Il bisogno di un consumo ciclico

..quello che ti passa per la testa. Ma sempre in ottica "sociale".
Luca Mencaroni
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Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Luca Mencaroni » 8 giu 2010, 17:14

I ruoli delle persone in un sistema monetario sono sinteticamente suddivisi in tre categorie:
Il lavoratore dipendente, il consumatore e il datore di lavoro (o proprietario/produttore)
Il lavoratore dipendente svolge compiti per conto del datore di lavoro in cambio di uno stipendio, o pagamento monetario, mentre il datore di lavoro vende un bene o un servizio al consumatore per un profitto.
In compenso, sia il datore di lavoro che il lavoratore dipendente ricoprono il ruolo di consumatori, utilizzando i pagamenti monetari (stipendi e profitti) che ottengono per acquistare beni e servizi importanti per la loro sopravvivenza.
L'atto di acquistare beni e servizi, che è poi il ruolo del consumatore, è ciò che consente al datore di lavoro di fare il suo profitto, permettendo nello stesso tempo il pagamento dello stipendio al lavoratore dipendente.
In altre parole, è la necessità di un perpetuo 'consumo' che permette al datore di lavoro di continuare a fare affari, e al lavoratore dipendente di conservare il posto.
Ora, è importante capire che questo ciclo pagamento-consumo (o 'consumo ciclico') non può fermarsi, altrimenti l'intera struttura economica crollerebbe, poichè i soldi non arriverebbero al datore di lavoro, che a sua volta non potrebbe pagare il suo lavoratore dipendente, ed entrambi non sarebbero più in grado di perpetuare il ciclo nel ruolo di consumatore.
Conseguenze:
1 - Nulla di fisicamente prodotto può mai avere un'aspettativa di vita (durata operativa) più lunga di quanto il sistema possa sopportare al fine di mantenere un'integrità economica attraverso il 'consumo ciclico'.
In altre parole, ogni 'bene' prodotto deve rompersi entro un suo tempo specifico, così da permettere alla circolazione finanziaria di continuare a sostenere i giocatori (consumatori/datori di lavoro/lavoratori dipendenti) nel gioco.
Questa caratteristica può essere de nita come: Obsolescenza Pianificata.
L'obsolescenza pianificata può, in linea di massima, generarsi in due modi:
Intenzionale: deliberata mancanza di ecienza in modo che il prodotto in questione si rompa.
Consequenziale: scorciatoie prese nella produzione in vista di un maggior profitto, di solito sotto forma di materiali economici/bassa qualità di progettazione, per risparmiare denaro e costringere i clienti a un nuovo acquisto.
Questo si traduce immediatamente in un prodotto di qualità inferiore. [es. l'uso di materie plastiche per contenere componenti elettroniche è meno costoso per azienda e consumatore, ma la durata di questo materiale è molto inferiore, per fare un esempio, al titanio, che è molto più costoso]
2 - Devono essere costantemente proposti nuovi prodotti e servizi per mettere fuori gioco un'eventuale crescita di effcienza della precedente generazione, indipendentemente dalla sua utilità funzionale, generando rifiuti senza soluzione di continuità.
In altre parole, i rifiuti sono un sottoprodotto deliberatamente generato dall'industria per la necessità di mantenere un 'consumo ciclico'.
Ciò significa che il prodotto sostituito/obsoleto viene espulso, spesso nelle discariche, inquinando l'ambiente.
La costante diversificazione accelera l'inquinamento.
Il bisogno di consumo ciclico, che potrebbe essere considerato il 'motore' dell'intero sistema economico, è intrinsecamente pericoloso e corrotto, essendo per sua natura incompatibile con la massimizzazione di pratiche ambientalmente sostenibili.
La costante ricreazione di prodotti di qualità inferiore provoca lo spreco delle risorse disponibili e inquina l'ambiente.
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Umiltao

Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Umiltao » 8 giu 2010, 22:49

Mancano i fattori fondamentali moneta come costo, moneta fruttifera e moneta autodistruttiva (o dissipativa, che dir si voglia) nella tua analisi, sia nel settore privato che soprattutto nel settore pubblico.

In presenza di moneta-costo fruttifera a durata programmata (sottocaratteristiche che identificano l' attuale moneta-debito bancaria) l' ultima cosa a cui si pensa è la sostenibilità umana e ambientale, proprio perché tali sostenibilità obbligano a investimenti costosissimi e a lungo periodo che pure necessitano dell' avvallo del sistema bancario, dato che solo esso decide se dare moneta come, quando, per quanto e in che quantità (politica monetaria e qualità dei finanziamenti).

Dobbiamo aspettare altre Bhopal o altre Cine o altre Marghere o altre Campanie o Calabrie per menefreghismo monetario e per delega a IGB©...?!?

Dobbiamo rimanere sudditi per l' Eternit¹[à]...?



¹ Non contenti dei danni immani facevano pure gli spiritosi...! :evil:

Francesco Fata
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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Francesco Fata » 9 giu 2010, 10:42

E' chiaro, Luca, che ciò succede a causa della mancanza di sovranità monetaria in mano alla collettività (stato).
In presenza di questa, invece, pur restando legittimo il giusto e dignitoso guadagno dell'imprenditore privato, tutta la parte degli investimenti e spese "sociali" sarebbe a carico dello stato che quindi le "pagherebbe" a costo zero per la collettività, emettendo la moneta necessaria per avere tecnologie pulite o laddove non possibile per investire in riciclaggio e riutilizzo "serio", per avere energia e beni primari per tutti, per dare occupazione a chi non ce l'ha (che diverrebbe anche un dovere sociale per le persone), dare una sanità accessibile a tutti e fare finalmente ricerca vera....e così via!
Il costo zero di questa emissione statale della moneta è data dal fatto che essa sarebbe libera dall'interesse e libera dal meccanismo "dissipativo" della restituzione tramite tassazione a fini di distruzione della moneta stessa come detto da Vito.

Con la sovranità monetaria al popolo, se non si potranno fare alcune cose buone, non sarà per mancanza di denaro ma, al limite, per mancanza di persone [Francesco Fata 2010]
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Luca Mencaroni » 9 giu 2010, 11:30

sono d'accordo con voi che il problema è la mancanza di sovranità monetaria.
Il mio discorso era solo per sottolineare la presenza di una obsolescenza nella produzione dei beni, sperando che ,una volta eliminato questo sistema usurocratico, possa essere ridotta anch'essa.
;)
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domenico.damico

Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda domenico.damico » 9 giu 2010, 12:15

Francesco Fata ha scritto:Con la sovranità monetaria al popolo, se non si potranno fare alcune cose buone, non sarà per mancanza di denaro ma, al limite, per mancanza di persone [Francesco Fata 2010]


meglio... di persone valide et oneste e/o di materie prime...

Ciò che succedeva in URSS...

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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Francesco Fata » 9 giu 2010, 12:26

Certo che potrà essere ridotta in quanto ora, questa "obsolescenza pianificata" è dettata da quello che gli "esperti" chiamano "crescita continua", crescita che riguarda però solo il profitto e non la parte umana, sociale, ambientale. Per cui questa crescita continua del profitto è obbligatoria in quanto c'è "l'interesse" da pagare sull'emissione monetaria, che si traduce in tasse (per pagare l'interesse [ma anche il capitale] sul debito pubblico) e in interessi passivi (per pagare il costo dei prestiti privati).
Inoltre la sovranità monetaria al popolo porterebbe a una migliore razionalizzazione delle attività lavorative, nel senso:
comincerebbero a nascere molte più ditte che si occuperebbero (pagate dallo stato con moneta sovrana) di tutte quelle attività di importanza sociale che oggi sono carenti o inesistenti andando ad attingere personale da tutte quelle ditte che oggi fanno prodotti assolutamente inutili (almeno nella quantità per tipologia). Quanti tipi di cellulari o altro esistono oggi che sono praticamente uguali nello svolgere la loro funzione? Quanto personale potrebbe essere utile in ditte che invece si occuperebbero di attività molto più serie?
Ecco...la riconversione dell'impresa, da industriale a eco/socio/umana.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Francesco Fata » 9 giu 2010, 12:32

domenico.damico ha scritto:
Francesco Fata ha scritto:Con la sovranità monetaria al popolo, se non si potranno fare alcune cose buone, non sarà per mancanza di denaro ma, al limite, per mancanza di persone [Francesco Fata 2010]


meglio... di persone valide et oneste e/o di materie prime...

Ciò che succedeva in URSS...


Sul "valide e oneste" posso essere d'accordo (ma un cambio di sistema monetario farebbe diventare tutti più onesti mentre farebbero emergere molti validi che oggi non riescono). Sulle materie prime non penso manchino!
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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda domenico.damico » 9 giu 2010, 12:37

D'accordissimo a livello mondiale.

Ma la Finlandia morirebbe di fame senza importare cibo (che non sia merluzzo e patate) ...

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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Francesco Fata » 9 giu 2010, 16:34

domenico.damico ha scritto:D'accordissimo a livello mondiale.

Ma la Finlandia morirebbe di fame senza importare cibo (che non sia merluzzo e patate) ...


Io non voglio certo l'autarchia (se esistesse sovranità monetaria a livello internazionale). L'autarchia è utile se sei da solo ad essere in sovranità monetaria.

Poi, per la finlandia non mi preoccuperei...hanno anche la renna (la griglia con le patate sono la morte sua). Piuttosto il Burundi....
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marko

Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda marko » 10 giu 2010, 20:10

I banchieri hanno a che fare con i numeri ed i numeri sono infiniti.
La loro deformazione professionale li porta ad aspirare ad una ricchezza sempre maggiore.
La loro è una continua tensione verso l'infinito monetario.
Questa follia è contagiosa e si dirama nella società tramite l'associazione denaro = benessere.
Il consumo ciclico è il motore che spinge il treno dell'economia.
Viviamo in un mondo guidato da folli:
I politici portano le nazioni verso un debito pubblico infinito.
La popolazione deve lavorare in eterno per pagare tasse infinite.
Le banche accumulano crediti infiniti.

[Se vi siete nauseati per la cacafonia del termine infinito sappiate che è voluta.]

Un giorno un bambino si accorgerà che le risorse naturali sono finite... ed allora potra dire " il banchiere è nudo" !

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marcos

Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda marcos » 16 giu 2010, 17:06

Grazie Vito, grazie Francesco, per la sintesi e per aver di nuovo sottolineato come il Signoraggio sia la causa di tutti i mali sociali.

La cosiddetta "decrescita felice" è inattuabile senza una riforma monetaria, e in più sarebbe inutile una volta raggiunta la sovranità della moneta: a quel punto la sostenibilità (ambientale ad esempio) potrebbe essere raggiunta tramite il finanziamento della ricerca e l'applicazione delle nuove tecnologie su larga scala (attualmente irrealizzabile a causa del sistema debito).

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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Francesco Fata » 16 giu 2010, 17:41

Sono contento che dalla sintesi che hai fatto, è chiaro che hai capito il succo di tutto.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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marcos

Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda marcos » 16 giu 2010, 17:53

Grazie, ora che vedo Vito con scadenza settimanale apprendo quasi per osmosi tutto quello che c'è da sapere sulla moneta-debito-costo-dissipativa-bancaria!

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MrDrago88

Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda MrDrago88 » 16 giu 2010, 18:22


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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda enricogrosso » 29 lug 2011, 10:01

E l'avidità dell'uomo non la vogliamo considerare?
“Il mondo non ricompensa onestà e indipendenza,bensì obbedienza e servilismo”
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Umiltao

Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Umiltao » 1 ago 2011, 21:34

L' avidità umana è un atteggiamento positivo poiché di base è l' effetto dell' istinto all' autoconservazione e all' autodifesa da minacce che vengono e possono venire dall' ambiente.
E' tipico di ogni essere vivente e pure le coalizzazioni tra esseri viventi diversi - simbiosi - rientrano nella logica dell' autoconservazione-autodifesa.

Il Sistema Monetario che abbiamo è ideologico e oggettivamente stupido poiché, come già detto anche in altra sede:

1. nacque male poiché partì o si incagliò strada facendo con la grave confusione tra tempo e materia che portò a dare credito al valore SOLO come dimensione della materia, ovvero "un oggetto vale perché è un oggetto che vale" e in particolare "l' oro vale perché è oro", con l' aggravante-beffa della presa in giro tautologica;
2. gli esseri viventi sono tendenzialmente per istinto naturale dei materialisti tautologici e perciò anche i mammiferi primati superiori sono per natura tendenzialmente dei libertari: per riflesso condizionato materialistico si fa enorme fatica a concepire la creazione dal nulla di valore per effetto di un semplice accordo convenzionale, e ciò è ancora più stridente considerando che ogni valore si crea esclusivamente per convenzione: il valore di tutto™ è esclusivamente una dimensione del tempo e una produzione mentale immateriale, in quanto il valore nasce solo dalla previsione;
3. preso atto delle tare mentali come da punti 1. e 2., il Sistema Monetario a moneta nominale da sempre si comporta come creatore dal nulla di rarità artificiale: la Banca si comporta come se fosse una miniera - politica monetaria restrittiva, privatistica, dispotica e autoreferenziale, che Auriti parafrasava con «la parsimonia dell' usuraio» - e con le aggravanti di aggiungere interessi e distruzione monetaria sul circolante, di conseguenza l' avidità dell' individuo in tali condizioni ambientali plasmate artificialmente non può che essere a sua volta artificiale, patologica, assurda e beffarda, alla pari dell' avidità deformante, sia per il corpo che per la mente, del bestiame da allevamento.

E' direi BANALE a questo punto l' affermazione che la moneta-debito bancaria crea individui-debito, da ogni punto di vista.

E come corollario non ci possono che essere associazionismo-debito e Porsche-debito.

In conclusione, quando si parla di avidità, cattiveria™, morbosità, ecc. occorre sempre contestualizzare e separare gli apporti di ogni condizionamento, non buttarli in un unico calderone alla rinfusa.

Altrimenti, il rischio di tagliare gli attributi al genere maschile o il suicidio per intrinseca cattiveria™ dei primati superiori è sempre dietro l' angolo: inflazione©™®.

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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda kasiacolagrossi » 1 ago 2011, 21:46

L'avidità - desiderio intenso o smoderato? e se smoderato, è un "troppo"?
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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Umiltao » 1 ago 2011, 21:58

Non capisco le espressioni qualitative e specie di una riga.

Troppo, poco, molto, smoderato, intensité©, denotante scarsité© di umilté©, ecc.... che vuol dire?
Mancano i riferimenti. Relativismo a go-go©.

Spiegati meglio. Non inviare sms per i quali riceverai in risposta 911 domande di richiesta spiegazioni [universali in acciaio inox 18/10, almeno].

Sennò siamo a sergioloy Evoluzione 2 debuttante in Corsica.

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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda kasiacolagrossi » 1 ago 2011, 22:05

tu hai scritto un po' di più ma non è "capibile" lo stesso grazie alla voluta complicazione delle cose semplici.

http://it.thefreedictionary.com/avidit%C3%A0
http://it.wiktionary.org/wiki/avidit%C3%A0
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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Umiltao » 1 ago 2011, 22:40

uff..© Ti serve il significato di «avidità» per caso? Se sì, io definisco:

avidità = bisogno di accumulare, con tendenza compulsiva e patologica, come una droga, pure considerando gli altri come concorrenti in accumulo da battere sul tempo

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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda kasiacolagrossi » 1 ago 2011, 22:49

Umiltao ha scritto:L' avidità umana è un atteggiamento positivo poiché di base è l' effetto dell' istinto all' autoconservazione e all' autodifesa da minacce che vengono e possono venire dall' ambiente.


Umiltao ha scritto:avidità = bisogno di accumulare, con tendenza compulsiva e patologica, come una droga, pure considerando gli altri come concorrenti in accumulo da battere sul tempo


più che bisogno direi desiderio, comunque non capisco la positività in tutto ciò (anche confrontando due citazioni) visto che risorse sono limitate.
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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Umiltao » 1 ago 2011, 23:05

No®, stai decontestualizzando. Le frasi hanno due significati completamente diversi, non vanno in contraddizione. Sono due definizioni di avidità: la prima è l' avidità legata al bisogno di soddisfare alle proprie esigenze di base, la seconda è l' avidità come perversione/deformazione mentale legata al bisogno di competere con gli altri in una società assurda che spinge e costringe in una data direzione, non perché ci sono dei condizionamenti naturali, ma in virtù di condizionamenti sociali artificiali, cioè inventati di sana pianta dai partecipanti alla società stessa, perché no anche a livello di pura religione o stregoneria.

Umiltao ha scritto:L' avidità umana è un atteggiamento positivo poiché di base è l' effetto dell' istinto all' autoconservazione e all' autodifesa da minacce che vengono e possono venire dall' ambiente.
= L' avidità umana come comportamento naturale primordiale è un atteggiamento positivo poiché di base è l' effetto dell' istinto all' autoconservazione e all' autodifesa da minacce che vengono e possono venire dall' ambiente.

Invece con:
Umiltao ha scritto:avidità = bisogno di accumulare, con tendenza compulsiva e patologica, come una droga, pure considerando gli altri come concorrenti in accumulo da battere sul tempo
intendo un comportamento umano GIA' deformato dai propri condizionamenti economico-sociali artificiali a livello di sistema (su tutti il PRIMO condizionamento, quello monetario), non dai condizionamenti naturali della vita di sussistenza.

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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda kasiacolagrossi » 1 ago 2011, 23:28

Umiltao ha scritto: la prima è l' avidità legata al bisogno di soddisfare alle proprie esigenze di base


di uno che vuole soddisfare le proprie esigenze di base si dice avido? forse ho problemi linguistici.

e uno avido come si definisce oggi/ieri/alla base, che parola c'è per descriverlo...? nel senso, la parola corretta...
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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Umiltao » 2 ago 2011, 0:00

Ho dato due definizioni di avidità, in base al contesto.
La prima, se ti fa schifo, tradicila con "pararsi il culo meglio di altri in condizioni di rarità naturale di qualcosa di indispensabile per vivere" o espressioni simili.
La seconda è chiara, ho dato anche troppe spiegazioni. Le spiegazioni all' avidità moderna stanno in tutto il forum, tra l' altro, dato che è una semplice conseguenza dell' economia condizionata da IGB©.
Per me l' avidità non esiste se non nei limiti di una vita di sussistenza, in cui si è costretti a competere per accaparrarsi poche risorse naturali a disposizione in un dato territorio, nel caso in cui si è impossibilitati a trovare un accordo per lo sfruttamento oculato delle risorse stesse.

Chi crede ANCORA all' uomo avido perché intrinsecamente avido si suicidi o si eviri. ORA©. :ugeek:

kasiacolagrossi ha scritto:e per uno avido come si definisce oggi, che parola c'è per descriverlo...? nel senso, la parola corretta...
Non so se esiste, non la trovo nel database del chip...

Si portebbe allora definire: uno avido come si definisce oggi = AvidORA!!

Kasia, molte parole per descrivere con poche lettere le situazioni e i concetti che esprimiamo devono ancora essere inventate. Accontentati per ORA™ delle spiegazioni mettendo assieme più parole che già esistono.
Se si usassero singole parole che già esistono si farebbe solo una gran confusione, tra l' altro. Saresti ugualmente costretta a spiegarne il significato.
Già se dici "moneta" è praticamente impossibile farti capire senza scrivere un trattato.

Fai prima a inventarti tu delle parole ad hoc onnicomprensive su ogni concetto espresso. Poi ci mettiamo d'accordo.

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Re: Il bisogno di un consumo ciclico

Messaggioda Umiltao » 2 ago 2011, 21:34

Molte parole sono state inventate dando per scontato che gli individui siano intrinsecamente portatori di vizi e virtù: quindi le parole che descrivono le caratteristiche umane hanno valore assoluto e come tali portano da subito fuori strada chi parla e chi scrive con esse.

Molte parole già nascono come "parole fatte", anti-dialogiche, stereotipi.

Ecco quindi la necessità semmai di inventarsene di nuove per uscire da questa concezione distorta e ingessata del comportamento umano.

Anzi: il solo fatto di abbozzare un' analisi oggettiva di come in realtà si generano vizi e virtù è da sempre considerato come sintomo di empietà poiché dissacrante nei confronti dei pregiudizi e delle droghe sociali inculcati nelle masse dai Signori che stanno al vertice in ogni epoca, per i quali il mettere in evidenza che vizi e virtù NON sono innati nel genere umano MA sono INDOTTI ARTIFICIALMENTE dai condizionamenti socio-ambientali equivale a mettere a nudo definitivamente i Signori stessi e gli strumenti di dominazione di massa con cui operano.
Non è un caso che ogni personaggio, sia storico che letterario, che si battè per la valutazione oggettiva dei rapporti causa-effetto a livello socio-economico, venne fortemente osteggiato se non anche barbaramente eliminato, con le false ma funzionali accuse di:
- bestemmiatore;
- disconoscitore delle Divinità ufficiali di Regime;
- corruttore dei giovani;
- nemico del popolo.

E non è un caso che da sempre a ogni vizio e virtù venga attribuita una Divinità da adorare, proprio in funzione di santificare e mettere per legge il teorema dell' Uomo Cattivo™, per cui cattivi si nasce, non si diventa.

E sempre da qui poi discendono tutte™ le teorie razzistiche, tutti gli odi etnici e l' Etichettismo Storico®.

Passando dalla stregoneria "mistica" a quella più concreta, i processi mentali non cambiano: siamo sempre alle "parole fatte" che descrivono "strutture fatte".

Il primo post di questo thread evidenzia l' allucinazione "religiosa" connessa a un dato sistema economico: ma questa allucinazione è tale SOLO perché chi osserva dall' alto il Sistema e ne riconosce le incredibili falle è da sempre un infinitesimo della massa.
La massa ragiona solo a livello privatistico e locale e percepisce il Sistema come un nemico NON perché è dannoso, ma perché è sconosciuto e non vuole conoscerlo. Non riconosce in particolare le "parole fatte" e le "strutture fatte".

Il costo mentale di cambiare prospettiva e uscire dagli stereotipi è un ostacolo al cambiamento ben più grande dello stimolo al cambiamento proveniente da un danno concreto: meglio morire a causa del danno piuttosto che eliminare i pregiudizi che rigenerano il danno e che ci portano a morte certa.


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