Un saluto a tutti

..quello che ti passa per la testa. Ma sempre in ottica "sociale".
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Un saluto a tutti

Messaggioda Scipione » 6 giu 2010, 15:32

Ciao a tutti , Mi chiamo Giuseppe alias (Scipione) ho 40 anni , una bella moglie , due bei figli , un lavoro normale ed una casa mia . Perchè mi son o iscritto :?:
Perchè mi sono rotto i coglioni di farmi prendere per il culo da quattro analfabeti stipendiati dai bankieri .
Non mi piace molto stare dietro una tastiera, quindi se posso fare qualche cosa in mezzo alla strada datemi delle indicazioni , o da dove cominciare .
Ciao e grazie




Barcollomanunmollo

sandropascucci
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda sandropascucci » 6 giu 2010, 15:39

ciao Scipione,
in effetti come socio PRIMIT potresti adoperarti in "strada" ma la tua iscrizione è,
allo stato attuale, solo relativa al Forum e questo significa che dovrai
per forza di cose operare dietro una tastiera.

Puoi approfittare per studiare un po' di teoria qui e poi,
se ancora ti andrà di scendere in strada,
potrai iscriverti al PRIMIT vero e proprio.

ciao.
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda Scipione » 6 giu 2010, 15:43

sandropascucci ha scritto:ciao Scipione,
in effetti come socio PRIMIT potresti adoperarti in "strada" ma la tua iscrizione è,
allo stato attuale, solo relativa al Forum e questo significa che dovrai
per forza di cose operare dietro una tastiera.

Puoi approfittare per studiare un po' di teoria qui e poi,
se ancora ti andrà di scendere in strada,
potrai iscriverti al PRIMIT vero e proprio.

ciao.



Grazie

sandropascucci
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda sandropascucci » 6 giu 2010, 15:47

prego.

ps:
ricordati di "quotare" solo quando la tua risposta è per un post che non sia quello immediatamente precedente al tuo.
in effetti è inutile quotare chi ti è appena sopra, no?

alla prox.
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda Scipione » 6 giu 2010, 15:54

Grazie di nuovo. Allora ti chiedo come fare a togliere il capellone dal mio avatar .

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda sandropascucci » 6 giu 2010, 15:58

Come iscritto generico sei in un gruppo definito "utente curioso.." e quello è l'avatar fisso. Ogni gruppo ne ha uno. Non è possibile personalizzarli. Così non si perde tempo in EGO-centrismi o follie storico/logiche, come mettere l'avatar di terminator e dichiararsi pacifisti o quello di gandhi pur pesando 135kg nella vita reale o quello di ernesto "che" e poi dire "no, non posso venire alla manifestazione perché è di sabato e io il sabato ho gli allenamenti".

tu che sei uno "da strada" capirai il succo del discorso..
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda Scipione » 6 giu 2010, 16:08

Bene chiaro e conciso . Grazie

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda [marS] » 6 giu 2010, 21:28

Scipione ha scritto:...
ho 40 anni , una bella moglie , due bei figli , un lavoro normale ed una casa mia .
...

Che macchina hai?

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda Scipione » 7 giu 2010, 19:12

La macchina per me è un attrezzo da lavoro , mentre la bocca l'adopero per dare il benvenuto ai nuovi iscritti .

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda kasiacolagrossi » 7 giu 2010, 19:33

allora benvenuto e buon studio.
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda Scipione » 7 giu 2010, 20:42

Grazie molte , mi stò applicando anche se sono un pò capoccione

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda mr.spyder » 7 giu 2010, 22:37

tu mi piaci.
benenuto.
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda sandropascucci » 7 giu 2010, 22:39

confermo, gli piaci. benenuto non lo ha mai detto a nettenuto.
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda mr.spyder » 7 giu 2010, 22:46

...avevo le lacrime agli occhi.scusate.
...i primi 6 messaggi più belli della storia del PRIMIT. (parere mio.)
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda Umiltao » 8 giu 2010, 1:23

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Ecco il nostro col berretto a testa bassa con umiltè© in compagnia della sua stradale, telaio 1 di 1.

L' altra accanto è la sua auto sostitutiva.

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda lillifata » 8 giu 2010, 8:11

Non so se resisterò a non commentare il nono post...vi prego di scusarmi anticipatamente...

OOOmmm....OOOmmmm...

Ho le mani che mi tremano...
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda Scipione » 8 giu 2010, 18:50

Quello che mi ha parlato di voi , mi aveva detto "sono un pò particolari" . Però ora già mi accorgo che forse il grosso del primit sò mezzi matti . Mejo : vuol dire che posso rimanere , altrimenti mi sarei dovuto cancellare .

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda mr.spyder » 8 giu 2010, 18:53

per curiosità ( e per vedere se ci sono altri iscritti dalle tue parti) dove dimori?
ps:potresti scriverlo dopo la firma o nel profilo,così eviti che altri te lo richiedano ;)
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda Scipione » 8 giu 2010, 19:00

Ai castelli romani: Rocca Priora

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda [marS] » 8 giu 2010, 19:13

Scipione ha scritto:Quello che mi ha parlato di voi , mi aveva detto "sono un pò particolari"
...


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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda Scipione » 8 giu 2010, 19:48

Allora c'hò proprio ragione io: mò che centra il tictac ?

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda volahercules » 8 giu 2010, 19:52

ciao scipione contento di vederti in abito verde :mrgreen:

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda Scipione » 8 giu 2010, 19:57

Preciso volahercules , anche al Primit si sono accorti che stò al verde ops.. scusate : arovinato

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Messaggioda sandropascucci » 8 giu 2010, 21:22

Scipione ha scritto:Quello che mi ha parlato di voi , mi aveva detto "sono un pò particolari" .


sì. semo tutti froci..
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Messaggioda mr.spyder » 8 giu 2010, 21:23

Scipione ha scritto:Allora c'hò proprio ragione io: mò che centra il tictac ?


niente.non ti preoccupare.sei stato frainteso. (credo).

ma rimedio così:

"Pillola rossa o pillola blu? Tanto la 'roba' sta nell'acqua del bicchiere che comunque berrai" [sandro pascucci, 2005]
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Messaggioda Scipione » 11 giu 2010, 23:14

Scipione ha scritto:Ai castelli romani: Rocca Priora

Nessun PRIMITivo/a ai castelli romani dunque .
E quello più vicino dove stà ? grazie

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda sandropascucci » 13 giu 2010, 8:48

ce ne stanno ai castelli.. aivoglia.. solo che je pesa er culo scrive..
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda Scipione » 13 giu 2010, 16:51

Non c'è problema, aspetto fiducioso

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda kasiacolagrossi » 13 dic 2010, 13:04

http://www.facebook.com/?sk=messages&ti ... 1682340726

::
PERCHE’ LO STUDIO DEL SIGNORAGGIO E’ FONDAMENTALE?



Il “signoraggio” non è tanto quello “primario”, ovvero quello operato sulla Moneta circolante, ma è soprattutto quello “creditizio” e quello “cartolare”.

Basta considerare, infatti, che ad esempio nel 2006, in tutta la eurozona, circolavano appena € 40 Mld circa e che gli euro “elettronici” creati dal nulla dalla BCE erano circa 6 volte tanto: nemmeno € 300 Mld, dunque, per tutta la eurozona! Si calcola invece che la Moneta creditizia “allo scoperto” creata elettronicamente dal nulla dalle banche è tanta che potrebbe comprare “senza pagare” almeno <span>5 volte</span> l’intero pianeta-terra, mentre è addirittura <span>decine di volte tanto</span> l’insieme dei titoli privi di copertura “reale”, vuoi perché autoreferenti (come, ad esempio, i titoli rappresentativi di indici), vuoi perché quotati a un valore multiplo rispetto a quello che assumerebbe in caso di divisione del patrimonio (quasi tutti i titoli azionari) o rispetto al valore effettivo in caso di realizzo del credito (i così detti junk bond) o perché incorporanti delle semplici scommesse (com’è per i “derivati speculativi”), il quale insieme costituisce una “bolla monetaria speculativa” che ha la medesima capacità di “comprare senza pagare” della Moneta creditizia “allo scoperto” e che, come già detto, è di un ammontare decine di volte superiore a quella.

Il signoraggio cartolare, dunque, è un multiplo consistente del signoraggio creditizio e quest’ultimo è un multiplo esagerato del signoraggio primario, quello estratto dalle banconote cartacee ed elettroniche.

Nell’immaginario collettivo, invece, è il signoraggio primario quello che colpisce di più in quanto il più intuitivo e immediatamente sconcertante.

Il signoraggio creditizio comporta invece uno sforzo intellettuale per essere compreso e quello cartolare uno sforzo ancora maggiore.

Sta dunque a noi divulgarne la conoscenza e ancor di più spiegarne le implicazioni, prima fra tutte la capacità che il signoraggio conferisce alla elite creditizio-finanziaria e ai detentori di cespiti di “comprare senza pagare” beni e servizi prodotti dal mondo del lavoro senza avere minimamente contribuito alla loro produzione. La seconda implicazione è però ancora più importante perché spiega sia come funziona in realtà il capitalismo sia come potrebbe funzionare se si conseguisse il controllo democratico della Moneta “virtuale”: come dimostreremo, infatti, esiste una “circolarità” del sistema che presenta un gap tra i Risparmi di fine-ciclo (20% PIL) e gli Investimenti produttivi di inizio-ciclo (3-5% PIL) che è pari a circa il 15% del PIL e che va colmata con una Domanda di pari importo necessariamente <span>autonoma</span> rispetto al sistema distributivo, pena la impansione progressiva al ritmo dettato dalla quota di gap non colmata. Chi possiede la Moneta virtuale può quindi decidere se “chiudere” o meno il “circolo”, se lasciarlo in parte beante e dove avviare la espansione piuttosto che localizzare la recessione. Il controllo democratico della Moneta consente dunque di finanziare “allo scoperto” questa Domanda “autonoma” e parimenti decidere COSA, QUANTO e DOVE produrre (v. sintesi).

1)cominciamo col dire che è una ristretta elite creditizio-finanziaria internazionale di estrazione medioevale che detiene il monopolio mondiale della creazione della Moneta circolante, creditizia e cartolare “allo scoperto”;

2)questa elite ha usato questa Moneta “virtuale” per “comprare senza pagare” tutto e tutti nel mondo e nel giro degli ultimi 300 anni ha acquistato a gratis con la propria Moneta “allo scoperto” quasi tutte le multinazionali estrattive, energetiche, agroalimentari, industriali e mercantili del pianeta, integrandole in un unico “club” insieme alle banche loro “sorelle”: il “club dei trust finanziarizzati”. Questo “club” ha il controllo di quasi tutte le banche centrali, tutte le grandi banche e quasi tutte le minori, insieme alla quasi totalità delle assicurazioni e finanziarie piccole e grandi. Grazie alla sua Moneta “virtuale” copre qualsiasi buco di bilancio delle proprie imprese scaricando sull’intera collettività il peso delle sue eventuali inefficienze e comunque opera un prelievo illimitato di ricchezza ai danni dei ceti produttivi, un prelievo che è totalmente svincolato dalle sorti della economia “reale”.

3)questa elite controlla altresì tutte e 4 le agenzie di stampa internazionali, tutti i network e media importanti e quasi tutte le altre fonti di informazione, nonché tutte le più grosse agenzie di pubblicità e quasi tutte le restanti, quasi tutti i premi e i convegni scientifici e le commesse alle università, controllando in definitiva tutta la distribuzione piramidale della ricchezza nel comparto scientifico. Ha nel proprio libro-paga un numero sufficiente di membri dei gruppi dirigenti di tutti i partiti e di tutte le organizzazioni di massa, che così controlla insieme alle opposizioni organizzate e perfino alle stesse organizzazioni terroristiche. Controlla altresì pure buona parte dei funzionari pubblici (soprattutto di Interni e Difesa) e dei dirigenti delle imprese private, soprattutto ai livelli più alti, e perfino i vertici di diverse organizzazioni esoteriche, prima fra tutte la massoneria e ciò che sta ancora più in alto rispetto ad essa. In definitiva, controlla pure la politica degli stati, direttamente e indirettamente.

4)grazie alla Moneta creditizio-cartolare questa elite indebita l’intera popolazione mondiale, e, come già anticipato, “compra senza pagare” <span>ciò</span>, <span>quanto</span> e <span>chi</span> vuole, e “colma” a piacimento i buchi di bilancio delle proprie imprese scaricando sul resto della collettività le eventuali inefficienze, prelevando tutta la ricchezza che vuole ai danni dei ceti produttivi.

5)inoltre decide la espansione come la recessione, il loro gradiente percentuale e la loro stessa allocazione geografica, semplicemente allargando o stringendo il credito, consentendo che sia “collocato elettronicamente” presso le proprie banche una maggiore o minore quantità di debito pubblico (v. “c”), nonché variando con la Moneta “virtuale” la massa di acquisti che vengono effettuati “allo scoperto” dalle sue imprese e dai soggetti detentori di cespiti da lei inflazionati speculativamente.

6)nel contempo, manovrando i listini all’ingrosso, i suoi trust determinano il tasso di inflazione (v. “e1”), e, a cascata, determinano pure la distribuzione sociale della ricchezza prodotta.

Difficile non sentirsi degli “dei” con un simile potere tra le mani! Difficile pure dormire saporitamente quando si sa che il proprio potere poggia solo sulla bugia e che basta che venga divulgata perché nasca un vasto movimento per il controllo democratico della Moneta creditizio-cartolare e quel potere si sgretoli! Solo strappando il controllo della Moneta circolante-creditizio-cartolare alla elite che ne detiene oggi il monopolio, infatti, sarà finalmente possibile la eliminazione di ogni forma di signoraggio e, insieme, anche il controllo democratico della Moneta e del <span>tipo</span> di Domanda da finanziare con essa per promuovere la ricostituzione/espansione del sistema (v. sintesi).

Allo scopo serve la nazionalizzazione delle banche centrali (la BCE è una spa, la Fed è un consorzio privato fondato nel 1913 tra le più grosse banche USA e perfino la BdI, in Italia, è una spa, il cui 66%, oltretutto, è detenuto da Unicredit e Intesa) e poi la eliminazione sia della “riserva frazionaria” che del “reflusso bancario”. La prima si elimina elevandola al 100% dei depositi e poi lasciando che il suo rispetto venga controllato da una Banca centrale sottoposta al Tesoro (e quindi al governo, e, conseguentemente, al parlamento). Il reflusso bancario lo si elimina obbligando le banche private ad iscrivere al passivo due poste (e non più una soltanto, come prima) quando prestano Moneta elettronica creata all’istante anziché Moneta propria. In questo modo, alla restituzione, la seconda posta all’attivo pareggia il conto e impedisce che la banca si appropri a costo-zero ed esentasse di un importo pari alla Moneta elettronica che aveva “creato dal nulla” al momento del prestito.

Una volta nazionalizzate le banche centrali e messe in ginocchio le banche private dalla eliminazione del signoraggio creditizio, va creato un polo bancario statale. In Italia sarebbe meglio dire “ri-creare”, poiché si dovrebbe innanzitutto revocare la criminale svendita delle nostre 4 ex banche pubbliche, fatta a prezzi sottomultipli dei soli interessi sui bot ivi collocati e usando quali periti … i periti degli acquirenti! Questo polo bancario assorbirà per incorporazione le banche private ormai colpite a morte dalla eliminazione del loro signoraggio creditizio, che non riusciranno a reggere la concorrenza di un polo pubblico che praticherà tariffe più basse e condizioni in genere migliori sia ai Risparmiatori che ai mutuatari e agli utenti dei servizi bancari “rompendo il cartello” interbancario.

E’ presso questo polo, poi, che andrà “collocato elettronicamente” il nuovo debito pubblico (v. “c”). Per quello vecchio si distinguerà tra i bot “fisici” detenuti dai privati, che verranno convertiti in nuovi bot a bassissimo interesse ma indicizzati al 100% e garantiti dal patrimonio pubblico, e quelli “collocati elettronicamente” presso banche, che verranno “congelati” e convertiti <span>a percentuale</span> in bot che verranno postergati dai 20 anni in su.

A quel punto diventa altresì possibile la riforma del sistema tributario invertendo le aliquote sui Redditi da Capitale (12,5%) rispetto a quelle sui Redditi da impresa (dal 50% in su) e da lavoro medio bassi (20-43%), nonchè il controllo democratico del <span>tipo</span> di Domanda interna da finanziare con il nuovo “deficit spending” che espanderà Investimenti, Occupazione e Reddito: Consumi popolari pubblici e privati, welfare, interventi strutturali e di risanamento del patrimonio idrogeologico, anziché i Consumi di lusso della “casta”, spese faraoniche e di propaganda, spese militari e Consumi di lusso dei ceti beneficiati dalle “bolle speculative” e dalla detassazione passata.

Nel contempo, per impedire che la speculazione interna e internazionale provochi un crack generalizzato di borsa e disintegri l’euro scommettendo al ribasso quantità gigantesche di Moneta “virtuale” moltiplicate dall’effetto “leva” reso possibile dalla liceità del credito alla borsa, si dovrà abbandonare la “deregulation borsistico-valutaria” che oggi lascia Monete e borse in totale balia della speculazione, ripristinando i controlli anti-speculazione vigenti nei vari paesi preunitari fino agli anni ’80:

1)vietando il credito alle operazioni di borsa e consentendo le sole operazioni “a pronti”, vietando le speculazioni di borsa, dichiarando la nullità dei derivati speculativi e tassando le rivendite di titoli a breve distanza di tempo dal loro acquisto. Così si elimina il signoraggio cartolare e si impedisce il riformarsi di “bolle speculative”.

2)introducendo vincoli valutari anti-speculazione per sottrarre il cambio alla speculazione nazionale e internazionale e consentire il controllo centralizzato del cambio, e vincoli anti-delocalizzazione per consentire il controllo governativo delle delocalizzazioni e impedire la de-industrializzazione progressiva della UE da parte delle imprese attratte dalla concorrenza “sleale” praticabile in aree del terzo mondo dove produrre risparmiando senza ritegno su sicurezza, ecologia, retribuzioni e welfare.

3)introducendo il calmiere all’ingrosso e “rompendo i cartelli” (almeno nei settori agroalimentare, bancario, assicurativo, delle utenze e delle imprese strategiche) con le imprese pubbliche e quelle convenzionate, per contenere la inflazione praticata volontariamente dai trust che fissano al rialzo i listini all’ingrosso a fine di extraprofitto nelle fasi espansive e a fini strategici in quelle recessive (v. “e1”).

4)a quel punto, per depotenziare le valenze redistributive dell’inflazione residua basterà, all’interno, indicizzare al 100% retribuzioni, pensioni, piccoli risparmi e spesa pubblica, e, all’esterno, svalutare centralmente l’euro in misura pari all’eventuale differenziale residuo di inflazione: se, ad esempio, in una UE in espansione residuasse una inflazione interna del 5% nonostante calmiere all’ingrosso e anti-trust, mentre negli USA che insistessero ad adottare la deflazione recessiva si verificasse una inflazione del 2%, basterebbe svalutare l’euro del 3% rispetto al dollaro per mantenere inalterata la competitività relativa dei rispettivi Export-Import.



Il Pensiero Unico in economia



E’ evidente che la comprensione di un simile blocco di interventi presuppone una critica complessiva del Pensiero economico pseudo liberista oggi egemone, il così detto “Pensiero Unico in economia”. Un Pensiero che è stato divulgato in modo martellante anche al livello del luogo comune ed è progressivamente diventato una sorta di apriori inconsapevole che compromette l’esame oggettivo dei fatti. L’opinione pubblica è stata infatti depistata divulgando una serie incredibile di bugie che danno una apparenza di coerenza interna solo perché si richiamano a vicenda. Ed infatti o stanno in piedi tutte insieme, pur instabilmente, o cadono rovinosamente a terra tutte insieme. In estrema sintesi:

a)è falsa l’idea che esisterebbe una sorta di “fame endemica” di Capitali che ci costringerebbe a iper-remunerare e detassare i Redditi da Capitale e sedurre in ogni modo i detentori di Capitali, mentre invece, conti alla mano, già solo i Risparmi di fine ciclo (20% PIL) sono circa 4 volte gli Investimenti produttivi (3-5% PIL) e l’insieme dei Capitali “virtuali” oggi in giro per il mondo perché crea<span>ti</span> dal sistema creditizio-finanziario potrebbe “comprare senza pagare” decine di volte l’intero pianeta-terra, mentre quelli crea<span>bili</span> sono praticamente … infiniti!

b)è falsa l’idea che la “globalizzazione” sia una tappa di non ritorno e che debba essere la più assoluta possibile, estesa dunque anche alla libera circolazione di Capitali a fini esclusivamente speculativi, e, ancora, che la concorrenza internazionale (di cui pur si ignora che gli accordi di cartello costituiscono la più radicale delle negazioni pensabili) andrebbe perseguita abbassando gli standard di civiltà del nord a più bassi livelli vigenti al sud e non al contrario elevando i secondi al livello dei primi!

c)è falsa l’idea per cui il rimborso del debito pubblico sia una priorità assoluta, mentre il debito pubblico nasce dalla scelta di detassare i Redditi da Capitale e poi chiedere ai loro detentori di prestare ad usura allo Stato quanto non gli è stato nemmeno chiesto di pagare come tasse, laddove il debito pubblico è comunque solo “virtuale” al 90-95% essendo questa la percentuale “collocata elettronicamente” presso le banche, e, dunque, scambiata con Moneta creditizia solo “virtuale” perché da loro creata elettronicamente dal nulla grazie al sistema della “riserva frazionaria”. Un debito che poi, quando lo si colloca presso banche pubbliche, diventa perfino una semplice “partita di giro” per venire a coincidere la figura del debitore (lo Stato) con quella del creditore (le banche pubbliche). Era infatti così prima della criminale svendita bipartisan delle nostre 4 banche pubbliche collocatarie, praticata a partire dal ’94 a prezzi sottomultipli dei soli interessi sui bot ivi collocati e usando come consulenti quelli degli acquirenti, al fine dichiarato di … fare cassa!

d)è falsa l’idea che “i soldi non ci sono” per maggiorare gli Investimenti produttivi, le retribuzioni, le pensioni e i servizi sociali, laddove, come già detto, già solo i Risparmi eccedono di circa 4 volte le necessità per Investimenti produttivi, i Capitali “virtuali” creabili elettronicamente dal sistema creditizio-finanziario sono pressoché infiniti e, soprattutto, non esiste né mai è esistito alcun rapporto 1:1 tra la Moneta e ciò che essa compra, pena la iperinflazione, giacchè questo rapporto oggi è addirittura superiore a 1000:1! La verità è infatti che tutta la Moneta “allo scoperto” che resta confinata nel circuito finanziario (il così detto “circolo Denaro-Denaro”) non fa alcun gioco nè sull’inflazione né sul PIL “reale”, mentre quella che finanzia acquisti sul mercato interno (nel così detto “circolo Denaro-Merce-Denaro”), anche se è “allo scoperto” in quel momento, acquista la sua “copertura” automaticamente man mano che viene concretamente prodotta l’Offerta che soddisfa quella Domanda che ha reso profittevole produrla e che mai altrimenti sarebbe stata prodotta!

e)collegata a questa, infatti, c’è l’altra falsa idea diffusa dal Pensiero pseudo liberista oggi egemone (il così detto “Pensiero Unico in economia”) per cui gli aumenti della Domanda interna scatenerebbero l’inflazione, e questa provocherebbe a sua volta fughe di Capitali, crack di borsa e crollo della quotazione dell’euro. Da qui discende il consiglio suicida di puntare l’espansione sulle Esportazioni grazie ad una competitività (“stracciona”) conseguita sul fronte dei costi di produzione (retribuzioni e welfare in testa a tutti) la quale provoca necessariamente anche la corrispondente compressione della Domanda interna. Ed invece:

e1)quando aumenta la Domanda interna, perché i prezzi possano aumentare occorre che l’Offerta <span>non</span> aumenti altrettanto, e, quando essa cala (nelle fasi recessive), che l’Offerta cali ancor <span>di più</span> di quanto stia calando la Domanda. Ed infatti sono i trust che “strozzano” volontariamente l’Offerta per trasferire sui prezzi la tensione provocata dalla parte di Domanda che lasciano volutamente insoddisfatta, aumentando l’Offerta meno della Domanda, nelle fasi espansive, e contraendola più ancora di quanto essa cala, in quelle recessive. E’ la stessa logica usata dall’ingrosso agroalimentare quando distrugge periodicamente derrate a fine di extraprofitto, solo che non-produrre parte di ciò che viene Domandato è meno appariscente di distruggere parte di ciò che la natura ha già creato! Per contrastare l’inflazione serve dunque il calmiere all’ingrosso e l’anti-trust, <span>non</span> la deflazione che aggiunge inutilmente solo recessione a recessione.

e2)dal momento che il costo del lavoro incide sul totale per appena per il 5-10%, nemmeno lavorando gratis si potrebbe battere la concorrenza “sleale” praticata dai trust delocalizzati in aree del terzo mondo dove producono sottocosto nel massimo dispregio della natura e dell’uomo per poi riesportare al nord il 95% della produzione così conseguita. Né sarebbe comunque pensabile un sistema-mondo nel quale alcune aree Esportassero sistematicamente più di quanto Importano, laddove qui si chiederebbe ai dominati di accettare la compressione brutale dei propri livelli di vita e civiltà al “lodevole” scopo di tentare di Esportare nei paesi “fratelli”, insieme ai propri beni ed ai propri servizi, anche tanta disoccupazione e tanti fallimenti quanti ne induce la mancata produzione nazionale che si va a soppiantare con le proprie Esportazioni.

e3)le “fughe” di Capitali avvengono ogni volta che per qualsiasi ragione il contesto nazionale non è gradito” ai detentori di Capitali, ma sempre che sia loro tecnicamente possibile espatriarli. Basta dunque introdurre adeguati vincoli anti-speculazione del tipo di quelli vigenti fino agli anni ’80 per contenere sufficientemente il fenomeno.

e4)l’euro “forte” penalizza il nostro Export-Import allo stesso identico modo in cui lo penalizza una più alta inflazione. Ne discende pertanto, come già anticipato, la elementare soluzione, per mantenere inalterata la competitività relativa dei rispettivi Export-Import al variare delle singole inflazioni interne, di svalutare centralmente il cambio dell’euro in misura pari all’eventuale differenziale di inflazione che residuasse nonostante il calmiere all’ingrosso e l’anti-trust. Per recuperare il controllo centralizzato del cambio, però, occorre abbandonare la opzione della “deregulation”, tanto cara alle elite e ai ceti possidenti, con ciò stesso sottraendosi definitivamente, oltretutto, al ricatto perenne di una speculazione valutaria interna e internazionale che scommettendo al ribasso si arricchisce pure nella resessione.

SINTESI



Ecco dunque perché il signoraggio è così importante: perché solo una volta compresa la “circolarità” del sistema si può cogliere il “gap” esistente tra i Risparmi di fine-ciclo e gli Investimenti produttivi di inizio-ciclo (circa 15% PIL) e, quindi, prima, comprendere che solo colmando questo gap è possibile riprodurre/espandere il sistema, e, dopo, che fino ad oggi è solo una elite creditizio-finanziaria internazionale che, oltre a fruire di un gigantesco signoraggio creditizio-cartolare, decide in modo non democratico <span>se</span>, <span>quanto</span> e <span>dove</span> colmare questo “gap” con la Moneta “virtuale” di cui detiene il monopolio, determinando così lo sviluppo, la recessione, il loro tasso percentuale e la loro stessa allocazione geografica.

Sottoporre al controllo democratico la Moneta, dunque, non vuol dire solo eliminare il signoraggio, ma vuol dire pure acquisire lo strumento fondamentale per decidere democraticamente COSA, QUANTO, PER CHI E DOVE produrre! E nulla sarà più come prima in politica quando saranno comprese e diffuse queste verità!

Come si vede bene, la fatica che si è durata per comprendere il “signoraggio” va dunque raddoppiata se si vuole comprendere pure le altre fondamentali bugie del Pensiero Unico. Sforzo che è assolutamente necessario produrre se si vuole proporre delle politiche democratiche di sviluppo sostenibile, alternative a quelle recessive sostenute dal Pensiero pseudoliberista oggi egemone e che stanno portando alla rovina l’intero mondo del lavoro trascinando con sé pure i ceti medi.

Un conto, infatti, è che si tenga un approccio propagandistico al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e farle prendere coscienza dell’irriducibile contrasto di classe oggi esistente tra il mondo del lavoro (Profitto e salario) e la elite che controlla la Moneta circolante, creditizia e cartolare fruendo del relativo signoraggio, ed un altro è riuscire a dare una idea del genere di riforme che si propongono e del tipo di organizzazione sociale che deriverebbe dalla loro adozione.

Non esiste, cioè, solo una critica distruttiva di ciò che esiste, ma esiste anche una critica costruttiva capace di indicare un futuro possibile.

E solo così facendo, del resto, si esce dal piano del pressapochismo e della demagogia e si entra in quello della politica.

http://www.circolodegliscipioni.org/




niente in comune? solo coincidenza?
katarzyna edyta colagrossi

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda Umiltao » 13 dic 2010, 13:39

No! Niente in comune e nessuna coincidenza con il luogo dove l' hai postato.

Trova un posto migliore per questa roba, per piacere.
Questo thread è una stalla e tu ci porti materiale per le stelle...?

Impara a usare il forum come "dio" comanda. Qui non sei su facebook.

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda kasiacolagrossi » 13 dic 2010, 13:58

non me ne sono accorta, grazie
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda Umiltao » 13 dic 2010, 14:02

Prego. ORA© LOSAI™.

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda enricogrosso » 27 giu 2011, 13:48

Ciao emiliano.
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda enricogrosso » 27 giu 2011, 13:50

Vedo che sei in linea, scrivi qualcosa di te senza timore, in quale modo puoi, potresti contribuire a migliorare questo forum? A che livello di conoscenza sei in materia monetaria? Attendo una tua risposta, ciao.
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda emiliano » 27 giu 2011, 14:57

ho già collaborato...tipo svuotare i cestini...
uso il forum per aggiornarmi ma mi scopro poco propenso all'attività virtuale.
preferisco collaborare materialmente...

circa un anno fa lessi la teoria del valore indotto, da allora mi informo alla luce di questo problema...

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda enricogrosso » 27 giu 2011, 14:59

??!
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Messaggioda emiliano » 27 giu 2011, 15:13

...un pò criptico...io intendo

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda emiliano » 27 giu 2011, 15:14

manca l'? dopo criptico

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda enricogrosso » 27 giu 2011, 15:50

Non ho capito cosa intendi con : "ho già collaborato...tipo svuotare i cestini" ?
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda emiliano » 27 giu 2011, 16:06

era ironico

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda emiliano » 27 giu 2011, 16:09

"svuotare i cestini" era del webmaster con me...

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda enricogrosso » 27 giu 2011, 16:13

Siccome la mia era una domanda seria e noi non ci conosciamo personalmente NON ho capito l'ironia.
Comunque buon proseguimento con l'aggiornamento. Siccome hai già collaborato con noi mi piacerebbe avere delle tue impressioni serie in merito. Grazie.
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda sandropascucci » 27 giu 2011, 16:33

> Siccome hai già collaborato con noi mi piacerebbe avere delle tue impressioni serie in merito. Grazie.

a me interessano quelle faceto..
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Messaggioda emiliano » 27 giu 2011, 16:53

sandropascucci ha scritto:> Siccome hai già collaborato con noi mi piacerebbe avere delle tue impressioni serie in merito. Grazie.

a me interessano quelle faceto..


mica era a caso il frigorifero, con l'aspirapolvere non ci stava molto :)

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda emiliano » 27 giu 2011, 17:20

nel mondo reale mi capita usare ironia anche con chi non conosco, sono un'incompetente del web, scusa se preso male...

di serio sembrerebbero sviolinate , soprattutto per quello che ho visto dal vivo, la rete ancora mi sconcerta...ma siete gli unici

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda emiliano » 27 giu 2011, 17:33

emiliano ha scritto:
sandropascucci ha scritto:> Siccome hai già collaborato con noi mi piacerebbe avere delle tue impressioni serie in merito. Grazie.

a me interessano quelle faceto..


mica era a caso il frigorifero, con l'aspirapolvere non ci stava molto :)


...scusa, dopo l'asse da stiro, non l'aspirapolvere...

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda enricogrosso » 8 lug 2011, 7:27

emiliano ha scritto:nel mondo reale mi capita usare ironia anche con chi non conosco, sono un'incompetente del web, scusa se preso male...

di serio sembrerebbero sviolinate , soprattutto per quello che ho visto dal vivo, la rete ancora mi sconcerta...ma siete gli unici


...non ho preso male nulla. Pensavo fossi un signore (uomo intendo) invece ti reputi una incompetente del web al femminile...
Scusa ma anche io ogni tanto uso l'ironia con chi non conosco.

Cosa hai visto dal vivo?
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda emiliano » 8 lug 2011, 14:27

Ho messo un apostrofo in più :roll:

Ho partecipato alle fiere delle verità di Ozzano E., Bologna e C.ento.

Ho avuto l'occasione di parlare con alcuni di voi

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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda sandropascucci » 8 lug 2011, 18:40

per un apostrofo hai rischiato il culo (e non è un eufemismo)
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Re: Un saluto a tutti

Messaggioda emiliano » 8 lug 2011, 20:10

Guida all'uso di accenti e apostrofi nell'italiano

L’uso dell’accento grafico in italiano è diventato stabile dal Novecento per i polisillabi tronchi (città, virtù, longevità). Costante è anche la presenza dell’accento in un numero, in realtà limitato, di monosillabi composti da due grafemi vocalici: ciò, già, giù, più, può, scià, in cui i ed u sono solo segni grafici.

Si aggiungano le forme letterarie, e disusate, piè ‘piede’, diè ‘diede’ che, come fé, vengono indicate a volte con l’apostrofo. Tale alternanza tra accenti e apostrofi per alcuni monosillabi è controversa, ad esempio il DOP (Dizionario di ortografia e di pronunzia) indica come errata la forma pie’, e riconosce soltanto per il troncamento di ‘piede’ piè e diè per la voce del verbo ‘dare’. Per fé (‘fece’) segnala anche fe e fe’ pur rari. Come troncamento di ‘fede’ si dà solo fé, da cui deriva la parola composta autodafé, che introduce alla questione dell’accento di polisillabi composti con un originario monosillabo finale: per quanto detto all’inizio sull’uso dell’accento coi polisillabi, è chiaro che anche in questi casi, essendo il polisillabo tronco, si deve usare l’accento grafico (ventitré, rossoblù, nontiscordardimé, Oltrepò).

Si consideri ora l’uso dell’accento (e dell’apostrofo eventualmente) con i monosillabi che si scrivono con una sola vocale. L’accento si indica solo nei casi in cui occorra disambiguare il monosillabo per l’esistenza di un omografo; i casi più comuni sono:
ché: accentato solo come forma abbreviata di ‘perché’ o, più raramente, di ‘affinché’; mentre è sempre che in tutti gli altri usi, anche in quello sostantivato: non è un gran che, ha un certo non so che; dopo di che vedremo. È diffusa e ammessa la forma con scrizione sintetica granché;
dà: presente indicativo di ‘dare’; da è preposizione. L’imperativo richiederebbe da’ (‘dai’), ma questa forma e gli analoghi imperativi fa’ (‘fai’), sta’ (‘stai’) e va’ (‘vai’) non sono universalmente accolti sia dall’uso reale sia dai grammatici, pertanto si può scrivere semplicemente da, fa, sta, va (forme tradizionali affiancate da quelle apostrofate nel fiorentino ottocentesco);
di’ o dì imperativo di ‘dire’; dì ‘giorno’, ma per altri (cfr. SERIANNI 1989: I 242) solo di’ vale per l’imperativo di ‘dire’ (dal latino DIC) distinto in tal modo dalla preposizione di e dal sostantivo dì;
è vale per la forma verbale mentre e per la congiunzione;
là e lì sono gli avverbi mentre la è articolo e li pronome atono;
né è congiunzione (non voglio mangiare né bere); ne pronome o avverbio; e ne’ vale per la preposizione articolata maschile plurale nei, ormai antiquata, come gli altri maschili plurali a’, de’, co’, pe’, e gli aggettivi be’ e que’;
sé indica il pronome, che essendo sempre tonico deve essere scritto con l’accento: le pur diffusissime varianti se stesso, se medesimo, contrariamente a una diffusa opinione, non sono pertanto giustificate; se indica il pronome atono usato talora in luogo di si (se lo mangia) e la congiunzione; se’ è forma disusata per ‘sei’;
sì è l’avverbio e si il pronome e la nota musicale;
tè indica la bevanda (ed è preferibile a the e thè); te è il pronome; si possono segnalare anche le forme antiquate te’ sia per ‘eccoti’ sia per ‘tieni’.

Un’ultima osservazione sull’apostrofo. I troncamenti di ‘piede’ e ‘fede’ si scrivono piè e fé, ma per ‘poco’ si ha po’ con l’apostrofo, l’unica forma, sia chiaro, codificata e ammessa dall’ortografia attuale e indicata dalle grammatiche. Solo come curiosità si segnala la proposta (in LEONE 1969) di estendere a tutti i monosillabi tronchi l’apostrofo, purché sia ancora viva la coscienza del troncamento, mentre, a parere d’altri, “il partito migliore sarebbe quello di eliminare addirittura l’apostrofo come segno dell’apocope sillabica, scrivendo semplicemente po (il quale non può confondersi con Po, che vuole la maiuscola), to e toh, ve o veh, be o beh, mo e fe” (SERIANNI 1989: I 245).

Per approfondire:

Arrigo Castellani, Sulla formazione del sistema paragrafematico moderno, “Studi linguistici italiani”, XXI 1995, pp. 3-47;
Alfonso Leone, Norme ortografiche: perché po’ ma piè?, “Lingua nostra”, XXX 1969, pp. 117-18;
Bruno Migliorini, Carlo Tagliavini, Piero Fiorelli, Dizionario di ortografia e di pronunzia, ERI-Rai, Roma, 1999;
Luca Serianni, Grammatica italiana. Italiano comune e lingua letteraria, Torino, UTET, 1989 [si indicano il numero di capitolo e di paragrafo].

A cura di Mara Marzullo
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca


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