Gallegati ha scritto quasi niente su queste cose, tutti i suoi paper sono di tipo matematico finanziario che vanno di moda in America) è quindi un economista tradizionale ortodosso sulla moneta e il debito, come sospettavo sentendo Grillo. Quindi niente MMT, niente Alleggerimento Qunatitativo, niente inflazionare, rimanere nell'Euro. Ma se rimani nell'Euro e se pensi che il Debito pubblico sia un peso insopportabile ne segue logicamente che devi dare un default parziale. E Grillo non a caso si è messo a parlarne nei suoi comizi

Banalizzando ora (perchè Gallegati è uno molto serio e intelligente, non un trombone come Boldrin o Allesina o Giavazzi) direi... ahi... ahi... il M5S ha dietro un economista ortodosso "americano" che vuole restare nell'euro e dare default (e farà seminari ora agli esponenti del M5S per spiegare queste cose)

Come mai Grillo delle dozzine di economisti ed esperti che ci sono in giro si affida a Gallegati, solo perchè è sensibile al tema del lavoro giovanile o perchè lo ha incontrato cinque anni fa casualmente ? Il fatto che Gallegati sia "ortodosso" e "americano" sulla moneta, debito, deficit e tasse come si concilia con i discorsi del Grillo di una volta contro le banche, il signoraggio, la grande finanza, la Troika ? (che non a caso si sono smorzati e nel caso del signoraggio e grande finanzia internazionale direi spariti) ?

A mio modesto avviso, quello che di Gallegati attrae Grillo è la sua idea che: «Crescere non si può più e non serve a niente»...«Il modello di sviluppo che perseguiamo dal Dopoguerra è finito. Anche l’Istat sta affiancando al Pil un indicatore diverso, il Bes, benessere equo e sostenibile»..... Quindi se anche l'Italia ha crescita del PIL e del reddito nazionale o della produttività zero o negativa per Gallegati non è un problema. Perchè le misure quantitative del PIL solite a cui tutti guardiamo, produzione, reddito, esportazioni, non hanno più senso, quello che conta è, come dice Grillo, la qualità non la quantità. Questo è un tema molto complicato e interessante: è intuitivamente giusto dire che far girare containers e camion per migliaia di km mezzi vuoti ha poso senso ed è giusto porsi il problema se ci siano misure di benessere diverse e migliori del reddito pro-capite.

Però è molto pericoloso, in un paese che è ora l'unico o quasi al mondo ad essere in Depressione economica, dire come economista del partito che ha preso più voti, che "... beh... se il Pil cala... non conta, importa la "qualità" del PIL...". In altre parole questo diventa facilmente un modo per giustificare l'incapacità di fare qualcosa per le aziende che falliscono a migliaia, la gente licenziata e l'economia italiana che scompare dal novero di quelle importanti e industrializzate ("tanto è solo PIL misurato alla vecchia maniera...")

A mio sempre modesto avviso, pur rispettando il tipo di lavoro tecnico che Gallegati fa, questo "mix" di indifferenza al tema del debito, deficit, moneta ed euro e enfasi sulla crescita zero è letale oggi in Italia. Avremmo bisogno di gente molto più pratica di un astruso economista matematico che ignora i fatti evidenti di fronti a tutti, l'Euro che strangola l'Italia, il tabù del deficit che impone l'austerità a morte. Avremmo bisogno di qualcuno che salva le imprese italiane prima che falliscano e non che gioca con la crescita zero sostenibile... e sull'Euro e il Deficit ripete i soliti luoghi comuni che trovi sul Corriere e il Sole 24ore

(Nota: non che debba importare molto a nessuno, ma avevo pensato di votare il M5S e lo avevo anche scritto per un mese circa e poi ho cambiato idea perchè mi è sembrato che sotto la retorica da barricate di Grillo si celasse un programma economico non diverso dall'austerità sul debito, deficit, euro e tasse. Devo dire che leggendo ora quello che dice Gallegati non mi pento...)

Giovanni Zibordi
Fonte: www.cobraf.com
1.03.2013

1) newrassegna.camera.it
2) http://newrassegna.camera.it/chiosco_ne ... cle=1T4LA9
3) http://www.univpm.it/Entra/Engine/RASer ... TI%20MAURO
4) http://newrassegna.camera.it/chiosco_ne ... cle=1T4LA9
5) http://www.beppegrillo.it/2012/08
/la_logica_di_mr_spock%3Chr%3Estiglitz_e_gallegati.html
6) http://phastidio.net
7) http://videolectures.net/ccss09_gallegati_fcbf/
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Re: Grillo è il niente

Messaggioda mr.spyder » 1 mar 2013, 21:16

!
venerdì 1 marzo 2013
L'economista di Grilllo: niente uscita dall'euro...
Da LA STAMPA

“Non vogliamo l’uscita dall’euro
Pagheranno i super-ricchi”

«Ai miei figli dico sempre: quando muoio mettete il cadavere in frigorifero, e continuate a incassare l’assegno di previdenza. Altrimenti non so se riuscirete a mangiare». Mauro Gallegati, 55 anni, docente di Macroeconomia all’università politecnica di Ancona, da molti indicato come il guru economico del Movimento Cinque Stelle, è uno di quei professori a cui piacciono i paradossi. «Il problema più urgente dell’Italia è che ci stiamo giocando una generazione. I ragazzi fra i 20 e i 35 anni oggi sono lavoratori precari, ma fra trent’anni avranno una pensione da 500 euro. Dobbiamo investire su di loro».

Economista dal curriculum internazionale, collaboratore del Nobel Joseph Stiglitz, Gallegati è stato fra i primissimi sostenitori del blog di Beppe Grillo e ha organizzato insieme al comico genovese il V-Day del 2007 a Bologna. «Sì, è tutto vero. Ma non chiamatemi guru – si schermisce lui, rispondendo al telefono dal suo studio –. Ho conosciuto Beppe durante un suo spettacolo negli Anni Novanta, quando il mio maestro Giorgio Fuà mi incaricò di consegnargli un libro sulle misure alternative al Pil. Siamo sempre rimasti in contatto e quando ha deciso di lanciarsi nell’avventura del Movimento l’ho seguito». Da lunedì pomeriggio tutti lo chiamano per capire se davvero il leader del M5S vuole uscire dall’euro. «Non abbiamo mai detto che vogliamo uscire dall’euro, sarebbe un bagno di sangue e finiremmo come l’Argentina – rassicura lui -. Le strade però sono due: una vera unione politico-monetaria o due zone Euro, una per la Germania e i paesi più forti, l’altra per i paesi più deboli». In queste ore di euforia post elettorale il professore marchigiano sta lavorando a un saggio per MicroMega, scritto a quattro mani proprio con Stiglitz, in cui dovrebbe essere riassunta la filosofia economica dei Cinque Stelle: «Il modello di sviluppo capitalistico che abbiamo conosciuto in Occidente è giunto al capolinea - spiega -. Se volessimo far espandere tutto il mondo ai livelli attuali degli Stati Uniti d’America avremmo bisogno di altri 4-5 pianeti come la Terra». Gallegati ha già in mente anche un programma di proposte politiche: una patrimoniale per i ricchissimi («quelli che possiedono un aereo privato per intenderci»), il reddito di cittadinanza, riformare il diritto del lavoro tutelando il «lavoratore e non il posto di lavoro», andare oltre i sindacati facendo partecipare i dipendenti alla gestione delle imprese. Fantapolitica? Molto dipenderà dalla capacità dei 163 onorevoli a Cinque Stelle di passare dalla protesta alla proposta. «Il primo passo in questa direzione è mettersi a studiare – conclude Gallegati -. Per questo sto organizzando una task force di docenti che tra un mese comincerà a tenere lezioni di economia ai neo-eletti. Mi daranno una mano anche Bruce Greenwald della Columbia University di New York e Jean Paul Fitoussi».


da una ricerchina sugli ultimi 2 nominati nell'articolo salta fuori questo:
Le vie di uscita dalla crisi e la costruzione di un mondo più coeso
http://documentazione.altervista.org/shadow_gn.htm

ps:tenete un secchio vicino al pc durante la lettura
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: Grillo è il niente

Messaggioda sandropascucci » 4 mar 2013, 10:21

«beppE grill0 è filoIGB» [sandropascucci, 2013 ma già dal 2005]
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Re: Grillo è il niente

Messaggioda mr.spyder » 4 mar 2013, 16:01

il titolo trae in inganno...i giornalisti non sanno più cosa inventarsi...sottolineature mie

!
Grillo: «Il prossimo premier sarà Passera» Il ministro: «Io premier? Non una parola»

Beppe Grillo con Gianroberto Casaleggio (Ansa)Beppe Grillo con Gianroberto Casaleggio (Ansa)
Un applauso e strette di mano. Poi la battuta: «Allora, la diamo la fiducia a Bersani? Siamo qui per questo». Il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, arriva all'hotel Universo, a Roma, dove si svolge la riunione con i parlamentari del M5S. Il leader è entrato da una porta secondaria. Intercettato dalla telecamera di Ballarò, ha glissato sulle domande del giornalista. Con abiti scuri il leader del Movimento 5 Stelle ha abbassato lo sguardo ed è entrato senza proferire parola. Lo ha raggiunto il guru della comunicazione del movimento, Gianroberto Casaleggio. Dopo le tensioni dei giorni scorsi, è stato deciso di trasmettere in streaming la riunione di Grillo e Casaleggio con i neoeletti sul blog di Beppe Grillo. Dopo poco più di un'ora Grillo ha lasciato l'incontro, tra i giornalisti si è scatenato il parapiglia con momenti di tensione tra i passanti e la stampa.

I CAPIGRUPPO A CAMERA E SENATO - Davanti ai neoeletti all'hotel Universo, dopo una breve introduzione di Grillo («Siamo compatti e tutti d'accordo per andare sulla nostra strada e cambiare con le leggi che proporremo»), hanno preso la parola il capogruppo al Senato Vito Crimi e la capogruppo alla Camera Roberta Lombardi che hanno invitato tutti i parlamentari a presentarsi e indicare le proprie priorità. Il MoVimento 5 Stelle effettuerà, conferma il blog di Beppe Grillo, «una rotazione trimestrale dei capogruppo e portavoce Camera e Senato con persone sempre differenti». «La scelta dei capogruppo - si legge ancora - sarà operata dai gruppi di Camera e Senato».

IL NOME DI PASSERA - Grillo, nuova star della politica - irraggiungibile dai media italiani, ma prodigo di dichiarazioni con i giornali stranieri - nel frattempo ha chiarito il suo pensiero nelle conversazioni con diverse testate. Intanto, sul sito di Wired Italia e sulla versione iPad del numero di marzo del mensile, pronostica il prossimo candidato premier: «Destra e sinistra erano già alleati prima con Monti - ha detto Beppe Grillo -. Lo saranno ancora con un altro presidente del Consiglio: Corrado Passera». «Non vogliono fare veramente una nuova legge elettorale. Sono già d'accordo per mettersi assieme e governare facendo passare il Movimento 5 stelle come irresponsabile. Ma noi saremmo irresponsabili se ci alleassimo con loro», dice Grillo.

PASSERA: NO COMMENT - Ma il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, non commenta le dichiarazioni di Grillo che ha detto di attendersi che faccia il premier di un governo Pd-Pdl: «E lei si aspetta che io commenti? Non una parola» ha detto a chi gli poneva la domanda, a margine di un convengo alla Bocconi.

«IMPOSSIBILE GARANTIRE STABILITÀ» - Al New York Times Beppe Grillo ha detto invece di ritenere «inammissibile» garantire la stabilità a un futuro governo: «sarebbe come se Napoleone facesse un accordo con Wellington». Nell'intervista Grillo indica come proprio obiettivo quello di spazzare via un sistema che «ha disintegrato il Paese» e costruire «qualcosa di nuovo» in vista di una democrazia partecipativa: «Nelle mani di gente rispettabile possiamo cambiare tutto - ha aggiunto - ma la classe politica attuale va espulsa immediatamente».

EUROPA UNITA - Poi, a dispetto del referendum online proposto sull'euro, ha detto a Wired di essere «a favore di un'Europa unita, ma che sia moderna, che parli la stessa lingua e non undici differenti come accade al parlamento europeo». Il comico genovese parla anche di un'Europa che «non può essere fondata su parole come spread e obbligazioni, ma su temi comuni. Un'Europa che abbia anche un fisco unificato». Il leader del Movimento 5 Stelle cerca anche di tranquillizzare i mercati e gli investitori stranieri sulla possibile ingovernabilità dell'Italia: «Il Movimento 5 Stelle porterà un'ondata di legalità e rispetto per la legge che farà bene all'Italia. Tutti gli imprenditori stranieri, francesi come tedeschi, saranno i benvenuti e potranno investire potendosi finalmente sentire più tutelati e garantiti».

FALLITA - Infine, un giudizio severo su Monti: «Ha toccato i risparmi di famiglie che ora non possono andare avanti perchè non hanno soldi. Come può essere questo il bene dell'Italia e, quindi, anche il bene dell'Europa? Io sono a favore che l'Italia si ricompri il proprio debito estero da paesi come Francia e Germania e negozi nuovamente il tasso d'interesse. In realtà l'Italia è già fallita. Fra un anno non avremo i soldi per pagare le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici. C'è poco da salvare».

La casa del suocero di Grillo a Bogliasco, Genova (Ansa)La casa del suocero di Grillo a Bogliasco, Genova (Ansa)
LA MORTE DEL SUOCERO - Grillo ha preso parte alla convention a Roma del Movimento Cinque Stelle, nonostante la morte del suocero Nosratollah Tadjik, 83 anni. Tadjik, deceduto domenica, era il padre della seconda moglie di Beppe Grillo, sposata nel 1996. L'uomo abitava a Genova, dove si era trasferito da qualche tempo per stare vicino alla figlia e ai nipoti, Rocco e Ciro. Originario di Teheran, era un commerciante di tappeti. Secondo quanto si apprende da fonti vicine alla famiglia, era malato da tempo.

ISPIRATORE - Ritenuto ispiratore di posizioni espresse dalla nuova star della politica italiana in tema di politica estera in generale e dello Stato d'Israele in particolare. «Tutto quello che sappiamo di Israele e Palestina è tradotto in lingue europee e filtrato da un'agenzia internazionale che si chiama Memri. E dietro Memri c'è un ex agente del Mossad», diceva per esempio. «Se un giorno Grillo farà parte del governo italiano - scriveva Menachem Gantz, giornalista di Yedioth Ahronot - il suocero avrà un ruolo fondamentale nella politica estera».


«GIORNALISTI CHE ELEMOSINANO» - Intanto il neodeputato abruzzese Gianluca Vacca scrive su Facebook: «Una massa di giornalisti che elemosinano una dichiarazione, fino a pregarti... Fiducia sì, fiducia no... Come se si trattasse di un quiz!». Il commento è stato postato il suo commento poco prima dell'inizio della riunione dei parlamentari di M5S con Grillo e Casaleggio.


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Re: Grillo è il niente

Messaggioda sandropascucci » 12 mar 2013, 11:08

da: https://plus.google.com/u/0/11294805182 ... 4DP?cfem=1


Gabriele Pierattelli06/mar/2013 (modificato) - Community - M5S Google+ (Blog BeppeGrillo)
L’inesperienza o l’opportunismo dei parlamentari del M5S e di tutti gli altri partiti si sommano e insieme rafforzano il sempre più diffuso sentimento comune che chiunque possa occuparsi di qualsiasi cosa, pur senza avere alcuna preparazione specifica. Che è l’opposto della cultura del merito che pure in tanti, con alterne fortune, hanno invocato in campagna elettorale.
Perchè il talento, la preparazione e l’esperienza contano, e non meritano di essere svilite dalla sfrontata tuttologia che viene quotidianamente esibita dalla nostra classe politica vecchia e nuova.
Assistiamo invece a un rifiuto ostinato della complessità, che retorica ed opportunismo hanno sdoganato definitivamente.

La capacità di filtrare e comprendere informazioni su temi di grande complessità non è innata. Si acquisisce studiando e, ancora di più, svolgendo attività di ricerca scientifica. Senza tali esperienze di studio e di ricerca – molto faticose e spesso ingrate – difficilmente si è capaci di distinguere quali fonti sono attendibili e indipendenti, e di comprendere le tesi complesse che riferiscono.
Il blog di uno studente di economia non ha lo stesso valore del blog di un giornalista economico che non ha lo stesso valore del blog di un economista insignito del premio Nobel. Coloro che rifiutano la complessità credono che sia possibile formarsi un’opinione autonoma con una ricerca di pochi minuti. Invece non fanno altro che cliccare “like” sulla prima opinione che li rassicura.

Urge rottamare la vecchia classe politica così come si necessita di rottamare "questa mandata di parlamentari grillini" con altri meno sprovveduti, più capaci e più meritevoli.
Serve più moralità in politica ma anche più capacità decisionale. Meno corruzione ma anche meno demagogia. Meno soldi ma anche maggior consapevolezza che a problemi gravi ed articolati si risponde non con una casalinga od un politico di carriera ma con un plurilaureato od un tecnico specifico.

Ormai il dado è tratto ed, a questo giro, l'esercito a 5 stelle appare più una armata Brancaleone.
Il classico topolino partorito dalla montagna! Dove sono gli ingegneri, gli economisti o gli avvocati?
Dove sono, in generale, tutti quei "minimo laureati" promessi da Grillo? Ce ne fosse almeno mezzo con un Master dico io!

In verità per esserci sono. Tra i milioni di elettori ci devono essere per forza! Vanno selezionati. Fatti emergere. Candidati. Votati. Sul web. Su Topolino. Dove volete.
Ma vanno scovati al più presto e messi a fianco dei "parlamentari a 5 stelle" di ora ed al loro posto poi. Il prima possibile.

Perchè sennò ci faranno a fette. Prima gli avversari politici. Poi i giornalisti. Poi tutti gli italiani.
E la nostra rivoluzione andrà a farsi friggere. E con essa le speranze di riprenderci il futuro. Qualunque esso sia.

Gabriele. Grillino ma critico.

N. B. la primissima parte di questo commento è liberamente tratta da

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03 ... ta/520570/
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Re: Grillo è il niente

Messaggioda sandropascucci » 12 mar 2013, 11:11

34 commenti

desirè kariny06/mar/2013+1
2
1
Beh...per saper fare giustizia e pulizia nn occorre insegnamento e cultura,ma solo buonsenso e una briciola d'amore per gli altri....se nn hai rispetto per gli altri c'è solo egoismo e nulla più ....i Grillini sapranno valutare,troppe cose da sistemare ,ma la forza è virtù dei giusti e tutto verrà sistemato....almeno lo speriamo.

vincenzo vitale06/mar/2013
+desirè kariny

Gabriele Pierattelli06/mar/2013 (modificato)+1
2
1
dai +desirè kariny e +vincenzo vitale non diciamo fesserie... io sono dei vostri ma non è mandando un sommelier od una casalinga che si risolveranno problemi di debito pubblico o di lotta alla mafia! Servono persone morigerate ma COMPETENTI.. . Beppe ce le aveva promesse. Ricordate? 

Ruggero Dambra06/mar/2013+1
2
1
Non concordo sul fatto che urga rottamare vecchi e nuovi. I vecchi possono dare la loro esperienza e i nuovi la loro energia e fantasia. È solo questione di volontà di lavorare insieme per il bene comune, invece che pensare solo alle tattiche politiche, in cui i "nuovi" mi sembrano veramente poco nuovi. Voglio dare ancora tempo ai parlamentari M5S, prima di esserne definitivamente deluso.

Gabriele Pierattelli06/mar/2013 (modificato)
+Ruggero Dambra quanta confusione! Ti ricordo solamente che leggi non si propongono in modo bipartisan ma da una parte sola e questo caso, visto che non ci si vuole allegare con noi su un altro, dei grillini... se non sanno neanche da dove cominciare e di cosa si sta parlando mi spieghi come posso venire fuori soluzioni concrete ai problemi reali?
Già fatto di non sapere neppure che per governare BISOGNA VOTARE LA FIDUCIA A QUALCUNO è avvilente e sintomatico.
Se a malapena qualcuno di loro sa leggere la Repubblica od il Sole 24 Ore mi spieghi come si può affrontare i problemi di lavoro di disoccupazione, didiritto pubblico, di Finanza?
O credi che la scuola, la sanità e le piccole imprese si aiutino con la creatività? Io ho votato m5s per avere gente nuova ma capace! Non un banda di improvvisati (alcuni hanno preso solo poche decine di voti da amici o familiari) che sicuramente non conoscono un acca di politica!
Moralizzatori va bene. Ma improvvisati no per dio!
Diventeremo lo zimbello europeo se non gli mettiamo dei competenti angeli custodi. A meno che non siano li solo per attuare il programma di qualcun altro... che non andrebbe bene comunque. 

desirè kariny06/mar/2013
+Gabriele Pierattelli ti ricordo che ad oggi siamo stati governati da incompetenti e se adesso ci sarà chi lo farà,anche senza competenza ,ma con criterio sarà sempre una vittoria conseguita sù un terreno difficoltoso...la pazienza dev'esserci....quella nn deve mancare ! 

Gabriele Pierattelli06/mar/2013 (modificato)
+desirè kariny tu hai tempo? Beata te che sei fortunata a non avere i problemi che affligono milioni di italiani senza un lavoro, artigiani sul lastrico ed imprese fallite.
L'italia non ha tempo.
Fare il politico non è come fare il presidente di calcio che una mattina ti svegli e fai giocare i giovani per risparmiare o per punire i vecchi attaccanti che non si allenano.
Se ci sono giovani capaci bene. Sennò andremo in serie B


Achille Serra06/mar/2013+1
2
1
Le persone capaci e volenterose possono fare qualsiasi cosa. Anche meglio di persone esperte ma demotivate ed in malafede à

Achille Serra06/mar/2013+1
2
1
+Gabriele Pierattelli di tempo ne abbiamo perso fin troppo con dei saltimbanchi,buffoni che ci hanno governato fino ad oggi riducendoci sull'Astico. Ora non puoi prendertela con chi ha intenzioni reali e serie (vedi il parlamento siciliano) di voler e potere cambiare le cose. Ci vuole tempo e pazienza +desirè kariny .

Achille Serra06/mar/2013
+Gabriele Pierattelli di tempo ne abbiamo perso fin troppo con dei saltimbanchi,buffoni che ci hanno governato fino ad oggi riducendoci sull'Astico. Ora non puoi prendertela con chi ha intenzioni reali e serie (vedi il parlamento siciliano) di voler e potere cambiare le cose. Ci vuole tempo e pazienza +desirè kariny .

desirè kariny06/mar/2013+1
2
1
Nn si può volere tutto e subito,ancora c'è tempo per poter stabilizzare la situazione.la gatta frettolosa fa i gattini ciechi....diamo tempo al tempo ! siamo stati nel fanco fin'ora,adesso cerchiamo di pazientare un pò....cavolo....nn si può aver fretta sù cose così impotrtanti....io nn ho lavoro e ho bisogno di tante cose...nn sono tra le rose !

Milena Nosari06/mar/2013+1
2
1
Buongiorno: concordo in parte con quello che dice e Le porgo una domanda: Lei invoca gli avvocati, gli economisti e gli ingegneri perché più preparati, a torto o a ragione. Ma non crede che, per quanta preparazione possano avere, sarebbero in grado di rubare anche loro? Per saper ingannare la gente non ci vuole una laurea.

Gabriele Pierattelli06/mar/2013 (modificato)
+desirè kariny io paziento anche ma se chi ci rappresenta è incapace lo capisco da me e subito! Non servono mesi. O forse ti aspetti che uno stonato canti a teatro nel giro di pochi mesi?
Quando li ho votati pensavo che fossero state selezionate persone in grado di fare qualcosa di concreto. Di ragionare. Con esperienza in vari campi. Così ci era stato detto! Invece sono usciti fuori tecnici, ragionieri, disoccupati, casalinghe, somelier.... gente che fino a ieri a stento capiva ciò che leggeva sul giornale. Non ci siamo.... Non ci siamo per nulla. In più Grillo si mette a fare il difficile ed a rifiutare collaborazioni fattive! Lui può permettersi di giocare a lascia o raddoppia.... non io... non tu... non l'Italia... vedrai come ci massacrano i mercati... 

Milena Nosari06/mar/2013
Ciao, non ti dispiace se ci diamo del tu? Ok. Da quando ho cominciato a votare (tanti anni orsono) di gente ne ho vista andare su al governo. Non li definirei come incapaci, pur ammettendo che qualcuno ci è. Per come la penso c'è una incapacità generale di sapersi mettere d'accordo all'unisono. Mi spiego meglio: è così difficile sedersi ad un tavolo e concordare insieme sul da farsi? E' sempre stato così. Tutti promettono tutto e poi si dilunga con un battibecco dietro l'atro tra maggioranza ed opposizione. Non concludendo nulla. Anche il peggiore dei cantanti potrebbe, se volesse, scrivere un'opera. 

Paola Rossi06/mar/2013
+Gabriele Pierattelli Mi risulta che quel sommelier è laureato in ingegneria . A te no ? Non che abbia importanza ,solo per risponderti . Mi risulta anche che il 90% di loro abbia conseguito una laurea . Neanche questo mi sembra importante , ma semplicemente per risponderti . Grillo non ha la bacchetta magica e non ha mai promesso il cielo in terra . Direi che è un pò presto per dire che gli eletti del M5S siano incapaci . 

Gabriele Pierattelli06/mar/2013 (modificato)
+Milena Nosari non capisco dove vuole arrivare... qui non si tratta di scovare qualche "incapace che non rubi" ma qualcuno "capace che non rubi".... Non dovevano essere tutti così?
Lei sarebbe soddisfatta di avere un professore non laureato che insegni matematica a suo figlio? Andrebbe a curarsi da un medico fai da te? Comprerebbe una macchina da un azienda senza ingegneri? 

Paola Rossi06/mar/2013
+Gabriele Pierattelli Doveva anche essere "fuori i ladri " . Purtroppo non abbiamo la maggioranza . 

Milena Nosari06/mar/2013 (modificato)+1
2
1
+Gabriele Pierattelli Su questo hai ragione. Quello che voglio semplicemente dire è che "il capace che non ruba" non necessariamente deve essere laureato. Anche la mente più semplice può fare grandi cose.

Gabriele Pierattelli06/mar/2013 (modificato)
+Milena Nosari mi spieghi come si occuperanno di cose che non conoscono e risolveranno problemi di cui ignorano non solo la soluzione ma la complessità e l'esistenza? Anche mia nonna è brava, non ha studiato ed ha la mente semplice.... e per questo è in cucina a fare il sugo! 

Milena Nosari06/mar/2013 (modificato)
Ciao, mi piace battibeccare con te (in senso scherzoso). Allora: come faranno personalmente non ne ho idea. Mi piacerebbe essere li per osservare. Dico una cosa: se delle persone riescono a farsi votare e ad andare al parlamento è perché dell'argomento ne sanno qualcosa. Secondo me, a torto o a ragione, conoscono bene quali sono i problemi e relative complessità altrimenti non potrebbero neanche discuterne. Il vero problema è mettere in pratica i propositi: riuscire a raggirare gli ostacoli con il nostro paese nei confronti degli altri paesi.
Tua nonna saprà fare anche altro oltre al sugo.

Gabriele Pierattelli06/mar/2013
Cara Milena... ne ero convinto anche io... Poi sono andato a vedere chi sono e come sono stati eletti ed ho scoperto che sono quasi tutti non laureati, inesperti, disarmanti nella loro ingenuità! Io capisco che ormai possano "un minimo" intendersi di quei pochi temi che portano avanti da anni ma sugli altri ( altrettanto fondamentali per il paese) non sanno che pesci prendere! Capisci anche tu che la cosa non è sostenibile.... 

Gabriele Pierattelli06/mar/2013
Guarda tu stessa.... è roba da ricovero!
http://daily.wired.it/news/politica/201 ... 23993.html

Paola Rossi06/mar/2013
+Gabriele Pierattelli Che tonta !!!!! :-) Ora ho capito . Sono davvero stupida ;-) 

Gabriele Pierattelli06/mar/2013
+Paola Rossi ?? 

Antonio Buonanno06/mar/2013+3
4
3
Scusami se ho capito bene essendo ignorante in materia,
ma tu stai dicendo che solo chi ha titoli di studio può essere votato perche' dovrebbe essere più intelligente di uno che invece non ha titoli.
Ma credo che tu abbia ragione in parte ,anche perche' conosco laureati che sono dei veri caproni e che non sò come abbiano fatto a prendere quel pezzo di carta, e scusami se ti faccio notare che non ci sia bisogno di essere degli illuminati per diventare un politico ma gente veramente decisa ad aiutare senza scendere a compromessi,
credo veramente a questo movimento e mi spiace che qui a san ferdinando di puglia non ci sia ma se dovesse nascere io sarei il primo della lista....ricordandoti che ho solo una qualifica.
Secondo me l'ignorante non è colui che non ha titolo ma colui che crede di essere più intelligente degli altri !
E molti dei nostri politici non vanno avanti per la loro intelligenza ma per il loro portafoglio che si gonfia sempre di più a dispetto di chi ci tiene veramente a noi ITALIANI.
Spero di essermi espresso bene (sono uno dei tanti ignoranti ),
e nulla togliere a coloro che hanno tanti anni di studio e sacrificio sulle spalle e poi alla fine sono costretti a fuggire all'estero per dimostrare le loro capacità,quando li potremmo tenere qui in italia al servizio del bene comune.
GRAZIE

Massimo Bianchi06/mar/2013+1
2
1
poi secondo me non dobbiamo trascurare che i nostri rappresentanti eletti hanno messo la faccia subito davanti ai mass media pur essendo completamente inesperti e quindi hanno dato la possibilità di essere giudicati da chiunque.mi sarebbe piaciuto vedere i vari bondi,buttigione,calderoli,per citarne qualcuno che mi viene in mente e li considero teste di cazzo tutt'ora se fossero stati sotto i riflettori appena eletti con interviste,pubblicazioni video, che immagine avrebbero dato alla popolazione (ci siamo accorti di loro dopo anni che èrano dentro e hanno avuto il tempo di rodarsi) e non dimentichiamoci neppure che stiamo rischiando di avere gente dentro come il trota...non so se mi sono spiegato bene

Ferdinando Mancini06/mar/2013+2
3
2
Nessuno nasce imparato, e il metro di merito della meritocrazia usata fino ad oggi è servita solo a fare Casta burocratica e politica iperpagata. I ragazzi del movimento vanno sostenuti e protetti dai furbetti, marchioni della consorteria politica dominante ancon oggi. Preferisco un giovane in parlamento che può anche sbagliare per impreparazione ma che sa arrossire che questi soloni che ci hanno spolpato fino all'osso 

Massimo Bianchi06/mar/2013
e se non arriviamo a trovare soluzioni in vari campi possiamo sempre chiedere a nazioni che funzionano bene come svezia danimarca ecc, :come avete fatto voi a far funzionare questo e quell'altro? bene lo adottiamo anche noi e bello che risolto il problema (questo è un mio pensiero )

Milena Nosari06/mar/2013+1
2
1
+Gabriele Pierattelli Ciao, ho letto l'articolo. Questo è un argomento che richiede molto tempo di discussione, potremmo stare giorni a "chattare" in merito. Concludo per oggi dicendo "stiamo a vedere cosa succede". Personalmente non sono contraria ai giovani in parlamento, mi auguro che possano insegnare qualcosa di buono ai soliti "bacucchi" che ci governano da anni. Buona giornata.

Gabriele Pierattelli06/mar/2013
+Milena Nosari un buon programma di interventi economici e politici non è fatto solo di buonsenso e passione ma di competenze ed esperienza. Già in Italia è difficile governare per mancanza di un vero bipolarismo , già gli italiani SONO ingovernabili a causa di mille opportunismo politici, già tentiamo di aggirare ogni legge e travalicare ogni regola. Già mafia, corruzione, lobby sto, ignoranza, povertà ed assistenzialismo impediscono che buone leggi si rendano efficaci per tutti.

Ti immagini cosa accadrebbe se a governare non fossero "politici corrotti, poco capaci capaci ma esperti" ma persone comuni, sincere ma totalmente incapaci!?? Sarebbe il disastro totale.

La conoscenza degli iter parlamentari, degli effetti del bicameralismo sulle proposte di legge, la preparazione su temi specifici di giurisprudenza, costituzionalismo, economia del lavoro, funzionamento della sanità e del mondo scolastico SONO NECESSARI E NON SEMPLICI ORPELLI di cui fare a meno.

I grillini sono laureati per l'88%... bene. Ma in cosa?!? Ingegneria? Psicologia? Chimica? Che diavolo c'è ne facciamo? Anche ove ci fosse un medico ad occuparsi di sanità pensi che senza l a necessaria esperienza sappia mettere le mani in un carrozzone miliardario?!?
Pensi che qualcuno di loro abbia solo la vaga idea delle ripercussioni ECONOMICHE, POLITICHE E SOCIALI dell'attuazione di una qualsiasi delle loro proposte?

Facciamo il caso Sicilia! Secondo te l'abolizione delle province è un provvedimento dannoso oltre che inutile? Serviva davvero? Eradicherà la mafia? Allieterà i problemi dell'isola. O banalmente non servirà ad una beata mazza se non a fare demagogia?

L'italia non può permettersi di attendere che i bambini finiscano di giocare al piccolo chimico. La baracca salterà in aria prima...


Gabriele Pierattelli06/mar/2013
+Massimo Bianchi non basta fare un "copia incolla" dalla pagina internet degli altri paesi. Esistono differenze di bilancio e culturali, regole fiscali, economiche, sociali, strutturali, demografiche e pure geografiche e burocratiche! Sarebbe troppo semplice. Ripeto. Problemi complessi esigono risposte complesse. 

Milena Nosari06/mar/2013
+Gabriele Pierattelli Caro Gabriele, "ammazza" quanto scrivi. Ci ho messo un bel po' a leggere il tuo post. Ribadisco: con alcune cose che dici concordo e con altre no. Ognuno ha la sua opinione. Io rispetto le tue. Per quanto mi riguarda (magari parlo anche da ignorante) la baracca è già saltata in aria da un pezzo. Io accetto ben volentieri chiunque sia in grado di farci uscire dalla crisi. Tutto qui. CIAO

Gabriele Pierattelli06/mar/2013
+Milena Nosari spero tu abbia ragione e che le mie restino paure infondate ...

Sandro Pascucci11:04Modifica
chi visse sperando morì cagando, lo russo, isola dell'egeo che non conta un cazzo [cit.]
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Re: Grillo è il niente

Messaggioda sandropascucci » 12 mar 2013, 11:19

l'originale, più interessante:

:

:

Movimento 5 Stelle, Google non basta
di Fabio Sabatini | 5 marzo 2013Commenti (1050)
Più informazioni su: Beppe Grillo, Elezioni Politiche 2013, Merito, Meritocrazia, Movimento 5 Stelle, Parlamentari.

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Ieri, in diretta streaming, abbiamo conosciuto i parlamentari del Movimento 5 Stelle. In molti abbiamo provato un certo disagio apprendendo che Alessandro da Roma, avendo lavorato nella cooperazione, intende occuparsi adesso di economia e che Diego da Lecce, in quanto sommelier, si occuperà di agricoltura.


Riconosco che, se a fare una telegrafica presentazione di sé fossero stati chiamati i parlamentari dei partiti “tradizionali”, in buona parte dei casi lo spettacolo non sarebbe stato migliore. Che cosa avrebbero raccontato delle proprie esperienze politiche e aspirazioni istituzionali personalità come Mara Carfagna, Domenico Scilipoti o Gabriella Carlucci al loro primo ingresso in Parlamento?

Ma questo non allevia il mio disagio, anzi lo aumenta. Perché l’inesperienza o l’opportunismo dei parlamentari del M5S e di tutti gli altri partiti si sommano e insieme rafforzano il sempre più diffuso sentimento comune che chiunque possa occuparsi di qualsiasi cosa, pur senza avere alcuna preparazione specifica. Che è l’opposto della cultura del merito che pure in tanti, con alterne fortune, hanno invocato in campagna elettorale.

Come tutti i miei colleghi ho conseguito una laurea in economia, un dottorato di ricerca in economia, svolgo attività di ricerca economica e insegno economia all’università. Ma credo che dovrò studiare ancora molto prima di essere pronto a occuparmi di economia a un livello tanto elevato, quello delle istituzioni, al quale adesso legittimamente si troverà a operare Alessandro da Roma. Se per assurdo, da un giorno all’altro, fossi investito di una responsabilità istituzionale, mi farei aiutare, consigliare e in parte anche guidare da colleghi più esperti e più bravi di me, con competenze più specifiche delle mie. Dal professore che ha supervisionato il mio assegno di ricerca all’Università di Siena, per esempio, che ha una capacità di interpretare i fenomeni economici e sociali superiore alla mia. O dal mio collega che dopo aver concluso il dottorato in Italia ne ha conseguito un altro a New York, e possiede per questo delle categorie interpretative che a me mancano.

Perché il talento, la preparazione e l’esperienza contano, e non meritano di essere svilite dalla sfrontata tuttologia che viene quotidianamente esibita dalla nostra classe politica vecchia e nuova.
Perché non sempre uno vale uno, almeno quando ci sono da svolgere determinate funzioni. Riconoscere che un sommelier non può occuparsi proficuamente di agricoltura (proficuamente per il paese, si intende), e accettare che una soubrette abituata a ballare seminuda nei salotti televisivi non è la persona più adeguata a guidare il Ministero delle Pari Opportunità, sono passi importanti e simbolici nella costruzione di una cultura del merito.

Assistiamo invece a un rifiuto ostinato della complessità, che la retorica di Grillo ha sdoganato definitivamente. Tante volte mi è capitato di leggere, in dibattiti di economia online (su Facebook, su Twitter, sui blog e nei rispettivi commenti), frasi del tipo “ho fatto una ricerca su Google e in un attimo ho scoperto la verità”. La capacità di filtrare e comprendere informazioni su temi di grande complessità – come, per esempio, le conseguenze dell’uscita dall’Euro – non è innata. Si acquisisce studiando e, ancora di più, svolgendo attività di ricerca scientifica. Senza tali esperienze di studio e di ricerca – molto faticose e spesso ingrate – difficilmente si è capaci di distinguere quali fonti sono attendibili e indipendenti, e di comprendere le tesi complesse che riferiscono.

Il blog di uno studente di economia non ha lo stesso valore del blog di un giornalista economico che non ha lo stesso valore del blog di un economista insignito del premio Nobel. Coloro che rifiutano la complessità credono che sia possibile formarsi un’opinione autonoma con una ricerca di pochi minuti. Invece non fanno altro che cliccare “like” sulla prima opinione che li rassicura.

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