le civiltà

..quello che ti passa per la testa. Ma sempre in ottica "sociale".
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emiliano

le civiltà

Messaggioda emiliano » 2 lug 2011, 17:58

L’umanità non va mai intesa tout court.

La civiltà più evoluta in spirito e forza di prevaricazione è sicuramente la nostra.

Ritornato in Europa, Cortez, non si capacitava di quanto poco raccolto potevano offrirgli i nuovi schiavi d’America rispetto all’infinità di risorse [i]sfruttabili.[/i] Si giunse alla conclusione che un piccolo investimento
in attrezzature agricole potesse riparare a tali scarsità.

L’indio (in-dio), però, ottenendo gli stessi raccolti in meno tempo, poteva vantare più ore per sé e il villaggio suscitando inebetita delusione da parte degli schiavisti.

Allo stesso modo le prime testimonianze scritte dei pionieri in nord America erano fitte di disprezzo per un popolo che stava gran parte del tempo coricato, nell’ozio.
L’idea di uomo era già simile all’odierna idea di maschio virile e vedere tutti quegli adulti rotolarsi a terra tra i bambini anziché lavorare quotidianamente dava scandalo.

Questo per dire come nella nostra civiltà il tempo funziona come categoria legata al profitto.

“Cerco le qualità che non valgono in questa età di mezzo che adora gli orologi ma non conosce il tempo”
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Umiltao

Re: le civiltà

Messaggioda Umiltao » 2 lug 2011, 22:12

Bel post, Emiliano.

Possiamo di conseguenza fare il Funerale Definitivo anche a quelli che «L' Uomo è Cattivo™!», ORA©.

Faccio solo un appunto:
emiliano ha scritto:Questo per dire come nella nostra civiltà il tempo funziona come categoria legata al profitto.
Attenzione: nei sistemi economico-monetari occidentali, anche prima della nominalizzazione spinta della moneta a partire dal Medioevo, il tempo è una categoria legata al profitto - e quindi il profitto diventa una forma mentis oltre che un' imposizione di senso istituzionalizzata - soltanto perché è un EFFETTO della gestione privata, autoreferenziale, dispotica e insindacabile di rarità monetaria e merceologica che avviene a monte di tutto.

Quindi il concetto di profitto economico NON è dannoso in sé e soprattutto NON è la prima causa di un dato comportamento socio-economico.

Il solo fatto di essere partiti migliaia di anni fa in Occidente e zone limitrofe col tarlo mentale della riserva monetaria in merci e/o del supporto monetario in metalli nobili è stato un errore incommensurabile *.

La stessa gestione monetaria attuale avviene sì con supporto monetario puramente simbolico - moneta nominale - ma i criteri di emissione e gestione del simbolo monetario di costo nullo rimangono quelli della parsimonia mineraria, come se ci fosse l' obbligo naturale imposto da una stampante cattiva™ di dover farsi bastare poche banconote da € 100.

Il paradosso è però quadruplo (almeno) perché, oltre ad avere una stampante che 1. stampa SOLO quando vuole lei, tale stampante cattiva™ non stampa e dà gratuitamente come la miniera con i metalli nobili (al netto della fatica-costo di estrazione), ma oltre a stampare come le pare 2. si dichiara proprietaria dello stampato al valore nominale poiché il prestare al valore nominale è tipico di un proprietario del valore nominale (non solo del valore di mercato del materiale su cui si stampa = valore intrinseco), 3. presta al valore nominale e 4. vuole anche il pagamento degli interessi, non solo la restituzione del prestato al valore nominale.

Così facendo, la Stampante Bancaria trasforma tutto ciò che è gratuito in costoso.

I processi monetari occidentali sono quindi ALL' ORIGINE e SISTEMICAMENTE autolesionistici, "infernali" e privatistici, per cui come autodifesa/contromisura/conseguenza a questi scattano i controprocessi A LIVELLO LOCALE e di EGORTICELLO®, tra cui va annoverato anche il concetto di profitto.




* Questa sudditanza psicologica verso gli oggetti concreti personificati (riserva monetaria in metalli/merci, stampanti cattive™) e verso le rappresentanze personificate (fantasmi giuridici = Banca, Stato, Pubblica Amministrazione, Srl, SpA, società anonima, fondazione, fiduciaria, ecc.) è a mio avviso stata riproposta per riflesso nell' arte figurativa occidentale con la soggezione di Clark Kent verso la kriptonite.
Clark Kent rimane suddito della kriptonite nonostante il Pianeta Kripton sia ormai scomparso da tempo.
Il popolino rimane suddito dell' oro nonostante la riserva monetaria in oro sia ormai scomparsa da tempo (in realtà non è mai esistita).

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emiliano

Re: le civiltà

Messaggioda emiliano » 3 lug 2011, 9:00

Sottoscrivo "il come e il dove" il concetto di profitto diviene sconveniente.

Il punto è "il dove".

Nelle società tribali si è rilevata l'impossibilità di accumulare il surplus, destinato alla distruzione rituale.
In un mondo fatto di dogmi tali da far scomparire l'individuo era comunque implicita la prassi del controllo dei beni, del loro approvigionamento e della loro distruzione per il mantenimento dell'equilibrio tra risorse e necessità.

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emiliano

Re: le civiltà

Messaggioda emiliano » 3 lug 2011, 15:02

...Sottoscrivo "il come e ildove quando"...

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domenico.damico

Re: le civiltà

Messaggioda domenico.damico » 4 lug 2011, 12:43

Grazie a Emiliano per l'ottimo spunto di riflessione.
Aggiungo qualche considerazione.

Il banchiere e il sistema economico vigente ci ha fornito dei mezzi che potremmo sfruttare a nostro favore.
Il processo di accumulazione di beni, se fatto per il bene della collettività, potrebbe anche essere benefico.
Così come, ovviamente, l'uso della moneta nominale.
Questi sono coltelli (e quindi atti e adattabili a più usi) e non pistole omicide e basta.

La visione distorta della realtà, che ci impone la moneta debito, potrebbe indurci a buttare l'acqua ed il bambino. Sarebbe uno sbaglio, credo.
Anche il profitto, di per sé, non è il male assoluto.
Faccio una cosa perché penso possa giovare a me e alla mia famiglia.
Nella "contabilità" odierna però il mio profitto si trasforma matematicamente in una perdita di qualcosa da parte di qualcun altro.
In un sistema cambiato alla base, radicalmente ( partendo quindi dalla moneta) il mio profitto potrebbe anche generare il profitto di tutti o almeno essere Pareto-efficiente (cioè non peggiorare la situazione di alcuno).

p.s.

sull'esempio di Clark Kent.
Questi non esiste: egli è il travestimento che Superman usa per sembrare umano.
Superman infatti è l'unico super-eroe a non essere un umano che si traveste, ma un alieno che si traveste da umano per non farsi riconoscere.
Si potrebbe dire però - come analogia - che la criptonite, come il debito, indebolisce ciò che per sua natura è forte (l'essere vivente).
Quindi che anche gli alieni sfuggiti alla criptonite/debito del loro pianeta, pur avendo viaggiato per cercare un pianeta nuovo (o capitatevi per caso) si troverebbero nella stessa situazione di partenza anche da noi (criptonite/debito).
Stessa cosa del "riformismo senza toccare la moneta": rimane la criptonite (il debito) e non serve a niente cambiare pianeta (vedi orticelli di destra e sinistra).
O peggio ancora con l'esempio degli indiani d'america, invasi dai nostri germi e dalla nostra malattia/debito/criptonitica e costretti a travestirsi da bianchi.

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emiliano

Re: le civiltà

Messaggioda emiliano » 4 lug 2011, 15:36

domenico.damico ha scritto:Il banchiere e il sistema economico vigente ci ha fornito dei mezzi che potremmo sfruttare a nostro favore.

e c'è, di fatto, un'oligarchia di consapevoli nelle "regole del gioco igb"
...loro sanno, sono pochi, quindi giocano a loro vantaggio...

domenico.damico ha scritto:Il processo di accumulazione di beni, se fatto per il bene della collettività, potrebbe anche essere benefico.

sono figlio di contadini...a me accumulare mi sa di un certo odore...fino a che eravamo in campagna (come società) si sopportava...
ma quì ( tra le colate di calcestruzzo) tutto ristagna a mezz'aria...e a quasi tutti noi tocca dormire nella m..da; ammassati... (leggi questa come spunto di riflessione, non come provocazione ;) ).

domenico.damico ha scritto:Nella "contabilità" odierna però il mio profitto si trasforma matematicamente in una perdita di qualcosa da parte di qualcun altro.


e per anni ho pensato questo come fisiologico :(

grazie agli ottimi interlocutori non so dirlo in modo diverso...non è una le...ta di c..li...

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Umiltao

Re: le civiltà

Messaggioda Umiltao » 4 lug 2011, 21:13

emiliano ha scritto:Sottoscrivo "il come e il dove quando" il concetto di profitto diviene sconveniente.

Il punto è "il dove".

Nelle società tribali si è rilevata l'impossibilità di accumulare il surplus, destinato alla distruzione rituale.
In un mondo fatto di dogmi tali da far scomparire l'individuo era comunque implicita la prassi del controllo dei beni, del loro approvigionamento e della loro distruzione per il mantenimento dell'equilibrio tra risorse e necessità.
Scusami, Emiliano, potresti riformulare quanto sopra?
Non è che non lo capisco, semplicemente non mi è ben chiaro, oppure se mi è chiaro in un modo magari non lo è precisamente nel senso che intendi tu... ;)

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Re: le civiltà

Messaggioda emiliano » 4 lug 2011, 21:39

nel primo post, tentavo di spostare l'accendo sull'altra dimensione culturale.
Dove mi capita di immaginare qualche possibile antidoto al sistema mentale igb.

Sono d'accordo con te per quanto riguardo il nostro mondo, e mi stai insegnando...

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Umiltao

Re: le civiltà

Messaggioda Umiltao » 4 lug 2011, 21:55

Tranquillo, il tuo primo post mi è chiaro e l' ho detto anche prima.

Semplicemente non capisco bene cosa intendi con questo:
emiliano ha scritto:Sottoscrivo "il come e il dove quando" il concetto di profitto diviene sconveniente.

Il punto è "il dove".
Puoi rispiegarmelo? E' troppo conciso... insegna anche a me, ORA©. :)

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Re: le civiltà

Messaggioda MicheleSchicchi » 4 lug 2011, 21:58

emiliano ha scritto:Allo stesso modo le prime testimonianze scritte dei pionieri in nord America erano fitte di disprezzo per un popolo che stava gran parte del tempo coricato, nell’ozio.
L’idea di uomo era già simile all’odierna idea di maschio virile e vedere tutti quegli adulti rotolarsi a terra tra i bambini anziché lavorare quotidianamente dava scandalo.

Questo per dire come nella nostra civiltà il tempo funziona come categoria legata al profitto.

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osho riguardo all'occidente sosteneva la stessa cosa: avendo esportato la pratica della meditazione osservò che gli occidentali non riuscivano a cogliere l'importanza dello stato meditativo solo perchè il non far niente (meditare) per loro era inutile e privo di senso
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Re: le civiltà

Messaggioda emiliano » 4 lug 2011, 22:38

Come e quando igb rende sconveniente il profitto
...lo spieghi nella risposta al primo.

Non accenni all'altra civiltà, l'altro dove

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Re: le civiltà

Messaggioda emiliano » 4 lug 2011, 22:43

...ora il mio unico dove, però, è il letto, a domani

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Re: le civiltà

Messaggioda emiliano » 6 lug 2011, 16:12

MicheleSchicchi ha scritto:osho riguardo all'occidente sosteneva la stessa cosa: avendo esportato la pratica della meditazione osservò che gli occidentali non riuscivano a cogliere l'importanza dello stato meditativo solo perchè il non far niente (meditare) per loro era inutile e privo di senso


Una gran parte dei genitori oggi subiscono questa fobia da inattività e si sfogano sulla prole: scuola, sport, musica, compleanno al mc donald...( so di genitori che fanno mangiare ai propri figli una "cosa veloce", in auto, pur di incastrare tutti gli impegni )."

Ma l'appropriarsi dell'identità e, quindi, della personale creatività, dello stile, avvengono quando il bambino è lasciato anche con se stesso, in quell'angolo di spazio e silenzio tutto suo che tutti ricordiamo (lo ricordiamo?) come luogo di fantasia, immaginazione e gioco.

Essendo la creatività antitetica al conformismo e al pensiero acritico, senza questo "spazio libero" i nostri cuccioli rischiano di rimanere fedeli ai binari ufficiali, di non avere coraggio (amore) di saltare giù dal treno per "farsi una passeggiata".

"Maturità dell' uomo: ritrovare la serietà che ha il bambino nel gioco" F. Nietzsche

Nelle civiltà tribali il pensiero critico quasi non esiste. La loro è, principalmente, una visione del mondo monolitica e dogmatica. Eppure non se ne vanno in giro per il pianeta ad esportare debito e miserie.

Non mi interessa fare un' apologia del primitivo
ma il confronto con le culture più lontane da igb
è scontro con la visione distorta alla quale lo stesso ci addestra.



...Osho era quello delle Rolls Roice?

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Re: le civiltà

Messaggioda sandropascucci » 6 lug 2011, 17:14

emiliano ha scritto:"Maturità dell' uomo: ritrovare la serietà che ha il bambino nel gioco" F. Nietzsche


e a me danno dell'immaturo per questo.. pfui!
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Re: le civiltà

Messaggioda MicheleSchicchi » 6 lug 2011, 17:46

Ma l'appropriarsi dell'identità e, quindi, della personale creatività, dello stile, avvengono quando il bambino è lasciato anche con se stesso, in quell'angolo di spazio e silenzio tutto suo che tutti ricordiamo (lo ricordiamo?) come luogo di fantasia, immaginazione e gioco.


questo stato, dove emerge la nostra creatività interiore, e potremmo dire il nostro subconscio, è lo stesso stato che raggiunge un musicista o un artista mentre crea; la meditazione è lo stesso principio. La società ci ha insegnato a reprimere questa nostra natura, ecco perchè siamo nevrotici.

Lo stato meditativo ci riporta in quel luogo, con consapevolezza però, facendoci riscoprire la nostra vera natura. la cultura orientale non poteva donarci cosa più utile.

Forse la salvezza dell'uomo libero sta in quei luoghi e in queste civiltà

...Osho era quello delle Rolls Roice?

si andava in giro in rolls roice..anche se erano donazioni dei suoi discepoli il lusso non gli dispiaceva, come a molti altri guru orientali.
Tuttavia gli dobbiamo un grande favore.
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Messaggioda sandropascucci » 6 lug 2011, 17:48

e a me rompono i coglioni che giro con un exufficio mobile della Polizia Stradale del 1987.. pfui!
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